Open Access

L’Open Access (OA) è un movimento nato nel mondo accademico per la condivisione e la crescita della conoscenza attraverso il libero accesso ai risultati della ricerca assicurandone la massima visibilità e utilizzo. 

Alla base del movimento OA c’è una ragione etica: la ricerca finanziata pubblicamente deve essere disponibile a tutti gratuitamente senza le restrizioni d'uso generalmente imposte dai contratti editoriali e deve concorrere alla crescita della conoscenza scientifica. 

Il movimento dell’OA si è dotato, a livello internazionale e nazionale, di policy (linee guida) e regolamenti fin dal suo avvio. Anche la Comunità Europea e i singoli stati hanno contribuito a sostenere l’OA tramite apposite raccomandazioni e leggi.

Questi sono i principali riferimenti normativi:

Il numero delle riviste OA è in costante aumento: una lista aggiornata è disponibile sulla Directory of Open Access Journals (DOAJ)
Pubblicare in testate ad accesso aperto e depositare il proprio lavoro in un archivio istituzionale (repository), consente non solo di rendere conto dei finanziamenti ricevuti, ma anche di avere un’ampia distribuzione e citazione delle proprie ricerche. I documenti depositati nei repository o pubblicati in riviste OA hanno una risonanza e una disseminazione maggiori perché letti dalla comunità scientifica internazionale: aumentando le citazioni, crescono anche la visibilità e l’impatto dell’autore (Why Open Research?).

Sono previste due modalità di pubblicazioni Open Access: Gold Road e Green Road

Gold Road

La modalità Gold Road consiste nella pubblicazione in riviste OA, peer reviewed, accessibili a tutti senza abbonamento. In questo caso il modello economico è vario e può prevedere costi a carico dell'autore o dell'Istituzione nel caso in cui la rivista preveda una compartecipazione al work flow editoriale.

Le riviste OA si distinguono in tre tipologie:

  1. Riviste OA completamente gratuite per chi legge e per chi pubblica
  2. Riviste OA gratuite per chi legge, ma che per la pubblicazione prevedono una compartecipazione alla spesa
  3. Riviste ibride ossia riviste commerciali che offrono agli autori la possibilità di pubblicare in OA previo il pagamento di quota di partecipazione detta APC (Article Processing Charges), che può essere sostenuta dall’istituzione o essere prevista dall'ente finanziatore. Questo modello pone problemi di diversa natura e spesso una  duplicazione dei costi per le istituzioni (Hybrid open access – an analysis)

Green Road

Il metodo Green Road prevede l'autoarchiviazione gratuita di articoli (già pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste tradizionali) in archivi tematici aperti o istituzionali; gli eventuali costi sono a carico dell'istituzione. La versione depositata dall’autore è conforme con le politiche dell'Istituzione in materia di OA e in accordo con quelle di copyright degli editori elencate in Sherpa/RoMEO, sito di riferimento per gli schemi delle licenze in materia di archiviazione nei repository.
Gli archivi disciplinari invece raccolgono i lavori dei ricercatori classificandoli per disciplina o per gruppo di discipline, indipendentemente dall’istituzione cui appartengono. Tra gli archivi disciplinari più famosi ci sono: ArXiv, RePEc, SSRN, PubMed Central.
Gli archivi istituzionali (o repository), gestiti e curati dalle istituzioni, spesso attraverso la propria biblioteca, raccolgono e organizzano i prodotti della ricerca dell'istituzione (articoli, tesi, appunti per lezioni, video) rendendoli accessibili sul web. L’archivio di Ca’ Foscari è ARCA.

In questo nuovo scenario gli autori devono prestare molta attenzione al fenomeno dei cosiddetti Predatory Open Access Publishers, editori di dubbia fama che propongono di pubblicare in riviste ad accesso aperto, previo pagamento di un contributo, senza però garantire la peer review, ben illustrato nell'articolo di John Bohannon Who's Afraid of Peer Review?.

Per verificare l'affidabilità della rivista su cui si intende pubblicare, è possibile consultare i seguenti siti:


Dall'open access all'open science

Il diffondersi dei principi che hanno favorito lo svilupparsi del movimento OA e la presa di coscienza delle problematiche che l'OA comporta ha portato la comunità scientifica, le istituzioni e tutti gli attori coinvolti nella produzione e diffusione della ricerca a spingersi oltre il libero accesso agli articoli: il nuovo obiettivo è l'open science.

Il movimento dell'open science, che vede tra i suoi fondatori lo scienziato Barend Mons, vuole rendere la ricerca scientifica e la diffusione dei dati e dei risultati accessibili a ogni livello di studio, dai semplici cittadini ai professionisti del settore (peer) nel rispetto della riservatezza dove richiesto.

La condivisione dei dati implica però problemi di conservazione, di accesso, di integrità, di licenze. Infatti i dati, per essere davvero open, devono essere accessibili, ricercabili, utilizzabili, valutabili e comprensibili o, per usare un acronimo inglese, devono essere FAIR – FindableAccessibleInteroperableReusable (Barend Mons et al., The FAIR Guiding Principles for scientific data management and stewardship in Scientific Data, 2016).

Per maggiori approfondimenti, potete consultare il sito della Commissione europea Open Science che promuove l'European Open Science Cloud (EOSC), un ecosistema basato su infrastrutture già esistenti il cui obiettivo è offrire servizi a tutti i livelli per gestire, condividere e riutilizzare i dati della ricerca in sicurezza e nel rispetto delle norme (Realising the European Open Science Cloud - pdf).


Open Access a Ca' Foscari

Ca' Foscari ha aderito alle Dichiarazioni di Berlino e Messina e promuove l'open access attraverso il repository istituzionale ARCA e la casa editrice Edizioni Ca’ Foscari (ECF), che pubblica riviste e collane monografiche in tutti gli ambiti della ricerca accademica in formato digitale aperto.

Inoltre organizza eventi nell'ambito di iniziative internazionali come l'Open Access Week, i cui documenti e filmati si possono consultare nella sezione di Phaidra Ca’ Foscari Eventi.

Approfondimenti

Giovanni Salucci, Glossario dell'open access (2016, CC BY NC SA 4.0) [pdf]
Maria Chiara Pievatolo, Accesso aperto. Che cos’è? F.A.Q. & Answers (ROARS, 2013)
Paola Galimberti, Sei miti da sfatare a proposito di Open Access (ROARS, 2015)