Progetti di ricerca

Il Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea propone e prende parte a numerosi progetti di ricerca partecipando a bandi competitivi e collaborando con partner sia istituzionali che privati. Qui li trovate suddivisi secondo la fonte di finanziamento: alcuni sono internazionali, altri nazionali; altri ancora sono cofinanziati dall'Ateneo, come ricerche o come scavi archeologici.

Between Humanitarian Practices and Youth Aliyah Policy: Jewish Displaced Children and Youths in a Transnational Perspective (1943-1948)

Il progetto di ricerca intende analizzare la condizione di displacement di bambini e giovani ebrei alla fine della Seconda Guerra Mondiale,  allo scopo di far emergere come, per molti di loro, l’esperienza nei campi profughi dopo la liberazione diventò il punto di partenza per l’elaborazione di una nuova identità collettiva e nazionale. Questo impulso fu stimolato, da un lato, dalle nuove pratiche di riabilitazione fisica e morale messe in atto dalle missioni umanitarie (internazionali ed ebraiche) e, dall’altro, dalle politiche adottate dall’Agenzia Ebraica che incoraggiò con programmi specifici l’aliya dei giovani ebrei sopravvissuti della diaspora. Inoltre, un ruolo fondamentale fu giocato dagli stessi giovani DPs che organizzarono e parteciparono attivamente ad attività educative, culturali e ricreative nei campi profughi, le quali contribuirono a rafforzare la loro identità ebraica. Attraverso l’analisi di fonti archivistiche inedite e un approccio metodologico che combina i Post-Holocaust Studies con altre discipline, il progetto di ricerca si pone l’obiettivo di ricostruire, su scala transnazionale, le dinamiche che portarono all’emergere di una nuova consapevolezza sociale, culturale e politica che gradualmente prese i tratti di una coscienza nazionale tra i giovani ebrei dispersi nei campi profughi d’Europa tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e la fondazione dello Stato di Israele.

Scheda tecnica del progetto

Titolo: Between Humanitarian Practices and Youth Aliyah Policy: Jewish Displaced Children and Youths in a Transnational Perspective (1943-1948)

Responsabile scientifico: Dott.ssa Marcella Simoni

Ricercatore: Dott.ssa Chiara Renzo

Finanziamento: Finanziamento da privati su bando competitivo

Durata del progetto:24 mesi (01/09/2017 - 31/08/2019)

Costo totale del progetto: € 65.644,00


Survey and Analysis of Former Success and Current Decline of Japanese Television Programs in Western Europe: Trading Dynamics and Broadcasting Policies, 1975-2015

Il progetto è dedicato allo studio del successo e del declino delle serie animate e live-action giapponesi nelle televisioni dell'Europa occidentale, collegato all'immagine del Giappone passata nella cultura europea attraverso queste stesse serie. I prodotti culturali in questione hanno iniziato ad arrivare in Europa all'inizio degli anni Settanta e hanno goduto di crescente popolarità fino ai Novanta. Con l'inizio del nuovo secolo, tuttavia, il successo ha cominciato a declinare. La ricerca, finanziata in larga parte dalla Toshiba International Foundation, mira a comprendere la parabola di diffusione delle serie giapponesi per la televisione in Europa, a suggerire qualche strategia di rilancio e a comprendere quanto sia stabile e positiva l'immagine del Giappone che la cultura europea (soprattutto quella giovanile) si è costruita a partire da queste fonti.

Scheda tecnica del progetto

Titolo: Survey and Analysis of Former Success and Current Decline of Japanese Television Programs in Western Europe: Trading Dynamics and Broadcasting Policies, 1975-2015

Responsabile scientifico: Prof. Toshio Miyake

Ricercatore: Dott. Marco Pellitteri

Finanziamento: Finanziamento Toshiba International Foundation

Durata del progetto:12 mesi (29/04/2017 - 28/04/2018)

Costo totale del progetto: € 10.000,00


JALEA: e-learning tool for Japanese Language study

Il progetto è inteso come creazione di contenuti e collaborazione allo sviluppo di una nuova applicazione web chiamata JALEA, dedicata agli studenti cafoscarini per lo studio della lingua giapponese parlata e scritta. JALEA costituisce l’integrazione e completamento di progetti dipartimentali come Itadict, BunpoHyDict, Edukanji. Le funzioni principali dell’applicazione saranno infatti: 1) Dizionario multimediale di Kanji (con pop-up su testo); 2) Spiegazioni grammaticali; 3) Video e foto di materiali autentici con sottotitoli cliccabili linkati alle parti 1 e 2. Risultati attesi: nel suo stadio finale, il sito sarà un portale online accessibile da studenti e docenti dell’università Ca’ Foscari sia da computer che da dispositivi mobili. Dopo il completamento, il progetto sarà arricchito costantemente di nuovi materiali, video ed esercizi. Una primissima “versione alfa” del progetto dovrà essere pronta per il 12 dicembre 2016. Dopo la conclusione del progetto il sito verrà costantemente arricchito con materiali aggiuntivi, come nuovi video e nuovi esercizi.

Scheda tecnica del progetto

Titolo: JALEA - E-learning tool for Japanese Language

Responsabile scientifico: Dott.ssa Marcella Maria Mariotti

Finanziamento: Donazione Mitsubishi Corporation

Durata del progetto:12 mesi (01/09/2016-31/08/2017)

Costo totale del progetto: € 28.000,00


Il lavoro cinese nella società contemporanea

Con la crisi finanziaria che sta facendo crescere la pressione sulle condizioni di lavoro in Europa e con le economie nazionali europee sempre più soggette alle fluttuazioni di una incerta crescita cinese, questioni trazionalmente interessanti solo per specialisti del lavoro cinese e per avvocati dei diritti dei lavoratori stanno prendendo una dimensione completamente nuova. Le problematiche del lavoro cinese hanno cessato di essere problemi locali, per assumere una particolare urgenza, entrando nella retorica politica delle nazioni europee. Una presenza così diffusa del lavoro cinese nell'immaginario europeo solleva molte quesitoni e richiede un'analisi approfondita. In particolare, negli ultimi anni, molto è stato scritto in merito a un "risveglio dei diritti" che si presuppone in fase di diffusione tra i lavoratori cinesi. Ma come percepiscono i loro diritti questi lavoratori? Che ruolo giocano lo Stato cinese e gli attori non statali nel modellare questa percezione? E, ancora più importante, come queste dinamiche di formazione dell'attivismo nel lavoro cinese influenzeranno il futuro della Cina come "fabbrica del mondo"? Ricerche che cerchino di rispondere a queste domande sono ancora scarse. Lo scopo di questo studio, quindi, sarà: a) comprendere le aspettative dei lavoratori cinesi rispetto a orari e salari, sulla base degli standard minimi previsti dall'attuale legislazione; b) analizzare il ruolo giocato da diversi attori nella formazione di tali aspettative, con una particolare attenzione al ruolo dello Stato (tanto centrale quanto locale), delle organizzazioni della società civile e delle imprese straniere; c) affrontare le implicazioni delle crescenti aspettative dei lavoratori cinesi rispetto a investimenti della UE in Cina e al futuro del Paese come "fabbrica del mondo". Questa ricerca non darà solo un ricco contributo al dibattito accademico, ma fornirà anche a policy makers, aziende, sindacati e NGO interessate al lavoro europei le necessarie conoscenze per avvicinarsi alle problematiche del lavoro cinese in questa nuova fase del processo di globalizzazione.

Scheda tecnica del progetto

Titolo: Chinese Labour - Shifting Dynamics of Chinese Labour in a Global Perspective

Responsabile scientifico: Prof. Renzo Riccardo Cavalieri

Ricercatore: Dott. Ivan Franceschini

Finanziamento: H2020-MSCA-IF-2014_GF

Durata del progetto: 36 mesi (15/12/2015-14/12/2018)

Costo totale del progetto: € 250.518,60


Progetti conclusi

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Percorsi di avvicinamento fra Europa occidentale e Repubblica Popolare Cinese negli anni della Guerra Fredda: Italia e Repubblica Federale Tedesca a confronto, 1949-1972

L'obiettivo generale del progetto è quello di indagare le modalità di interazione -sul piano politico, commerciale e culturale - fra la Cina maoista e l'Europa occidentale dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese (RPC; 1949) fino ai primi anni Settanta, periodo in cui la RPC e molti stati europei avviarono formali relazioni diplomatiche, la Cina maoista fu ammessa all'ONU e prese forma il disgelo sino-americano. Nel quadro dello sviluppo - al di là delle barriere ideologiche e politiche della Guerra Fredda - di una diplomazia non ufficiale incentrata sugli scambi economici e culturali e su alcuni contatti politici fra diversi Stati europei e la Cina maoista, il progetto individua come particolarmente degni di indagine approfondita i casi dell'Italia e della Germania Federale. Entrambi gli Stati, infatti, sconfitti durante il Secondo Conflitto Mondiale e, sul piano geopolitico, posti lungo la linea di confine della Cortina di Ferro, risentono in modo determinante tanto sul piano interno quanto su quello internazionale delle contrapposizioni fra i blocchi durante la Guerra Fredda, e in particolare della necessità di non mettere in crisi il rapporto con gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, i due Paesi presentano differenze significative tanto nel contesto interno quanto su quello delle relazioni con la Cina. Mentre in Germania Federale, infatti, il Partito Comunista è insignificante e poi illegale e le relazioni con i Paesi socialisti (Cina compresa) devono tenere conto dell'esistenza e del ruolo della Repubblica Democratica Tedesca, in Italia il Partito Comunista, e per vari aspetti sino ai primi anni Sessanta il Partito socialista, hanno invece pur dall'opposizione un'influenza culturale ma anche politica e sociale di grande importanza nelle relazioni con la Cina popolare. Al tempo stesso, la Germania, a differenza dell'Italia, poteva contare su un'eredità storica di consolidate relazioni economiche - e anche culturali - con la Cina nel periodo anteguerra, favorite fin dal tardo XIX secolo anche da una forte presenza di comunità tedesche in Cina e dai positivi rapporti sviluppati fra Cina nazionalista e Repubblica Tedesca prima dello scoppio della guerra fra Cina e Giappone nel 1937.

Scheda tecnica del progetto

Titolo: Percorsi di avvicinamento fra Europa occidentale e Repubblica Popolare Cinese negli anni della Guerra Fredda: Italia e Repubblica Federale Tedesca a confronto, 1949-1972

Responsabile scientifico: Prof. Guido Samarani

Finanziamento: Fondi PRIN

Durata del progetto: 36 mesi (05/02/2017-04/02/2020)

Costo totale del progetto: € 221.819,00

La fortificazione della cittadella di Urfa

Il progetto è indirizzato allo studio storico-archeologico della cittadella di Urfa, nella Turchia sud-orientale, un importante complesso monumentale cui ancora non è stato dedicato un programma sistematico di indagini. Più specificatamente, il progetto si propone di ricomporre il processo costruttivo che ha portato alla fortificazione della cittadella, e di caratterizzarne in dettaglio le varie fasi sia per quel che riguarda le opere difensive sia per quel che riguarda le tecniche costruttive.

Il progetto costituisce la fase conclusiva di un programma di ricerca avviato nel 2014 sulla cittadella di Urfa. In questa ultima fase è prevista una ultima campagna di indagini sul campo (ottobre 2016) finalizzata alla ricomposizione della sequenza costruttiva; oltre ai dati raccolti sul campo, le evidenze verranno anche esaminate sulla base delle fotografie storiche reperite negli archivi di varie istituzioni. Verrà completata l’analisi delle iscrizioni presenti sul sito. Verrà completato lo spoglio della documentazione scritta (in greco, latino, siriaco, armeno, arabo, turco-ottomano). I dati raccolti verranno elaborati in una pubblicazione finale a carattere monografico, in lingua inglese, da consegnare alle stampe nel dicembre 2017.

Scheda tecnica del progetto

Titolo: La fortificazione della cittadella di Urfa

Responsabile scientifico: Prof.ssa Cristina Tonghini

Finanziamento: Progetto di Ateneo - Fondi MAE

Durata del progetto: 21 mesi (01/04/2016-31/12/2017)

Costo totale del progetto: € 25.000,00

Cofinanziamento: € 2.000,00


Le fonti di approvvigionamento di ossidiana della montagna di Chikiani in Georgia: origine, caratterizzazione, dispersione e cronologia dei materiali litici

Il progetto riguarda le fonti di approvvigionamento di ossidiana della Montagna di Chikiani, in Georgia, al confine con l'Armenia, nei pressi del bacino di Paravani. Nonostante la presenza di imponenti affioramenti di ossidiana di colore nero e arancione che caratterizzano il vulcano, molto poco era noto delle località di sfruttamento della materia prima durante i diversi periodi della preistoria, fino al 2012, quando con una veloce prospezione sistematica sono stati raccolti i primi campioni di ossidiana, poi caratterizzati presso il laboratorio IRAMAT del CNRS di Orléans (F). Una seconda prospezione più mirata, condotta nella porzione orientale di Chikiani, è stata portata avanti nell'estate del 2014. Ancora una volta i campioni sono stati inviati al laboratorio sopraindicato per la loro caratterizzazione. Contrariamente a quanto ritenuto fino al 2014, i risultati ottenuti indicano che almeno tre diverse colate di ossidiana (forse quattro) sono presenti a Chikiani, due (o tre) delle quali erano del tutto ignote prima del 2014. Questi risultati rivoluzionano completamente il quadro delle nostre conoscenze dello sfruttamento, circolazione e distribuzione delle ossidiane del Caucaso durante la preistoria e pongono nuovi importanti interrogativi che sarebbe necessario risolvere al più presto.

Scheda tecnica del progetto

Titolo: Le fonti di approvvigionamento di ossidiana della montagna di Chikiani in Georgia

Responsabile scientifico: Prof. Paolo Biagi

Finanziamento: Progetto di Ateneo - Fondi MAE

Durata del progetto: 24 mesi (01/06/2016-31/05/2018)

Costo totale del progetto: € 36.000,00

Cofinanziamento: € 2.500,00


Ricerche archeologiche concluse

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