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Active Learning Lab (ALL): scoprire, inventare, implementare

In una società liquida e dinamica, la certezza di uno spazio adibito alla ricerca e alla scoperta valorizza le competenze di base e trasversali degli studenti, permettendo loro di creare nuovi orizzonti di senso.

Con il 2017 l’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con Fondazione Ca’ Foscari, ha realizzato cinque edizioni degli Active Learning Lab (ALL), laboratori di didattica innovativa della durata di sei settimane. Quaranta ragazzi, divisi secondo le loro competenze multidisciplinari e guidati da docenti, formatori e facilitatori, rispondono a sfide lanciate loro da aziende presenti sul territorio, avvalendosi di metodologie come il Design Thinking, la Lean Startup e il Business Model Canvas.

La metodologia didattica proposta durante gli ALL ha radici molto antiche: si ritrova nel Teeteto di Platone e prende avvio dal metodo socratico, secondo cui ogni uomo ha, dentro di sé, delle verità che possono essere riportate alla luce attraverso il dialogo.
Negli anni Novanta, proprio l’arte maieutica, che è stata arricchita dall’apporto delle nuove tecnologie, ha permesso a IDEO, agenzia di consulenza, di ideare un vero e proprio metodo innovativo, il Design Thinking, un processo complesso che permette ai progettisti di tenere conto dei bisogni umani, delle disponibilità tecniche e materiali e dei limiti e delle opportunità del progetto stesso.

Osservazione, analisi e sperimentazione sono i tre passi che tutti i partecipanti dell’ALL hanno dovuto compiere, per iniziare il loro cammino come protagonisti di una design challenge. L’obiettivo di questo percorso? Progettare insieme, secondo una prospettiva visuale, inventiva e centrata sull’uomo, un business di successo.

La valorizzazione del capitale umano e del lavoro di squadra, favorito dalla BlueWave, un week-end di 26 ore non stop che, come un’onda travolge la vita dei partecipanti e li fa approdare sull’isola della progettazione, e da momenti appositi, come le social challenges, permette la creazione di nuovi spazi formativi e relazionali, dove studenti con saperi e inclinazioni differenti riescono a scambiare le proprie conoscenze e fare tesoro di prospettive divergenti. Economisti, scienziati, umanisti e storici (e non solo) possono cogliere la giusta occasione per mettersi in gioco, sfruttare la propria creatività ed utilizzare la tecnologia per creare soluzioni fattibili, desiderabili ed utilizzabili, vivendo un’esperienza altamente significativa.

Alessandra Sciarrino, laureanda in Economia e Gestione delle arti e delle attività culturali (EGArt), ci ha descritto la sua esperienza: «Quando ho deciso di partecipare all'Active Learning Lab - Market Innovation, sapevo che ad aspettarmi ci sarebbero state diverse sfide, ma non potevo immaginare che superarle, passo dopo passo, mi avrebbe resa così soddisfatta. Ho potuto costruire un nuovo pattern, che ha arricchito la mia esperienza, sia formativa, sia lavorativa, e imparare sul campo un nuovo metodo: il design thinking. Diventare consapevoli di poter applicare una metodologia valida per risolvere i problemi più piccoli, ma anche quelli importanti, sfruttare il pensiero strategico e provare esperienze di lavoro in team diverse da qualsiasi scenario, mi ha permesso, ancora una volta, di crescere. Per me è stato un percorso intenso e avvincente in cui ho potuto ulteriormente mettere in gioco me stessa, imparando, ma soprattutto facendo. Se potessi tornare indietro, ripeterei questa esperienza? Assolutamente sì.»

Secondo Giacomo Fasolato, iscritto al secondo anno di Economia e Gestione delle Aziende, la partecipazione all’ultimo ALL gli ha permesso di lavorare in «un ambiente di piacevole confronto» e lo ha fatto sentire a proprio agio molto più che in qualsiasi altro contesto universitario.
«Credo che il lato migliore dell’esperienza sia stato quello umano. Passare tanto tempo spalla a spalla con altre persone, scontrarsi, disperarsi davanti alle difficoltà, aiutarsi a vicenda; è incredibile come si possa sottovalutare il potenziale di queste esperienze nel creare legami. Ora, guardandomi indietro, mi rendo conto che lavorare in un contesto multidisciplinare è servito non solo a darmi una maggiore apertura mentale, ma anche a scrollarmi di dosso un poco di arroganza propria di noi studenti di area economica. Qualcuno, provenendo dal mio stesso campo di studi, definirebbe l’ALL un ottimo strumento di networking. Chiamatemi romantico, ma credo che, se a distanza di settimane dalla conclusione dell’ALL, i partecipanti sono ancora in stretto contatto, allora qualcosa in più del networking ci sarà sicuramente.»

«Gli ALL sono una testimonianza tangibile dell’impegno di Ca’ Foscari nell’avvicinare didattica e innovazione, due momenti che tradizionalmente vengono concepiti come separati – aggiunge il professor Vladi Finotto, Delegato del Rettore alla Proprietà intellettuale, autoimprenditorialità e trasferimento tecnologico. - Crediamo che i tempi siano cambiati e che il potenziale dei giovani possa contribuire all’innovazione proprio mentre stanno imparando. I laboratori sono una “palestra” dove i talenti cafoscarini imparano a mettere al lavoro le conoscenze acquisite nelle nostre aule e nei nostri laboratori e dove, grazie al confronto con le imprese, acquisiscono competenze cruciali per la loro occupabilità futura».

Partecipando all’Active Learning Lab si acquisiscono nuove competenze, si impara a lavorare in gruppo e a coordinare le proprie conoscenze, esercitandosi a distinguere, riconoscere e valorizzare le idee individuali e quelle dei membri della squadra. Iscriversi al LAB è un primo passo per innovare il proprio curriculum e rinnovare se stessi; come dice Pete Foley: «Innovation is a great idea, executed brilliantly, and communicated in a way that is both intuitive and fully celebrates the magic of the initial concept.»

Ca’ Foscari Contamination Lab

Sulla scia degli Active Learning Lab, Ca’ Foscari avvia ora il Ca’ Foscari Contamination Lab (CF-CLab), progetto finanziato dal MIUR, laboratorio di entrepreneurship education e percorso di mentoring mirato a formare e supportare 70 giovani interessati a tradurre idee, intuizioni e passioni in modelli di business e imprese. Questa prima edizione mira allo sviluppo di soluzioni innovative tra cultura (storia ed  heritage) e cultura materiale (artigianato e manifattura). Il bando è aperto a studenti di scuole superiori, studenti universitari e laureati provenienti da ambiti disciplinari diversi. Possono partecipare giovani che sperimentarsi hanno voglia di mettersi alla prova nel mondo del lavoro, oppure che hanno idee di impresa e vogliono sviluppare competenze imprenditoriali, oppure che vogliono acquisire strumenti e capacità imprenditoriali, progettuali, organizzative e di comunicazione trasversali, partecipando allo sviluppo di idee imprenditoriali proposte da altri. Per candidarsi al laboratorio, occorre completare il modulo online entro domenica 14 gennaio 2018. Maggiori informazioni su www.unive.it/contaminationlab oppure scrivere a  contaminationlab@unive.it.


A cura di Charlotte Gandi