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"Cantiere Ca' Foscari" mette in scena Ippolito Nievo
Cantiere Ca’ Foscari, cinque mesi di officina artistica per gli studenti, mette in scena il 15 e 16 maggio al Teatro di S. Marta "Storia filosofica dei secoli futuri" (1859) di Ippolito Nievo. Il "Cantiere" nasce da un progetto di Elisabetta Brusa (regista apprezzata e docente dell’Ateneo), un’iniziativa di spettacolo che coinvolge attori professionisti veneti, studenti e docenti. Nel testo prescelto lo scrittore padovano prefigura, tra l’altro, l’unificazione italiana
Il testo visionario di Ippolito Nievo serve come pretesto per la realizzazione di un progetto di natura teatrale in cui far confluire i diversi linguaggi espressivi, sperimentando la forza di un nuovo pensiero creativo.
Il teatro di oggi deve riconquistare una sua autonomia di movimento incanalando stimoli e autorevolezze provenienti da altre discipline, in tal senso questo cantiere si apre e richiede la partecipazione di studenti con esperienze di Drammaturgia ( e scrittura), Teatro, Danza, Musica, Cinema/ Audiovisivi (riprese video e montaggio), Attrezzeria, Scenografia, Illuminotecnica, Organizzazione, Chimica, Fisica (i protagonisti sono degli scienziati filosofi).
Lo spettacolo andrà in scena martedì 15 e mercoledì 16 maggio, alle ore 20, al Teatro di Ca’ Foscari a Santa Marta.
La realizzazione è pensata anche per essere distribuita in altre sedi. Inoltre, è stata inserita tra le iniziative teatrali per le celebrazioni nazionali, coordinate da Maurizio Scaparro.
CANTIERE CA’ FOSCARI
dicembre 2011- aprile 2012
da “Storia filosofica dei secoli futuri”
di Ippolito Nievo
per i 150 anni dell’Unità d’Italia
ideazione e realizzazione del progetto Elisabetta Brusa
Teoria e Pratica del linguaggio teatrale
teatro.cafoscari@unive.it
www.unive.it/teatrocafoscari
http://www.facebook.com/teatrodicafoscari
IL TESTO
Ippolito Nievo scrive Storia filosofica dei secoli futuri nel 1859. E, come altri importanti scrittori quali Buzzati o Calvino faranno dopo di lui, entra con quest’opera in un campo che ha a che fare con la fantascienza letteraria.
In realtà, con questo testo siamo di fronte ad un “divertissement “che anticipa molti fatti storici futuri tra i quali l'unificazione d'Italia, la nascita dell'Unione europea, la laicizzazione della cultura, l'invenzione dei robot, la diffusione dei narcotici … e un profondo senso di noia che un mondo perfetto - per un’umanità che perfetta non è e mai lo sarà – non può che portare con sé.
Tesi finale di tutto questo interessante e a volte ironico lavoro, infatti, è la riflessione che l’ uomo di ogni epoca vive in una profonda incertezza e questo, da un punto di vista “filosofico” , è un pensiero che accompagna tutto il percorso e che rende il testo estremamente contemporaneo.
Al di là di una visione progressiva che vede un equilibrio tra scienza, tecnica e industria, Nievo si muove tra l’'ottimismo del “nuovo” e il pessimismo legato ai limiti della natura umana e conclude con il dire che l'umanità può distruggersi tanto negando quanto entrando con troppa fiducia nello spirito tecnico-scientifico. Lo dice però mantenendo sempre uno sguardo poetico verso la storia, condizione che in un letterato dell’800, non può e non deve mancare. Nel racconto vi sono due narratori:
Ferdinando de' Nicolosi, filosofo chimico vivente e scrivente nell'anno 1859 e Vincenzo Bernardi di Gorgonzola, vivente e scrivente nell'anno 2222.
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