Home > Ricerca > Innovazione > Riviste telematiche > DEP Deportate, Esuli e Profughe > Numeri pregressi > n. 22, 05/2013 - Voci femminili dai lager sovietici (numero speciale) > Parte II. Voci fuori campo > Elena Dundovich, L’Achmatova e il terrore staliniano

Elena Dundovich, L’Achmatova e il terrore staliniano

Anna Akhmatova did not have a direct experience of lager life. However, over and over in the years, she was hit in her close affections, first by the Red Terror and then by the Stalinist Terror. Her first husband, the acmeist poet Nikolai Gumilev, was charged with participation in a subversive monarchic conspiracy, and was shot. Her son Lev was first arrested in 1938 and released in 1942, then he was arrested again in 1949, the year when the same thing happened to Nikolai Punin, Anna’s companion for many years. These dramatic events marked in an enduring way her personal life and, consequently, her poetics to a great extent.

Anna Achmatova, in particolare, non conobbe direttamente la vita del lager ma più volte, a distanza di alcuni anni, fu colpita nei suoi affetti più cari dal Terrore rosso prima e da quello staliniano poi. Il suo primo marito, il poeta acmeista Nikolaj Gumilëv, fu accusato di aver partecipato a un complotto sovversivo monarchico e venne fucilato; il figlio Lev venne arrestato una prima volta nel 1938 e liberato nel 1942 per essere poi nuovamente arrestato nel 1949, anno in cui  stessa sorte toccò anche a Nikolaj Punin, per lunghi anni compagno di Anna.  Questi drammatici eventi segnarono in maniera indelebile la sua vita personale e, di conseguenza, gran parte della sua poetica.


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Ultima modifica: 19/05/2013 da Rivista DEP