Agevolazioni fiscali

Credito d'imposta 2015-2019 per ricerca e sviluppo

La Legge di Stabilità 2015 introduce il Bonus Ricerca e Sviluppo che sostituisce il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo previsto dal decreto Destinazione Italia (articolo 3, dl 145/2013).
Nella formulazione attuale l’agevolazione fiscale consiste in un credito d’imposta riconosciuto “a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato” che effettuino investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Il credito d'imposta è attribuito nella misura del 25% delle spese per ricerca e sviluppo, sostenute in eccedenza rispetto alla media degli stessi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta 2012, 2013 e 2014, e spetta fino a un importo massimo annuale di 5 milioni di euro a condizione che questi investimenti superino i 30.000 euro. La misura dell'agevolazione è elevata al 50% per le spese relative a personale altamente qualificato e a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e start-up innovative.
Con Decreto 27 maggio 2015 (GU n. 174 del 29/07/2015) il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha individuato le disposizioni applicative necessarie per poter dare attuazione al credito d'imposta definendo le attività agevolate, le caratteristiche del credito d’imposta e gli adempimenti a carico delle imprese. 

Contratti senza prestazioni corrispettive

Le norme che conferiscono benefici fiscali specifici per i contratti senza prestazioni corrispettive (finanziamenti, contributi, erogazioni liberali) sono quelle previste dalla Finanziaria 2006  e dal TUIR.
Questi provvedimenti stabiliscono che sono integralmente deducibili dal reddito i fondi trasferiti per il finanziamento della ricerca, a titolo di contributo o liberalità, dalle società e dagli altri soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES) in favore dell’università (art. 1 comma 353 Legge 266/2005). Sono altresì integralmente deducibili dal reddito complessivo i contributi o le liberalità in denaro erogati dai soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) in favore dell’università, sia per finalità di ricerca che di didattica (art. 10 comma 1, lettera l-quater) del TUIR.