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Consigli per una donna forte, di Gioconda Belli

Foto di Daniel Mordzinsky

In occasione della giornata della donna pubblichiamo una poesia di Gioconda Belli dedicata alle donne di tutto il mondo. La Belli, scrittrice e rivoluzionaria nicaraguense che ha posto l'emancipazione femminile al centro della sua opera, sarà una delle ospiti del prossimo festival Incroci di civiltà.

CONSIGLI PER UNA DONNA FORTE
Se sei una donna forte proteggiti dai parassiti che vorrebbero mangiare il tuo cuore. Essi usano tutti i
travestimenti dei carnevali della terra:
si vestono da colpe, da opportunità, da prezzi che bisogna pagare.
Ti frugano l’anima, insinuano il trapano dei loro sguardi o dei loro pianti
nel più profondo magma della tua essenza
non per accendersi con il tuo fuoco
ma per spegnere la passione, l’erudizione delle tue fantasie.

Se sei una donna forte devi sapere che l’aria che ti nutre,
trasporta anche parassiti, mosconi, minuti insetti che cercheranno di abitare nel tuo sangue e nutrirsi di quanto è solido e grande in te.
Non perdere la compassione, ma temi ciò che conduce a negarti la parola,
a nascondere chi sei, ciò che ti obbliga ad addolcirti
e ti promette un regno terrestre in cambio del sorriso compiacente.

Se sei una donna forte preparati alla battaglia:
impara a stare sola, impara a dormire nella più assoluta oscurità senza paura,
impara che nessuno ti lancia corde quando ruggisce la tempesta,
impara a nuotare controcorrente.

Allenati alla riflessione e all’intelletto.
Leggi, fà l’amore con te stessa, costruisci il tuo castello,
circondalo di fossi profondi, però fai ampie porte e finestre.
È necessario che coltivi grandi amicizie,
che coloro che ti circondano e ti amano sappiano chi sei
fatti un cerchio di roghi e accendi nel centro della tua stanza
una stufa sempre ardente, dove si mantenga l’ardore dei tuoi sogni.
Se sei una donna forte proteggiti con parole e alberi
e invoca la memoria di donne antiche.
Devi sapere che sei un campo magnetico
verso il quale viaggeranno urlando i chiodi arrugginiti
e l’ossido mortale di tutti i relitti.
Proteggi, dà rifugio, però prima proteggi te stessa.
Mantieni le distanze.
Costruisciti. Abbi cura di te.
Conserva il tuo Potere.
Difendilo.
Fallo per Te
Te lo chiedo in nome di tutte noi.

Traduzione a cura di Fabiola Cecere

 

Sarà possibile incontrare Gioconda Belli a Incroci di civiltà (4-7 aprile), venerdì 6 aprile alle ore 11.30, in Auditorium Santa Margherita. A lei è stato in parte dedicato il corso di quest'anno della laurea magistrale in letteratura ispano-americana tenuto dalla professoressa Susanna Regazzoni, che da anni si interessa di scrittura delle donne.

Gioconda Belli è una poeta e romanziera nata a Managua, in Nicaragua, nel 1948 da una famiglia di origine italiana dell’alta borghesia nicaraguense. Dopo aver studiato, prima in Spagna e poi negli Stati Uniti, si diploma in giornalismo a Filadelfia. Nel 1966 ritorna in Nicaragua per un impiego nella pubblicità. Nel 1970, assieme ad altri intellettuali, inizia ad avere contatti con il gruppo rivoluzionario Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale che lotta contro il regime dittatoriale di Anastasio Somoza Debayle; in seguito ne entrerà a far parte come responsabile delle relazioni internazionali.

In questo periodo comincia a scrivere e a pubblicare poesie, raccolte poi in Sobre la Grama (1972).
Dopo essere fuggita alla repressione della dittatura del suo paese, si rifugia in Messico, dove scrive la raccolta di poesie Linea de fuego che vincerà a Cuba il Premio Casa de Las Américas e nel 1978, si reca in Costa Rica per organizzare la rete dei rifugiati scappati alla violenza del regime di Somoza.
Il successo internazionale arriva con il suo primo romanzo, La donna abitata, pubblicato nel 1989 e tradotto anche in molti paesi Europei e in Nord America. Il libro, in parte autobiografico, racconta degli anni del suo impegno rivoluzionario. Nel testo, leggenda e realtà si mescolano armonicamente attraverso la storia di due donne, vissute in epoche diverse - un’indigena che combatte contro i conquistadores e una donna moderna che vive sotto una feroce dittatura centroamericana - le cui vite si incontrano magicamente nell’amore e nella guerriglia.
Il 20 luglio 1979, dopo la vittoria della Rivoluzione Sandinista, riesce a rientrare a Managua dove le viene affidata la direzione della televisione di stato.
Al suo primo romanzo ne seguono altri tre: nel 1990 Sofia dei presagi, nel 1996 Waslala e, infine, Il paese sotto la pelle, pubblicato nel 2001, racconto pienamente autobiografico degli anni della lotta sandinista. Ultimo e non meno importante il libro: La pergamena della seduzione, rivisitazione storica della vita di Giovanna la Pazza.
Dal 1990 Gioconda Belli vive a Santa Monica, in California, pur tornando spesso in patria, e continua la professione di scrittrice a tempo pieno.
Tutta la sua opera racconta la lunga storia dell’emancipazione della donna in una comunità di cultura cattolica, fortemente maschilista, del rapporto con la società e l’impegno politico.  Alcuni temi ricorrenti nei suoi libri sono le vicissitudini politiche del suo paese e la lotta sandinista, il femminismo e l'emancipazione della donna, il rapporto tra l'America precolombiana e il Sudamerica attuale, e un certo livello di misticismo. È anche autrice di diverse raccolte di poesie, caratterizzate da una poetica sensuale e femminile che fin dall’inizio desta scalpore e interesse, infatti come ha dichiarato in più occasioni: “La mia poesia continua a essere l’espressione del corpo e prende forma quando la mia anima ritorna alle sue radici”.

La sua opera è la risposta alla tradizionale immagine femminile della società in cui è nata  e come confessa la stessa scrittrice:
"Non sono stata ribelle fin da piccola. Al contrario. Niente faceva presagire ai miei genitori che la creatura ammodo, dolce e garbata, delle mie fotografie infantili si sarebbe trasformata nella donna rivoluzionaria che tolse loro il sonno.[…] Sono stata due donne e ho vissuto due vite. Una delle due donne voleva far tutto secondo i canoni classici della femminilità: sposarsi, fare figli, nutrirli, essere docile e compiacente. L’altra aspirava ai privilegi maschili: sentirsi indipendente, essere considerata per se stessa, avere una vita pubblica, la possibilità di muoversi, amanti. Ho consumato gran parte della vita alla ricerca di un equilibrio tra queste due donne, per unirne le forze, per non essere dilaniata dalle loro battaglie a morsi e graffi. Penso di avere ottenuto, alla fine che entrambe le donne coesistessero sotto la stessa pelle. Senza rinunciare a sentirmi donna, credo di essere riuscita a essere anche uomo”.

Nei suoi scritti Gioconda Belli presenta la donna nuova che, attraverso un difficile e doloroso cammino di emancipazione, riesce a superare il tradizionale ruolo femminile, a mettere in discussione il rapporto uomo donna. La scrittrice, inoltre, riprende gli antichi insegnamenti delle culture preispaniche e mette di rilievo il rapporto della donna con la natura, elemento che si relaziona con la lotta rivoluzionaria per la difesa della terra di appartenenza e il secolare conflitto per la riforma della terra delle comunità indigene.