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Un ritratto del Prof. Ugo Tucci

12/03/2013

Il giorno 13 marzo è mancato a Perugia Ugo Tucci, professore emerito di Storia Economica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tucci era nato a Spoleto nel 1917 e, dopo la laurea in Giurisprudenza a Roma era entrato nell’amministrazione degli Archivi di Stato

Parallelamente all’attività di archivista (a Trieste e a Venezia) seguì studi di storia economica veneziana. Incoraggiato da Gino Luzzatto, si dedicò a ricerche sul mondo mercantile nel Rinascimento e nel 1957 pubblicava le lettere del mercante Andrea Berengo (1553-1556), frutto di un periodo di soggiorno presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi, la mecca degli storici del secondo dopoguerra, che gli permetteva di intrecciare rapporti con Lucien Febvre e soprattutto con Fernand Braudel, nonché con coloro che sarebbero diventati amici fraterni, Ruggiero Romano e Alberto Tenenti. La fine degli anni Cinquanta avrebbe visto proprio Tucci, Romano, Tenenti, assieme a Gaetano Cozzi e Marino Berengo lavorare nell’Archivio dei Frari, in una eccezionale congiuntura caratterizzata da un profondo rinnovamento della storiografia internazionale che aveva Venezia come uno degli epicentri.
Profondo conoscitore della documentazione veneziana e attento lettore della storiografia internazionale, Tucci ha prodotto una serie imponente di saggi e ricerche che riguardano la storia economica – e non solo – sia di Venezia sia dell’Italia medievale e moderna. I suoi interessi, assai ampi, si focalizzarono su questioni monetarie, navali e mercantili, ma non disdegnò incursioni su numerosi altri aspetti della vita economica e sociale di Venezia. Alcuni tra i suoi migliori studi sono stati raccolti nel volume Mercanti, navi, monete nel Cinquecento veneziano (Bologna 1981) mentre molti altri sono sparsi in riviste, miscellanee e atti di convegni. Purtroppo, alla proposta rivoltagli pochi anni fa di ripubblicare in volume altri suoi lavori rispose con un secco rifiuto, affermando che non bisognava rispolverare saggi che oramai avevano fatto il loro tempo. Questo episodio rispecchia la figura di Ugo Tucci, una personalità di certo non semplice, di carattere forte, ma anche di una estrema modestia e di grande generosità. Un uomo con un forte senso delle istituzioni e del proprio ruolo di studioso.
    Ritiratosi dalla docenza a Ca’ Foscari, che aveva ricoperto dal 1971 al 1992, scelse di tornare nella sua Umbria, ma non abbandonò certo gli abiti di studioso. Membro attivo del Comitato direttivo della Storia di Venezia edita dalla Treccani, continuò a scrivere recensioni, articoli pubblicando altresì la sua unica monografia, Un mercante veneziano del Seicento: Simon Giogalli (Venezia 2008), un volume che coniuga una notevole chiarezza espositiva con una profonda conoscenza del mondo veneziano. Con la scomparsa di Ugo Tucci si chiude una fase straordinaria non solo degli studi su Venezia ma anche della più prestigiosa storiografia economica e sociale influenzata dalla scuola francese di Braudel. Se n’è andato l’ultimo dei grandi.

Luciano Pezzolo
 

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Ultima modifica: 14/03/2013 da Ufficio Comunicazione