Innovare nel campo dei beni culturali, si può!

A dicembre 2016 Irene Scarpa è stata scelta come Alumnus dell’anno dall’Associazione Ca’ Foscari Alumni come riconoscimento per il suo lavoro di innovatrice nel settore dei beni culturali. Irene infatti, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Chimiche per la Conservazione e il Restauro, ha ideato un innovativo metodo che permette di risolvere i principali problemi riscontrati nel mondo dei Beni Culturali per la pulitura delle superfici.

Affascinata da una lezione sull'efficacia della biopulitura della pietra, ma delusa dalla scarsa applicabilità della tecnica sul patrimonio artistico, la ventinovenne veneziana ha pensato che una soluzione ci doveva essere. L’ha trovata nella sinergia tra sistemi biologici e nanoparticelle inorganiche, sviluppando un prodotto il Nasier Gel che ha già superato i test degli addetti ai lavori, riscontrando l’interesse di restauratori e soprintendenze.

«Irene aveva idee chiare e tanta determinazione», ricorda Loretta Storaro, docente di Chimica dei nanomateriali al Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi, parte del team interdisciplinare che ha permesso lo sviluppo di Nasier Gel. «Il risultato – sottolinea – è frutto di uno studio tra bio e nanotecnologie e dell’unione di queste col mondo del restauro. C’è stato un dialogo tra due mondi, quello della ricerca accademica e quello dell’impresa».

Così Irene racconta il suo percorso in Ca’ Foscari: «Il mio percorso di studi l’ho scelto in base alle mie due grandi passioni: la chimica e la storia dell'arte. Quando è stato il momento, infatti, di scegliere quello che avrei fatto da grande, decisi che avrebbe dovuto coinvolgere questi due ambiti che per me rivestivano uguale importanza. Cercando tra i corsi di laurea proposti dai diversi atenei, trovai “Scienze e Tecnologie Chimiche per la Conservazione e il Restauro” a Ca' Foscari. Mi innamorai subito del piano studi e decisi di iscrivermi!

Attraverso i miei studi ho potuto conoscere più da vicino il mondo del restauro, le tecniche utilizzate e i composti chimici presenti nei differenti prodotti. Fu grazie a una lezione che nacque il primo prototipo di Nasier gel, perché mi aiutò a capire quali fossero i limiti della pulitura enzimatica e come avrei potuto superarli facendo di questa tecnica un valido sostituto ai prodotti tossici comunemente utilizzati. Dopo la laurea, l'Università mi sostenne molto e tuttora mi supporta con costanza, infatti, grazie a una convenzione, posso continuare a utilizzarne gratuitamente gli spazi per poter proseguire la ricerca volta a migliorare la tecnica alla base di Nasier.»

A livello personale Irene ha già ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2014 il premio Franci@Innovazione dell’incubatore francese Theogone in Francia, si è classificata quarta al premio Start Cup Veneto e nel 2015 ha vinto il primo premio come Esperto Scientifico durante il convegno i Giovani e il Restauro a Roma.