AGOSTI Stefano

Qualifica Docente emerito
Web www.unive.it/persone/stefano.agosti (scheda personale)
Struttura Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati
Sito web struttura: http://www.unive.it/dslcc
Sede: Palazzo Cosulich

Nota biografica

Nato nel 1930 a Caprino Veronese, si è laureato in Lettere all’Università di Bologna (1954) con una tesi sulle Operette morali di Leopardi (relatore Francesco Flora).Lettore di italiano per un biennio al “Collège de Garçons” di Grenoble, ha poi insegnato francese per alcuni anni nelle scuole secondarie italiane, cui ha fatto seguito un periodo di attività editoriale a Milano presso la casa editrice Rizzoli.

Nel 1970 viene assunto in qualità di professore incaricato di Lingua e letteratura francese, contemporaneamente, nelle Università di Bari e di Venezia (in entrambe, per la facoltà di lingue), incarico che, dall’anno successivo (1971), decide di conservare solo per Venezia. Nel 1976 è nominato professore ordinario di Lingua e letteratura francese, sempre presso l’Università di Venezia, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere.

A partire dallo stesso anno (1976), assume la Direzione dell’Istituto di Francese della Facoltà, direzione che mantiene per più di dieci anni, periodo durante il quale organizza incontri internazionali e promuove svariate forme di attività culturali (seminari collettivi, dibattiti e conferenze su specifiche tematiche e generi letterari, oltre che sugli apporti teorici di metodologie critiche legate alle nuove scienze umane, quali psicanalisi, filosofia, etnologia, linguistica, semiotica, ecc.). Intervengono in quel periodo, nell’ambito delle manifestazioni culturali e dei seminari organizzati dall’Istituto di Francese, alcune tra le figure più rappresentative della cultura francese e italiana contemporanee (poeti come Yves Bonnefoy, Andrea Zanzotto e Edmond Jabès, romanzieri come Georges Perec, filosofi come Jacques Derrida, studiosi di letteratura, narratologia e semiotica come Jean Rousset, Jacqueline Risset, Julia Kristeva, Maria Corti, Fausta Garavini e molti altri).

Interessato alle dinamiche sottese alla creazione del testo, ha pubblicato numerosi volumi di saggi, privilegiando un’esegesi psicanalitica, linguistico-strutturale e semiologica. I primi volumi, ovvero Il cigno di Mallarmé (1969) e soprattutto Il testo poetico (1972), annunciano la nascita di uno sguardo ermeneutico nuovo nel panorama della critica italiana. Infatti, se per un verso Agosti si rifà ai modelli francesi allora recentissimi (Benveniste, Lacan, Foucault, Greimas e Derrida), per l’altro verso, egli appare in Italia come un caso unico, legato soltanto al magistero di Gianfranco Contini. Col passare degli anni e con lo sgranarsi delle numerose pubblicazioni, la sua pratica ermeneutica non cessa di affinarsi e di approfondirsi: il testo è una realtà chiusa in sé stessa che l’interprete deve aprire per decifrarne il linguaggio altro, abitato da un’alterità irriducibile rispetto al linguaggio discorsivo. L’acribia con cui questo originale e inesausto sguardo ermeneutico approda, nella produzione più recente, a una mozartiana “semplicità”, non ha tuttavia mai esaurito la vocazione esegetica del professore. Se possibile, anzi, ha reso ancor più fervida e appassionata la sua attività di docente: per trent’anni e oltre la sua voce magistrale ha risuonato nelle aule veneziane, in polemica con qualsiasi insegnamento puramente manualistico o comunque scisso da una riflessione consapevole e originale, per trent’anni e oltre gli allievi, sia pur inizialmente sconcertati dalla novità percuotente di questo discorso, hanno poi risposto in pieno a tanta apertura d’orizzonte.

Stefano Agosti tiene conferenze, lezioni e seminari su invito di varie università e istituzioni culturali italiane e straniere di primo piano: fra queste ultime, a Mosca, Kiev, Helsinki, Lisbona, Ginevra, Berna, Losanna, Friburgo, e soprattutto a Parigi, in sedi prestigiose come l’École des Hautes Études, la Sorbona e il Collège de France, ove ogni anno presenta i propri contributi di ricerca nell’ambito dei seminari sulla poesia organizzati da Yves Bonnefoy.

Dei vari premi letterari ottenuti, ci piace ricordare il premio di Francesistica “Terme di Saint-Vincent” (1996), assegnato al volume Critica della testualità (Il Mulino, 1994), nonché il recentissimo “Premio Francesco De Sanctis per la Critica letteraria”(2010), assegnato al volume Il romanzo francese dell’Ottocento. Lingua forme genealogie (Il Mulino, 2010).Non da ultimo, Stefano Agosti è stato insignito dal governo francese dell’onorificenza di “Chevalier de la Légion d’Honneur”.

                                                                                                   (G.C., A.C., F.A.)

Bibliografia essenziale

Il Cigno di Mallarmé, Silva, 1969 (nuova edizione: Pratiche, 1994);

Il testo poetico, Rizzoli, 1972;

Tecniche della rappresentazione verbale in Flaubert; Il Saggiatore, 1981;

Cinque analisi, Feltrinelli, 1982;

Modelli psicoanalitici e teoria del testo, Feltrinelli, 1987;

Enunciazione e racconto. Per una semiologia della voce narrativa, Il Mulino, 1989;

Il Fauno di Mallarmé, Feltrinelli, 1991;

Gli occhi le chiome. Per una lettura psicoanalitica del Canzoniere di Petrarca, Feltrinelli, 1993;

Critica della testualità, Il Mulino, 1994;

Poesia italiana contemporanea. Saggi e interventi, Bompiani, 1995;

Realtà e metafora. Indagini sulla “Recherche”, Feltrinelli, 1997;

Lecture de “Prose pour des Esseintes” et de quelques autres poèmes de Mallarmé, Éditions Comp’Act, 1998 ;

Forme del testo. Linguistica semiologia psicanalisi, Cisalpino, 2004 ;

La parola fuori di sé. Scritti su Pasolini, Manni, 2004;

Il testo visivo. Forme e invenzioni della realtà da Cézanne a Morandi a Klee, Marinotti, 2006;

Grammatica della poesia. Cinque studi, Guida, 2007;

Il romanzo francese dell’Ottocento. Lingua forme genealogie, Il Mulino, 2010.

Stefano Agosti ha inoltre curato le edizioni di opere di Flaubert, Valéry, Saint-John Perse, René Char, A.J. Greimas, J. Derrida e A. Zanzotto. È altresì titolare di numerosissimi interventi critici in varie riviste, italiane e straniere.

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