Home > Ricerca > Innovazione > Riviste telematiche > DEP Deportate, Esuli e Profughe > Numeri pregressi > n. 22, 05/2013 - Voci femminili dai lager sovietici (numero speciale) > Parte III. Alcuni commenti a latere > Debora Spini, Il dolore e la salvezza

Debora Spini, Il dolore e la salvezza

This essay aims first of all at identifying some recurring themes present in this issue of DEP – primarily the role of the body and the connection between individual and collective memory – and at reconsidering them in view of relevant theoretical frameworks. The paper will argue that women in the Gulag elaborated a specifically feminine resistance to the dehumanisation process insofar as they proved capable of preserving an emotional life, and consequently a dimension of moral autonomy, grounded upon vulnerability and compassion.

Questo saggio si propone di riflettere su alcuni temi ricorrenti nei saggi raccolti in questo numero di “DEP”, in primo luogo il corpo – fonte della specificità femminile – e il rapporto fra memoria individuale e collettiva ponendoli in relazione con alcuni quadri teorici di riferimento. Nel saggio l'autrice sostiene infatti che le donne del GULag abbiano elaborato una forma specificamente femminile di resistenza al processo di de-umanizzazione: una capacità di mantenere nonostante tutto una vita emotiva, e di conseguenza una dimensione di autonomia morale, fondate sulla coscienza della fragilità e sulla sofferenza condivisa.


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Ultima modifica: 19/05/2013 da Rivista DEP