/ India / Arti Sceniche

Kathak

Kathak è lo stile di danza classica dell'India del nord, prodotto dall'interazione tra l'ambiente culturale della corte dell'impero mughal e la tradizione hindu. Come gli altri stili classici, il Kathak decade durante la dominazione inglese, quando le istituzioni in cui erano educate le giovani danzatrici sono ritenute luoghi di prostituzione. Solo intorno alla metà del XX secolo l'interesse per le forme artistiche tradizionali include definitivamente il Kathak tra gli stili classici di danza.

 

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Bharatanātyam

Il Bharatanātyam è considerato uno dei più antichi stili di danza classica indiana. Se ne trovano tracce già nelle sculture templari del II secolo d.C., in cui si riconosce la caratteristica posizione base dello stile, chiamata ardhamandali. Inizialmente praticata nei templi in onore della divinità, questa danza diventa in seguito appannaggio delle grandi corti, come quella di Tanjore. Oggi è un elemento forte di identità culturale per l'intero subcontinente.

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Kathākali

Originario del Kerala, è un dramma danzato, tradizionalmente eseguito da soli uomini, nel quale i danzatori inscenano episodi tratti da Ramayana, Mahabharata e Purana. I tratti più evidenti riguardano l'elaborato costume, costituito da numerose gonne sovrapposte, e il complicato trucco facciale. Gli spettacoli sono tradizionalmente eseguiti all'interno del recinto dei templi, con l'accompagnamento di canto e percussioni, e lo svolgimento di una pièce può durare anche più notti.

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La danza: un'arte totale

La danza in India è essenzialmente teatrale. Danza e teatro sono termini inseparabili in tutto il contesto asiatico: l'attore-danzatore inscena una narrazione mediante l'uso sapiente dei movimenti codificati del proprio corpo. Nonostante i principali stili di danza classica possano essere considerati creazioni relativamente recenti, raccolgono un sapere antico che, nelle intenzioni dei codificatori, andava salvaguardato dalla decadenza dei secoli e restaurato nel suo antico splendore.

Guida pratica al cinema (pan)indiano - sesta puntata

Tra la prima e la seconda metà degli anni 80, il cinema mainstream attraversa un momento di crisi, che ha molti punti di contatto con quella più generale del paese, scosso dall’uccisione di Indira Gandhi. Il nuovo corso economico porta a una modificazione del pubblico, mentre la violenza diventa l’attrazione principale dei film.  Nella seconda metà del decennio, Amitābh Bachchan, angry-man  ormai di mezza età, comincia a lasciare spazio a una serie di eredi: emergono in primo piano i "giovani".

Guida pratica al cinema (pan)indiano - quinta puntata

Gli anni 70 si aprono l'intervento armato indiano a sostegno dell'indipendenza del Bangladesh (gennaio 1971), passano attraverso l'Emergenza del 1975 e si concludono con la prima sconfitta elettorale del Congresso (1977). Lungo la via, fioriscono i semi della biforcazione tra il cinema 'impegnato' e il cinema 'commerciale'. Nasce soprattutto il nuovo anti-eroe incarnato da Amitabh Bachchan.

 

Guida pratica al cinema (pan)indiano - quarta puntata

Gli anni 60 sono il decennio del mohbhang o "crollo delle illusioni", segnato da molti eventi cruciali: due scontri armati, con la Cina (1962) e con il Pakistan (1965), la morte di Nehru (1964), l'ascesa al potere di Indira Gandhi e la rivolta contadina di Naksalbari (1967). È anche il periodo in cui si approfondisce il solco tra il cinema popolare e il "nuovo cinema", fino a una vera e propria Partizione alla fine del decennio.

 

Guida pratica al cinema (pan)indiano - terza puntata

Gli anni Cinquanta sono unanimemente considerati epoca d'oro del cinema indiano o di quella forma di cinema indiano in cui la narrazione è integrata da canzoni e talora danze che diventano esse stesse parte costitutiva del racconto. Molti film di questi anni condividono l'eccellenza di questo aspetto, che trova espressione magistrale nelle opere di Raj Kapur e soprattutto di Guru Datt . Ma vi sono anche ragioni politiche e sociali che danno rilevanza alle produzioni di questo decennio.