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n. 26, 12/2014 - Ruth First: la morte, la vita, la memoria/Ruth First: Death, Life, Memory

La vita di Ruth First è stata scandita da una militanza politica coerente con una rigorosa e critica analisi delle radici storiche e dinamiche politiche dell'apartheid e delle lotte per l'emancipazione in Sudafrica e in Africa. Il percorso politico e intellettuale di Ruth parte dal Sudafrica. Giornalista acuta e coraggiosa, affronta inchieste che denunciano gli abusi del regime di apartheid investigando i luoghi di lavoro e gli effetti delle politiche discriminatorie e, nel 1963, viene arrestata, prima donna bianca a subire la prigione a cui segue l'esilio in Gran Bretagna. Qui proseguirà la sua attività di militante politica e ricercatrice insegnando e pubblicando studi che avranno un notevole impatto sul dibattito in corso non solo sul Sudafrica ma anche sulle prospettive dello sviluppo politico dei paesi africani che si affacciano in quegli anni alle indipendenze. Questo numero si concentra in particolare sulla parte finale del suo percorso - l'attività di organizzazione di formazione alla ricerca nel Mozambico che aveva conquistato l'indipendenza attraverso una lunga lotta di liberazione in un'Africa australe in cui l'emancipazione politica delle popolazioni aveva incontrato le maggiori resistenze. Fu assassinata proprio nel momento in cui, malgrado le difficoltà e gli ostacoli, il suo lavoro si rivelava più entusiasmante e incisivo. Nei suoi scritti, nelle persone che hanno collaborato con lei, rimane indelebile il ricordo di quanto Ruth credesse nella ricerca ben fatta, autorevole perché rigorosa, come terreno di lotta e contestazione, per capire meglio la sostanza dei problemi e svelare le contraddizioni dell'azione politica preposta a risolverli.

Didascalia immagine: Ruth First con un gruppo di ricercatori del Centro de Estudos Africanos dell'Università Eduardo Mondlane, distretto di Eráti (Nampula, Mozambico), 1979.


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