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Osamu Nishitani, “War on Terror”: les implications d’un terme pervers

Nel mondo dei mezzi di comunicazione di massa globali, la guerra comincia con il linguaggio. L’espressione War on Terror è un caso esemplare. In questo tipo di guerra ci sono due tipi di vittime: da una parte, quelle chiamate “danni collaterali” delle quali non ci si preoccupa neppure di contare il numero; dall’altra parte, i cittadini accecati dei paesi “civili”, i quali affidano i loro diritti a un’autorità che brandisce la minaccia del Terrore.


Given the importance of global mass media in today’s world, the war begins by language. The term “War on Terror” is a good example in this regard. In a war of this kind, there are two sorts of victims: on the one hand, the victims called “collateral damage” whose number is not even reckoned; on the other hand, the citizens of “civilized” countries, who entrust their rights to authorities waving the threat of “Terror”.


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Ultima modifica: 13/07/2010 da Rivista DEP