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Cafoscarini all'estero: storie dalla Germania
Federico Fabris, laurea triennale in lingue e letterature inglese e spagnola, ha trascorso un semestre all’Università di Bamberg, in Germania mentre frequentava l’ European Joint Master’s Degree in English and American Studies. Finiti gli studi a Ca’ Foscari, è tornato a Bamberg per un dottorato di ricerca
Cosa hai studiato e come sei arrivato ad effettuare un'esperienza di studio/lavoro all'estero?
Nel 2007, dopo avere conseguito con successo la laurea triennale in lingue e letterature inglese e spagnola presso l’università Ca’ Foscari di Venezia (corrispondente all’attuale corso di laurea in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio), sono stato selezionato, previa domanda, tra i primi partecipanti assoluti al programma d’eccellenza European Joint Master’s Degree in English and American Studies. Il corso di laurea magistrale è frutto della cooperazione di un consorzio di sei università: Bamberg (D), Graz (A), City College of New York (USA), Paris Diderot (F), Pécs (H), e Ca’ Foscari (I). La lingua di insegnamento del programma è l’inglese, e il candidato è obbligato a trascorrere almeno un semestre di scambio in uno dei sei atenei di cui sopra - più l’università di London Roehampton. Nel mio caso, pur avendo scelto inizialmente New York e Londra come mete preferibili, la scelta finale è poi ricaduta su Bamberg. Tra le ragioni della mia decisione hanno pesato soprattutto il desiderio di aggiungere il tedesco alle mie lingue di studio, ma anche la buona reputazione dell’università di Bamberg e l’alta vivibilità della città stessa, che pur microscopica in confronto a megalopoli come Londra e New York, rientra tuttavia nel patrimonio Unesco.
Quello che è successo in seguito è facilmente riassumibile in poche frasi: a Bamberg ho trovato una rete bibliotecaria eccezionalmente efficiente, professori disponibili a darmi fiducia oltre le mie più rosee aspettative, e infine la proposta di ritornare per un intraprendere un dottorato. Conclusi i sei mesi a Bamberg, sono tornato in Italia, dove ho concluso il Joint Degree nella primavera del 2010. Dopodiché ho valutato attentamente una serie di possibili destinazioni per il dottorato, in particolare in Inghilterra, decidendomi infine per Bamberg come punto di partenza ideale per la mia strada nella ricerca di carattere comparatistico-letterario.
Dove vivi e di che cosa ti occupi?
Bamberg è una citta di poco meno di centomila abitanti localizzata nel nord della Baviera, dunque in sostanza al centro della Germania, a pochi chilometri da Norimberga. Al momento io sono studente di dottorato al dipartimento di Letteratura Inglese all’Otto-Friedrich-Universität Bamberg. La mia ricerca di tesi si occupa della rappresentazione della tematica intergenerazionale nella letteratura contemporanea della migrazione in Inghilterra e Italia. Il mio progetto di ricerca comprende anche vari periodi di ricerca in Inghilterra, presso la University of Warwick e la University of Leeds. Data appunto la natura sperimentale ed interdisciplinare del progetto, mi sono dovuto prodigare parecchio per trovare i giusti contatti internazionali. In vari casi, questo ha anche portato a felici esperienze di scambio e presentazioni ad alcune conferenze in Europa.
Come è stato il tuo inserimento a Bamberg?
I sei mesi trascorsi a Bamberg nel 2008 come studente di scambio hanno indubbiamente contribuito ad attutire l’impatto con la realtà linguistica e culturale bavarese prima dell’inizio del dottorato. La vita dello studente di scambio è tuttavia molto diversa da quella dello studente in loco, per non parlare del dottorando di turno. Per prima le mie difficoltà con il tedesco, che prima avevo potuto in qualche circumnavigare grazie al mio “status speciale” di studente di scambio, si sono ripresentate in forma drammatica durante la preparazione di varie domande di borsa di studio. A differenza dell’Italia infatti, il modello tradizionale di PhD in Germania (quello da me intrapreso) prevede una relazione di lavoro molto individualizzata con la propria relatrice di tesi che tradizionalmente non è mai finanziata dallo stato. Ovviamente sono presenti anche molti altri modelli, come il gruppo di ricerca o la scuola dottorale per progetti interdisciplinari riccamente finanziati dal governo federale. Una volta assicurati i finanziamenti ho dovuto tuttavia scontrarmi con la realtà quotidiana di dovere gestire il mio progetto di ricerca sostanzialmente da solo. Questo ha richiesto vari mesi di adattamento e anche frustrazione, ma mi ha d’altro canto consentito di potere indirizzare la mia ricerca con piena autonomia, pianificando liberamente la mia partecipazione a conferenze e soggiorni di studi internazionali.
Ci racconti la tua vita tedesca?
Dopo quasi due anni di vita in Germania, ci sono naturalmente ancora cose a cui ho ancora difficoltà ad adattarmi. Una di queste è la diversa gestione – rispetto all’Italia – dei rapporti interpersonali all’interno e fuori dall’ambiente lavorativo. Mentre ho l’impressione che in Italia sia a volte relativamente facile usare l’appellativo di ‘amico/a’ per riferirsi a persone conosciute anche di recente, o addirittura talvolta a colleghi, in Germania l’amicizia è una faccenda abbastanza seria. La cortesia, amichevolezza e disponibilità di molti tedeschi può a volte indurre aspettative sbagliate. Ad esempio, mentre può essere a volte usuale finire a discutere di lavoro o anche di se stessi di fronte a una tazza di caffè, possono passare anche mesi prima che con la stessa persona si materializzi l’occasione di un invito a cena.
Per il resto la qualità della vita in Germania è devo dire piuttosto soddisfacente. Benché viaggiare in treno sia decisamente più costoso che in Italia, il vantaggio di vivere in Baviera settentrionale è la vicinanza a molti centri urbani e universitari maggiori, insieme alla presenza di kilometri di campagna sempre a portata di bicicletta.
Quanto è importante secondo te un'esperienza di lavoro o di studio all'estero?
Dal mio punto di vista direi che molto dipende dal singolo. Un dottorato all’estero in discipline umanistiche difficilmente si trasforma automaticamente in una garanzia di carriera (di insegnamento o altro), in Italia come in Germania. Benché capiti ancora di sentire esponenti dell’attuale classe dirigente italiana incoraggiare i giovani a lasciare l’Italia e formarsi/affermarsi all’estero, spesso ci si dimentica che poi realisticamente solo una piccola percentuale di questi giovani ce la fa ad affermarsi veramente, specie nel campo da loro inizialmente prescelto. In sostanza direi dunque che una formazione di tipo lungo all’estero (laurea, dottorato) è una scommessa che va intrapresa con coraggio, passione e pazienza. Il suo valore di crescita individuale può essere eccezionale. Al tempo stesso va considerato che di garanzie di carriera non ne esistono tuttavia per nessuno neanche con il modello super-competitivo di stampo tedesco.
Cosa ti aspetti da questa esperienza, quali sono i progetti futuri?
Nell’immediato futuro c’è la mia prima esperienza da ideatore e organizzatore di una conferenza internazionale nel mio ambito disciplinare, che si terrà all’università di Bamberg il 24 e 25 maggio 2012. Dopo la fine del mio dottorato spero di riuscire a trovare una possibilità di ricerca post-dottorato in Europa o Stati Uniti per portare ulteriormente avanti e diffondere la mia attuale ricerca. Naturalmente mi rendo conto che un pizzico di fortuna sarà necessario perché questo sogno si realizzi, quindi resterò ancora aperto anche ad altre strade di sviluppo da qui alla fine del dottorato. Quanto all’esperienza in sé, immagino che la sensazione di completare un dottorato presso una buona università tedesca sia di per sé una grande soddisfazione.
Cosa potresti consigliare ad un cafoscarino interessato a svolgere uno stage all'estero nello stesso tuo ambito?
Suggerirei pragmaticamente di consultare il sito online del DAAD, l’agenzia del governo federale per lo scambio con l’estero. Lì sono contenute una quantità di informazioni (in inglese e tedesco) sulle molteplici possibilità di scambio e finanziamento da e verso la Germania: www.daad.de. I programmi internazionali a disposizione sul territorio tedesco possono essere reperiti al seguente indirizzo: www.daad.de/international-programmes. Una buone fonte di informazioni è anche il sito www.internationale-studierende.de.




