Open Access

Da qualche giorno è attiva una nuova app per l'accesso ai risultati scientifici aperti che si chiama Unpaywall. Si tratta di un'estensione disponibile per Google Chrome e Firefox che segnala l'esistenza di una versione open access di articoli a pagamento (contenuti soprattutto in riviste di ambito scientifico o di scienze sociali) attraverso la presenza di un lucchetto verde. L'estensione è curata da ImpactStory, un'organizzazione non-profit che aiuta i ricercatori a sapere dove i loro lavori sono stati citati, condivi e salvati.

Per maggiori approfondimenti vi segnaliamo i seguenti articoli:
Unpaywall finds free versions of paywalled papers 
Green Open Access comes of age 
Avete mai provato ad accedere ai risultati di una ricerca scientifica? Non è semplice, ma da oggi, con Unpaywall, è molto più facile! 

L’Open Access (OA) è un movimento nato nel mondo accademico per la condivisione e la crescita della conoscenza attraverso il libero accesso ai risultati della ricerca assicurandone la massima visibilità e utilizzo. 

Alla base del movimento OA c’è una ragione etica:  la ricerca finanziata pubblicamente deve essere disponibile a tutti gratuitamente senza le restrizioni d'uso generalmente imposte dai contratti editoriali e deve concorrere alla crescita della conoscenza scientifica. 

Pubblicare in testate ad accesso aperto e depositare il proprio lavoro in un archivio istituzionale (repository), consente non solo di rendere conto dei finanziamenti ricevuti, ma anche di avere un’ampia distribuzione e citazione delle proprie ricerche. I documenti depositati nei repository o pubblicati in riviste OA hanno una risonanza e una disseminazione maggiori perché letti dalla comunità scientifica internazionale: aumentando le citazioni, crescono anche la visibilità e l’impatto dell’autore.

Il movimento dell’OA si è dotato, a livello internazionale e nazionale, di policy (linee guida) e regolamenti fin dal suo avvio. Anche la Comunità Europea e i singoli stati hanno contribuito a sostenere l’OA tramite apposite raccomandazioni e leggi.

Questi sono i principali riferimenti normativi:


Open Access a Ca' Foscari

Ca' Foscari promuove la conoscenza e la diffusione dell'Open Access organizzando eventi nell'ambito di iniziative internazionali come l'Open Access Week.
Documenti e filmati degli eventi si possono consultare nella sezione di Phaidra Ca’ Foscari Eventi.

Anche Edizioni Ca’ Foscari (ECF) pubblica riviste e collane monografiche in tutti gli ambiti della ricerca accademica in formato digitale aperto. Le pubblicazioni sono disponibili in rete con accesso libero e gratuito, nell'intento di alimentare e favorire la libera condivisione del sapere.
I testi e le ricerche, pubblicati dopo un processo di valutazione da parte del comitato scientifico, che ne accerta la qualità, e sottoposti a un’attenta cura editoriale, vengono trattati ai fini dell’indicizzazione nelle grandi banche dati bibliografiche online.

Progetti finanziati dalla Comunità Europea

icoH2020 - Emendamento al contratto standard editoriale per gli autori (2017)127 K
icoH2020 - Guidelines to the Rules on Open Access to Scientific Publications and Open Access to Research Data in Horizon 2020 - Version 3.2 (2017)442 K
icoH2020 - Guidelines on FAIR Data Management - Version 3.0 (2016)354 K

Modalità di pubblicazione

Sono previste due modalità di pubblicazioni Open Access: Gold Road e Green Road

Gold Road

La modalità Gold Road consiste nella pubblicazione in riviste OA, peer reviewed, accessibili a tutti senza abbonamento. In questo caso il modello economico è vario e può prevedere costi a carico dell'autore o dell'Istituzione nel caso in cui la rivista preveda una compartecipazione al work flow editoriale.

Le riviste OA si distinguono in tre tipologie:

  1. Riviste OA completamente gratuite per chi legge e per chi pubblica
  2. Riviste OA gratuite per chi legge, ma che per la pubblicazione prevedono una compartecipazione alla spesa
  3. Riviste ibride che sono riviste commerciali che offrono agli autori la possibilità di pubblicare oa previo il pagamento di quota di partecipazione

Per una visione più dettagliata delle policy: Research funders' open access policies e ROARMAP (The Registry of Open Access Repositories Mandatory Archiving Policies)

Il numero delle riviste OA è in costante aumento: una lista aggiornata è disponibile sulla Directory of Open Access Journals (DOAJ). La maggior parte delle riviste OA vengono valutate secondo metriche alternative all’impact factor che si basano sull’analisi a livello dell’articolo e non della rivista in cui viene pubblicato.

Green Road

Il metodo Green Road prevede l'autoarchiviazione gratuita di articoli (già pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste tradizionali) in archivi tematici aperti o istituzionali; gli eventuali costi sono a carico dell'istituzione. La versione depositata dall’autore è conforme con le politiche dell'Istituzione in materia di OA e in accordo con quelle di copyright degli editori elencate in Sherpa/RoMEO, sito di riferimento per gli schemi delle licenze in materia di archiviazione nei repository.

Gli archivi disciplinari invece raccolgono i lavori dei ricercatori classificandoli per disciplina o per gruppo di discipline, indipendentemente dall’istituzione cui appartengono. Tra gli archivi disciplinari più famosi ci sono: ArXiv, RePEc, SSRN, PubMed Central.

Gli archivi istituzionali (o repository), gestiti e curati dalle istituzioni, spesso attraverso la propria biblioteca, raccolgono e organizzano i prodotti della ricerca dell'istituzione (articoli, tesi, appunti per lezioni, video) rendendoli accessibili sul web. L’archivio di Ca’ Foscari è ARCA.

Per un approfondimento sulle tematiche legate all'Open Access si consiglia consultare il Wiki Open Access, gestito da un gruppo di lavoro formato da docenti e bibliotecari di vari atenei italiani. La piattaforma è aggiornata e raccoglie le principali informazioni, link ed esempi di buone pratiche relativi al mondo dell'accesso aperto, con un focus anche sul panorama dell'Italia.

Gli autori devono prestare molta attenzione al fenomeno dei cosiddetti “Predatory Open Access Publishers”, editori di dubbia fama che propongono di pubblicare in riviste ad accesso aperto, previo pagamento di un contributo, senza però garantire la peer review (per approfondimenti si veda l'articolo di John Bohannon, Who's Afraid of Peer Review? in "Science", Oct. 4 2013, vol. 342, n. 6154, pp. 60-65).
Per verificare l'affidabilità della rivista su cui si intende pubblicare, è possibile consultare i seguenti siti: