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Un cafoscarino ha fondato "Damocle edizioni"

06/03/2012

Pierpaolo Pregnolato si è laureato a Ca’ Foscari in Scienze Umanistiche della Comunicazione: Editoria, Giornalismo con la tesi “Print on Demand: tecnologie ed esperienze”. Il primo giugno 2009 ha fondato a Chioggia la Damocle Edizioni e nel novembre 2011 ha aperto un Bookshop a San Polo, nel cuore del centro storico di Venezia

Pierpaolo, ci può raccontare il suo percorso universitario e professionale?
Il mio percorso di studi universitari si è concluso qui a Venezia, a Ca’ Foscari, da dove era iniziato. Nel mezzo ci sono stati tanti cambiamenti - ho interrotto gli studi due volte per poi riprenderli e frequentare altre università. Il corso di laurea che ho portato a termine - laurea triennale in lettere, percorso editoria e giornalismo - è stato quanto di più vicino c’era a quello che avevo in mente di fare. In quegli anni ho cominciato a collaborare con alcune riviste e piccole case editrici.

Da dove è nata la sua passione per i libri?

Ho cominciato a leggere tardi, negli ultimi anni delle superiori. Poi è arrivata la passione per Cesare Pavese e gli americani, per Italo Calvino, Albert Camus e Michel Houellebecq su tutti. Il mio bisnonno fondò nei primi del novecento uno stabilimento tipografico a Chioggia, tradizione portata avanti in seguito dai miei nonni materni. Poi negli anni sessanta furono costretti a chiudere. Mi piace pensare che in qualche modo ci sia una continuità in quello che ho deciso di realizzare.

Perché “Damocle” edizioni? Qual è il messaggio?
Il nome mi è stato suggerito da un musicista che stimo molto, alla domanda “come chiameresti una casa editrice?” lui rispose senza esitazioni: “Damocle, Damocle Edizioni”. Non c’è un messaggio particolare, ero alla ricerca di un nome che richiamasse un simbolo. Se senti Damocle pensi subito alla spada. Nel logo, disegnato da mia sorella, la spada cade giusto a metà della parola.

Quali sono le sfide più importanti di una Casa editrice al giorno d’oggi? e a Venezia in particolare?
La sfida più importante e difficile, nell’era della grande distribuzione, delle grosse catene di librerie e gruppi editoriali, è quella di sopravvivere. Mantenere un legame con la tradizione e, senza esagerare, cercare l’innovazione. Curo la veste grafica dei libri, a partire dalla carta, per renderli eleganti e sobri, puliti nella loro semplicità. Il piccolo bookshop a Venezia rappresenta una piattaforma, un luogo a metà tra un ufficio e un punto vendita, dove è possibile parlare di libri e letteratura, creare dei progetti, perché no, anche dal giorno alla notte. Sulla porta ho affisso un manifesto che riporta una citazione di Pasolini “la mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza”. Venezia, per un editore indipendente, può rappresentare una possibilità, la possibilità di un’isola.

Ci anticipa qualche novità di Damocle?
Presto uscirà un romanzo di Edmond de Goncourt, nella sua prima edizione italiana, a cura di Carlo Alberto Petruzzi (già autore del saggio “Introduzione a L’hobby del sonetto di Pier Paolo Pasolini” e dell’introduzione al “Don Giovanni Tenorio” di Carlo Goldoni).
 

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Ultima modifica: 12/03/2012 da System Administrators