Solaris

Conversazione intorno a Solaris

Venerdì 13 aprile, alle 16, presso il Teatro Ca’ Foscari, Fabrizio Borin, docente di Storia del cinema e autore di monografie su Andrej Tarkovskij e Marco Dalla Gassa, docente a Ca’ Foscari di Analisi del film e del linguaggio audiovisivo, discutono su Solaris dal romanzo di Stanislaw Lem, al film di Tarkovskij, allo spettacolo di ScenAperta. Interviene Paolo Bignamini, regista. Segue la proiezione del film Solaris di Andrej Tarkovskij.

L’incontro è organizzato all’interno del corso di Analisi del film e del linguaggio audiovisivo di Marco Dalla Gassa, come occasione di approfondimento e discussione in vista dello spettacolo Solaris, che sarà in scena al Teatro Ca’ Foscari all’interno del programma Alterazioni, martedì 8 maggio, alle 20.30, con la regia di Paolo Bignamini.

Ingresso libero

file pdf13/04/2018 - Solaris: dal romanzo, al film, alla scena1.0 M

8 maggio 2018 ore 20.30

CTB Centro Teatrale Bresciano
in collaborazione con ScenAperta Altomilanese Teatri

Solaris

drammaturgia di Fabrizio Sinisi
da Solaris di Stanislaw Lem (Sellerio editore) e da Andrej Tarkovskij
e con il contributo dell'atelier d'écriture diretto da Laura Tirandaz all'Université d'Avignon
con Debora Zuin, Giovanni Franzoni, Antonio Rosti
regia di Paolo Bignamini
scene e aiuto regia Francesca Barattini
costumi Gerlando Dispenza
disegno luci Fabrizio Visconti
con le musiche originali di P.I.G.

Biglietti e contatti 


Un astronauta proveniente dalla Terra giunge sulla stazione orbitante che ruota intorno al misterioso pianeta Solaris. Il solo ospite dell’astronave appare angosciato e stravolto: un suo collega è appena morto in circostanze oscure, mentre spaventose presenze popolano le stanze.

L’astronauta, costretto a confrontarsi con il fantasma della giovane moglie morta anni prima, deve interrogarsi: queste “apparizioni” hanno una qualche spiegazione? Sono reali o mentali? Immagini della memoria o del desiderio? E in che rapporto sono con “l'oceano pensante” che ricopre il pianeta?

Ciò che (ci) manca è ciò che più incombe su di noi: sono proprio le rappresentazioni dei nostri fantasmi ad apparirci più vere della realtà. L'assenza diventa così presenza ed è quello che è irrimediabilmente perso a chiamarci.

Scritto da Stanislaw Lem nel 1961 e portato sul grande schermo nel 1972 da Andrej Tarkovskij, Solaris è senza dubbio il capolavoro della fantascienza filosofica. Un mistero che turba e destabilizza lo spettatore sui temi dell’identità, del soggetto, del rapporto fra le percezioni dei sensi e quelle della memoria, ponendo la sempre radicale domanda su cosa sia veramente la realtà – e su chi siano davvero le persone che amiamo: ciò che esse sono, o ciò che vogliamo che siano? Inquietante eppure intensamente lirico, visionario e poetico, Solaris ci conduce nel punto più remoto dello spazio così come nell’abisso più profondo del nostro essere. 

Note di regia
I contenuti di Solaris sono noti soprattutto agli appassionati di cinema, per via del capolavoro di Andrej Tarkovskij,  e ai lettori di Stanislaw Lem e dei romanzi di fantascienza.
Raccontare questa storia a teatro significa per noi innanzitutto provare a riflettere sul valore di verità della rappresentazione: cosa è “vero” sulla scena? E quanto? Che natura hanno i misteriosi “visitatori” che compaiono sulla stazione orbitante agli astronauti? E per lo spettatore che sta assistendo a una messinscena, sono meno “veri” degli altri “veri” personaggi?
Abbiamo cercato di far convergere sul palco, in un percorso incrociato, le differenti nature dei personaggi: quella umana da una parte, e quella fittizia, composta da neutrini, dall'altra. Tutto lo svolgimento del nostro lavoro ruota intorno a questa esigenza di confronto con l'Altro, a questo reciproco avvicinamento.
Così è Harey, “doppione” sempre più umano della moglie dell'astronauta Kelvin, a chiedere agli uomini “veri” che cosa significhi essere “umani”. [Paolo Bignamini]