Home > Ricerca > Innovazione > Riviste telematiche > DEP Deportate, Esuli e Profughe > Numeri pregressi > n. 7, 07/2007 - Internamenti e deportazioni femminili tra storia e memoria > Ricerche > M. Ermacora, Le donne internate in Italia durante la Grande Guerra

M. Ermacora, Le donne internate in Italia durante la Grande Guerra

Durante il primo conflitto mondiale migliaia di civili di nazionalità austriaca ed italiana furono internati nelle regioni d'Italia più lontane dal fronte. Tra questi civili c'erano molte donne, allontanate, come gli uomini, con l'accusa di spionaggio o di sentimenti antipatriottici. Dopo una prima massiccia fase di internamenti, operata dall'esercito italiano nei territori ex austriaci occupati nel 1915, gli internamenti ripresero dopo la disfatta di Caporetto. Utilizzando la documentazione militare, l'articolo esplora le motivazioni degli allontanamenti forzati, l'esperienza delle internate, i loro sentimenti di fronte alla privazione dei diritti.

 

The thousands of Austrian and Italian civilians interned mainly in the South of Italy by the Italian army during the First World War included also many women. Like the men, they were accused of espionage and of anti-patriotic feelings. After the first phase of the war - characterized by a large number of female internments, especially in the territories occupied by the Italian army – the hunt for the “inner enemy” grew during 1917-1918. In this period, in order to assure home front security, large numbers of women were suspected and interned as enemy spies without evidence of guilt. Exploring the documentation of military authorities, the article describes the causes of female internment, often based on anti-female stereotypes, as well as the women’s experience, their feelings and their reaction to this wartime deprivation of their freedom.

 


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Ultima modifica: 14/06/2009 da Rivista DEP