Home > Ricerca > Innovazione > Riviste telematiche > DEP Deportate, Esuli e Profughe > Numeri pregressi > n. 31, 07/2016 - Le donne italiane nel primo conflitto mondiale / Italian women in World War I > Ricerche

Ricerche

Bruna Bianchi, Living in War. Women in Italian Historiography (1980-2016)

The review gives an accurate picture of the Italian historiographical reflection on women and the First World War from 1980 to the present day, offering a constant comparison with the international historiography.

La rassegna restituisce un quadro puntuale di quella che è stata la riflessione storiografica italiana sulle donne e la Prima guerra mondiale a partire dal 1980 e sino ai nostri giorni, proponendo un confronto costante con la storiografia internazionale.

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Francesco Scomazzon, Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur: l’Unione Femminile nazionale in tempo di guerra (1915-1919) 

This article focuses on the Unione Femminile Nazionale (National Women’s Union), the heterogeneous group of women established in Milan in 1899 and engaged in the protection of workers and the affirmation of motherhood as a social value. During the First World War the organization carried out effective action in favour of soldiers and their families to compensate for the lack of a real assistance culture, which would ease civilian hardships in wartime.

Il saggio analizza l’attività dell’Unione Femminile Nazionale, l’eterogeneo gruppo femminile costituitosi a Milano sin dal 1899. Durante la guerra, le donne dell’Unione svolsero una seria attività in favore dei soldati e della loro famiglie, compensando così la mancanza di una effettiva cultura di assistenza, che avrebbe facilitato i disagi dei civili durante gli anni di guerra.

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Elena Bignami, “Se le guerre le facessero le donne”. L’opposizione delle anarchiche italiane alla guerra (1903-1915)

This article analyzes the participation of women in the campains against militarism and war supported by the Italian anarchists in the first fifteen years of the twentieth century. Italy’s participation in World War I dealt a severe blow to the Italian anarchist movement, which also influenced its women members. However, it did not erase all the progress made by the women’s movement in these years of intense and extended militancy.

L’articolo analizza la partecipazione delle donne alle campagne contro il militarismo e la guerra sostenute dagli anarchici italiani nei primi quindici anni del XX secolo. La partecipazione dell’Italia alla Prima guerra mondiale colpì severamente il movimento anarchico italiano, ma non erose il progresso fatto dalle anarchiche quegli anni di mobilitazione intensa ed estesa.

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Giovanna Procacci, Le donne e le manifestazioni popolari durante la neutralità e negli anni di guerra (1914-1918)

The essay focuses on the people’s protest, defining it as a general revolt  against injustice: in the countryside against the local authorities, in the towns against the government which did not assure families the required amount of bread, against the speculators and the shopkeepers, against all those who did not seem to be paying the price of the war. The length of the war produced a greater awareness of rights: in relation to sacrifices made, people demanded broader social equality and the end of privilege.

Il saggio pone l’accento sulla continuità della protesta popolare in Italia dagli inizi del secolo sino alla Prima guerra mondiale, quando assunse un carattere fortemente anti-militarista che poi, con l’entrata in guerra dell’Italia e il perdurare della guerra, assunse una più ampia connotazione di protesta civile contro il caro viveri e la speculazione bellica che vide come protagonisti, quasi esclusivamente, donne e bambini.

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Claudia Bassi Angelini, La protesta femminile contro la guerra nel Ravennate (1914-1917)

This essay focuses on women’s protest against the First World War in the Ravenna area (1914-1917), where Socialist women’s propaganda was about soldier’s death and pains, arguments ignored by men but particularly effective for women. The leader of the female movement was Maria Goia, the famous Union officer and Labour leader.

Il saggio si concentra sulla protesta femminile contro la Prima guerra mondiale nel ravennate (1914 -1917), dove la propaganda delle donne socialiste pose l’accento sulla morte e le sofferenze dei soldati, argomenti ignorati dagli uomini di partito eppure particolarmente efficaci per le donne. La leader del movimento femminile fu Maria Goia, famosa dirigente sindacale.

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Teresa Fava Thomas, Occupation, Hunger, and Disease. The Great War as Experienced by the Women of Revine Lago in Italy and America

This paper explores the transnational experiences of the women of Revine Lago, Italy both at home and as emigrants living in the United States during the Great War. Although, it is hard to evaluate the impact of war on one family, the article focuses on the women of the Grava family, and the misery caused by war. One Grava daughter was trapped by the Austrian military occupation of the Veneto while her parents, brothers and sisters remained in America.

Il saggio esplora le esperienze transnazionali delle donne di Revine Lago durante la Grande guerra, concentrandosi in particolare sulle donne della famiglia Grava. Viene analizzato, in particolare, l’impatto che la sofferenza causata dalla guerra e dall’occupazione militare austriaca ebbe su questa famiglia che durante il conflitto si disperse, essendo alcuni membri in Italia, mentre altri si trovavano negli Stati Uniti.

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Matteo Ermacora, Nei tribunali dell’occupante. Donne e giustizia militare austriaca in Veneto (1917-1918)

 

Based on the documentation of the Austrian military courts against civilians of the Veneto and Friuli occupied territories in 1917-1918, the article examines the main crimes committed by women; most of the trials were for property crimes (theft, fraud), compared to the non-observance of military laws and the protection of Italian prisoners by women in their homes.

Sulla base della documentazione dei tribunali militari austriaci contro la popolazione civile dei territori veneti e friulani occupati nel 1917-1918, l’articolo esamina i principali reati commessi dalle donne e dalle ragazze; larga parte dei processi furono istruiti per reati contro la proprietà (furto, frode), contro l’inosservanza dei divieti militari e per la protezione accordata ai prigionieri italiani.

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Annacarla Valeriano, Da fronti opposti. La guerra delle donne in manicomio 

This article looks at the medical records of women admitted to the St. Anthony Abbot of Teramo asylum between 1915 and 1918. It illustrates the consequences of the conflict on women’s psychology and its long-term effects. The final part of the paper also includes several medical records of hospitalized women during the Second World War.

Il saggio ricostruisce attraverso l’analisi delle cartelle cliniche, le modalità di ammissione delle donne nel manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo tra il 1915 e il 1918. Si illustrato gli effetti a lungo termine che la guerra ebbe sulla salute psichica delle donne fino ad analizzare, nella parte finale del saggio, le cartelle cliniche di donne ricoverate durante il secondo conflitto mondiale.

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Anna Grillini, Follia e psichiatria vicino e lontano dal fronte. I manicomi di Pergine Valsugana e Bologna a confronto

The article focuses on the psychiatric hospitals of Pergine Valsugana and Bologna. The war changed the daily routine of both institutions. The hospital in Pergine in particular was evacuated and closed for three years. For this reason a true comparison between them is possible only for the post-war period, when the similarities and differences can be analyzed on an ongoing basis.

L’articolo si concentra sugli ospedali psichiatrici di Pergine Valsugana e di Bologna. L’attività di entrambe istituzioni subì delle modifiche a causa della guerra, in particolare la struttura di Pergine fu evacuata e successivamente chiusa per tre anni. Per questa ragione, la comparazione tra i due manicomi riguarda il periodo post-bellico.

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Francesco Frizzera, Escluse dalla narrazione pubblica. Profughe trentine nella Grande guerra

During the First World War, about 115,000 civilians living in Trentino were evacuated, most of them were women. The paper analyzes the new roles of responsibility that these women were given and the way their lives changed in the refugee community. It proposes some reflections regarding the duration and depth of these changes.

Il saggio analizza l’esperienza delle donne evacuate dal Trentino durante la Prima guerra mondiale, illustrando, da un lato, le modalità con cui gli operatori organizzarono l’assistenza in relazione al genere e, dall’altro, mettendo in evidenza come la condizione di rifugiate le abbia indotte a sviluppare capacità relazionali e di mobilità inaspettate.

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Ultima modifica: 15/01/2015 da System Administrators