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Studenti senza frontiere: l’esperienza di Davide Moro

05/08/2014

Un double degree con il programma ECS - European Computer Science - per uno studente cafoscarino

Ci racconti in breve il tuo percorso universitario?

Ho frequentato il corso di laurea in informatica a Ca' Foscari seguendo il programma ECS (European Computer Science). L'ECS, a cui partecipano alcuni atenei in sette stati dell'Unione Europea, è un programma che permette di conseguire un double degree svolgendo i primi due anni nel proprio ateneo e l'ultimo anno nell'università all'estero. Nel corso dei primi due anni ho seguito gli stessi corsi dei miei compagni di studio, tranne certi sostituiti da dei corsi di lingue, il terzo anno l'ho svolto all'Université de Lorraine, a Metz.

Quali sono i motivi che ti hanno portato a scegliere un double degree?


Ero molto attratto dall'idea di trascorrere un periodo all'estero e confrontarmi con una società diversa dalla nostra, migliorando al tempo stesso la conoscenza di una lingua straniera. Grazie al double degree ho potuto trascorrere ben nove mesi all'estero, senza però rinunciare a laurearmi in tre anni, svolgendo in Francia anche il progetto finale e lo stage. A quest'ultimo tenevo particolarmente perché mi ha consentito, anche se per un breve periodo, di mettermi alla prova in una realtà lavorativa all'estero. Inoltre il piano di studio ECS prevede lo svolgimento di corsi di lingue nei primi due anni di università, in modo da non trovarsi impreparati ad affrontare i corsi nell'università ospitante.

Come si è svolta, e che nuove porte ti ha aperto, la tua esperienza di studio all'estero?

Inizialmente è stato difficile adattarmi ad un sistema universitario molto diverso da quello italiano e al tempo stesso svolgere le pratiche che spettano a chi si trasferisce all'estero. In seguito le cose sono andate via via migliorando, mi sono ben integrato nella società in cui vivevo e con i compagni di corso. In più, vivendo in una residenza universitaria del campus di Metz, ho avuto modo di conoscere studenti di ogni parte del mondo, confrontandomi così con le loro culture. L'esperienza,  di cui sono soddisfatto, credo sia utile anche per la mia carriera futura. Trascorrere un periodo di studio significativo in un Paese può facilitare l’ingresso nel suo mercato del lavoro, o in quello di altri stati accomunati dalla stessa lingua.

Che progetti hai per il futuro?

Mi piacerebbe lavorare in una grande società di informatica, che operi a livello internazionale,   prima però continuerò gli studi con una laurea specialistica a Ca' Foscari. I corsi della magistrale di informatica a Ca' Foscari, così come in altri atenei europei, sono in inglese. Trovo che questo sia utile per favorire un contesto internazionale, in grado di accogliere studenti di tutto il mondo. Grazie alla nuova proposta Erasmus + potrei frequentare un altro periodo di studio all'estero, cosa che mi attira molto perché mi aiuterebbe ancor più a trovare il mio lavoro ideale.

Che consigli daresti agli studenti che vogliono fare un'esperienza di studio all'estero?

Li invito ad essere determinati e a non arrendersi di fronte ad ostacoli apparentemente insormontabili, quali possono essere la conoscenza di una lingua o problemi economici. Per quanto riguarda la lingua, è possibile frequentare i corsi della facoltà di lingue di Ca' Foscari, oppure quelli offerti dal CLA. A livello economico studiare all'estero comporta qualche spesa in più, ma non eccessiva se si considera il contributo della borsa erasmus, tant'è che gli italiani che studiano in Italia, non da pendolari, spendono verosimilmente poco meno. Per scegliere una destinazione all'estero e trovare un alloggio ci vuole molto impegno ed è bene organizzarsi con largo anticipo, ma ne vale davvero la pena, perché potrà incidere positivamente nella propria carriera. In una società sempre più internazionale si cercano persone in grado di mettersi in gioco oltre le frontiere dei propri paesi, per questo l'Unione Europea, spesso contestata per le sue politiche di austerità, ha fatto una scelta contro tendente, investendo nel nuovo progetto Erasmus + e, di fatto, in noi giovani.

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Ultima modifica: 25/08/2014 da Ufficio Comunicazione