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L'economista Boldrin 'in scena': inedito trio con poeta e musicista

Con la cultura si ‘mangia’? L’arte riempie il tempo lasciato libero da attività economicamente più utili? Attorno a quesiti come questi dibatteranno tra riflessioni, reading e frammenti musicali un economista, un poeta e un musicista dando vita ad un evento organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia e dalla Fondazione “I Cinquecento” che si terrà sabato 25 febbraio alle 17 a Ca’ Foscari (Aula Baratto).

L’economista, il poeta e il musicista: dell’utile, dell’inutile e del dilettevole” è il titolo dell’iniziativa.

L’economista è Michele Boldrin, padovano, economista di fama mondiale, è Joseph G. Hoyt Distinguished University Professor of Economics alla Washington University in Saint Louis, Missouri, USA, e visiting professor a Ca’ Foscari.

Ad ‘accompagnarlo’ sul palco Alessandro Tortato, veneziano, direttore di orchestra con all’attivo esibizioni nelle più prestigiose sale internazionali, è attualmente direttore artistico e direttore principale dell’Accademia musicale di San Giorgio, l’orchestra della Fondazione Cini di Venezia, e docente al Conservatorio ‘Benedetto Marcello’ di Venezia.

Il poeta è Giovanni Turra, mestrino, insegna materie letterarie nei licei. Ha scritto i libri di poesia Planimetrie (1998), Condòmini e figure (2007), Con fatica dire fame (2014). Saggista, si è occupato di poeti e prosatori italiani del Novecento, collaborando con Einaudi e Marsilio. 

Poesia e musica fanno parte delle cose “spirituali”, quindi inutili, mentre l’economia (sia come attività umana che come campo di studio) viene annoverata fra quelle ‘materiali’, quindi utili - afferma l’inedito trio - Ma questa dicotomia è sensata, oppure no? Qual è il bisogno che, da sempre, ci spinge a dedicare tempo sia alle cose “utili” che a quelle “inutili”? Quali sono le risposte, le soddisfazioni, i piaceri che una poesia o una musica o una riflessione economica ci procurano? Sono così diverse o sono fatte della stessa pasta umana?”.

L’iniziativa inaugura gli appuntamenti culturali della Fondazione “I Cinquecento”, che riunisce numerosi intellettuali, docenti universitari, professionisti italiani alcuni dei quali residenti, o con un lungo passato, negli Stati Uniti.