Home > Ricerca > Innovazione > Riviste telematiche > DEP Deportate, Esuli e Profughe > Numeri pregressi > n. 31, 07/2016 - Le donne italiane nel primo conflitto mondiale / Italian women in World War I > Documenti

Documenti

Violet Paget (Vernon Lee), Satana il distruttore, trad. di Egle Costantino, a cura di Bruna Bianchi

The Ballet of Nations by Vernon Lee, published here for the first time in Italian translation, appeared in 1920 (John Lane, New York). It is the second part of Satan the Waster. A Philosophical War Trilogy with Notes and Introduction, a much larger work which included an Introduction and a rich array of notes, and also a Prologue, and an Epilogue.

Il Balletto delle nazioni di Vernon Lee, che qui pubblichiamo per la prima volta in traduzione italiana, apparve nel 1920 (John Lane, New York). Si tratta della seconda parte di Satan the Waster. A Philosophical War Trilogy with Notes and Introduction, un’opera molto ampia che comprendeva oltre a una Introduzione e un ricchissimo apparato di note, anche un Prologo, un Epilogo.

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Anita Dobelli Zampetti, Il lavoro della donna in tempo di guerra, a cura di Bruna Bianchi

In this article (“Jus suffragii”, October 1, 1915), published in English, Dobelli illustrates the work and commitment of the women on the “home front”, distinguishing between narrow and shortsighted care work carried out by the “nationalists” and that played by pacifist feminists who, on the contrary, sought to change the laws that kept women in an inferior position in civil and professional life.

In questo articolo, pubblicato in inglese su “Jus Suffragii” il primo ottobre 1915, Dobelli illustra il lavoro e l’impegno delle donne sul “fronte interno”, distinguendo tra il lavoro assistenziale angusto e miope portato avanti dalle “nazionaliste” e quello svolto dalle femministe pacifiste che, al contrario, si proponeva di cambiare le leggi che mantenevano le donne in condizioni di inferiorità nella vita civile e lavorativa.

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Una donna/pacifista “pericolosa”. Nella Giacomelli nel Casellario Politico Centrale, a cura di Elena Bignami 

Nella Giacomelli was considered by police auhtorities as a “dangerous” anarchist and pacifist militant. Two records chosen from police files (the so-called “Casellario Politico centrale”) reconstruct her biographic profile and her anti-war activities in 1916.

Nella Giacomelli fu schedata dalle autorità di polizia nel cosiddetto Casellario Politico Centrale come “pericolosa” militante anarchica e pacifista. Vengono qui riprodotte due informative della polizia del 1902 e del 1916 che ricostruiscono il suo profilo e la sua attività contro la guerra.

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Maria Goia, Donne contro la guerra, a cura di Claudia Bassi Angelini

Maria Goia’s articles, Le due forze (“La Difesa delle Lavoratrici”, 1914) and Donne, siate con noi contro la guerra! (“La Romagna socialista”, 1915), reflect the pacifist thought with which the Socialist women’s movement leader would oppose the war, urging women to convey progress and peace against the male violence of war.

Gli articoli di Maria, Le due forze (“La Difesa delle Lavoratrici”, 1914) e Donne, siate con noi contro la guerra! (“La Romagna socialista”, 1915), restituiscono la riflessione pacifista che la leader del movimento femminile socialista volle opporre alla guerra, esortando le donne a farsi portavoce del progresso e della pace contro la violenza bellica maschile.

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Nell’anno della fame e della violenza. Le donne venete nella Reale Commissione d’inchiesta 1918-19, a cura di Matteo Ermacora

In November 1918, the government instituted a inquiry commission with the purpose of investigating the violence committed against the civilian population by the Austro-German troops during the invasion of the Veneto region in 1917-1918. The documents illustrate the dramatic condition of women, their hunger, the rapes perpetrated by soldiers, the violence suffered by women during the requisitions.

Nel novembre 1918 il governo istituiva una commissione d’inchiesta per documentare le violenze commesse dalle truppe austro-tedesche contro la popolazione civile durante l’invasione del Veneto nel corso del 1917-1918. I documenti della commissione illustrano la drammatica condizione femminile, la fame, gli stupri, le violenze subite dai soldati durante le requisizioni.

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La guerra di Ida e Concetta, a cura di Annacarla Valeriano

The medical records of Ida and Concetta who were admitted to the Teramo asylum illustrate the consequences of the world wars on women’s lives. The presence of war in the minds of women is expressed through visions of fighting, wounded soldiers, anguish and fear.

Le cartelle cliniche di Ida e Concetta ricoverate nel manicomio di Teramo raccontano gli effetti dei conflitti mondiali sulle esistenze femminili. La guerra è presente nelle menti delle donne attraverso visioni di combattimenti, di soldati feriti, l’angoscia e la paura.

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Una donna in manicomio, a cura di Anna Grillini

Medical record no. 2653, held at the Archive of the former psychiatric hospital in Pergine Valsugana, is an example of the kind of physical and emotional baggage that often accompanied the hospitalization of women who have had traumatic experiences during the First World War. It is also interesting for references to the famine that struck refugees, their slow descent into apathy and detachment from activities and daily relationships.

La cartella clinica n. 2653 conservata presso l’Archivio dell’ex-ospedale psichiatrico di Pergine Valsugana documenta il bagaglio fisico ed emotivo che spesso accompagna il ricovero delle donne, reduci da esperienze traumatiche durante la Prima guerra mondiale. Esso risulta interessante anche per i riferimenti alla fame patita durante la profuganza, alla lenta discesa nell’apatia e al distacco dalle attività e dalle relazioni quotidiane.

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Ultima modifica: 09/08/2013 da System Administrators