Cronologia Iran

Cronologia dell'arte teatrale e cinematografica iraniana

Viaggio in Iran: il paesaggio del cinema iraniano

Il paesaggio è uno dei grandi motivi significanti della cinematografia farsi. Da ‘Abbâs Kiârostami a Bahman Qobâdi, da Amir Nâderi a Samirâ Makhmalbâf, passando per Dâriyush Mehrju'i, Bahrâm Beyzâ'i, Ja'far Panâhi e molti altri, quasi ogni regista iraniano ha fatto i conti con lo splendido e affascinante paesaggio persiano. Ancorandolo al proprio immaginario cinematografico.

Premi cinematografici internazionali per il cinema iraniano

Il cinema iraniano ha fatto irruzione, nel corso degli anni novanta, nel panorama cinematografico mondiale, facendo spesso incetta di premi e riconoscimenti in quasi tutti i festival cinematografici più importanti. All'indomani di questo "fenomeno" – che sta lentamente scemando – facciamo un primo provvisorio bilancio sulla visibilità internazionale del cinema iraniano.

 

Il ruolo della censura nell'Iran pre e post-rivoluzionario

I primi tentativi di censura formale in Iran risalgono già agli anni '20, quando i proprietari delle sale cinematografiche venivano sottoposti alla pressione dei gruppi religiosi preoccupati dall'esposizione del pubblico iraniano alla morale occidentale e all'aperta sessualità esibita nei film importati. Successivamente il compito di stabilire le regole e le linee guida della censura venne delegato alle municipalità locali.

Gli insegnamenti del silenzio - Lavagne

Essenzialità, misura ed equilibrio per narrare la storia di due maestri, ostinati portatori di lavagne, tra le montagne del Kurdistan iraniano. Alternando le vicende dell'uno e dell'altro, le lavagne prendono vita per diventare barelle, scudi, fragili ripari contro i proiettili delle guardie di confine.

Takht-e siyâh (lavagne)

Samirâ Makhmalbâf, in Takht-e siyâh, fa scontrare la suggestione visiva delle altere montagne dell'Iran con l'esperienza drammatica dei profughi curdi. Ne deriva un film-metafora.

Ziré Nouré mâh (alla luce della luna) – L'abito non fa il monaco

Una satira sul mondo dei religiosi, un tentativo di mostrare un'umanità che il clero finge di non vedere, una riflessione sul processo di laicizzazione in atto nell'Iran di Khâtami.

Deep breath

Una Gioventù bruciata all'iraniana: una coppia di antieroi, due giovani disadattati, Mansur e Kamrân, apatici e privi di interesse alla vita, trovano la via della morte l'uno smettendo di nutrirsi fino a morire di fame, l'altro in un assurdo incidente [a cui in realtà scampa, anche se il critico non sembra essersene accorto, ndr]. E la società iraniana, tra compassione, indifferenza e repressione, non sempbra interessata a capire i fermenti e la spinta all'autodistruzione dei suoi figli.