Guasto

7-8 marzo 2018 ore 20.30

Guasto

di Marcello Chiarenza
liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Christa Wolf

con Gabriella Alloccalaria Bagarolo, Roberta BarbieroMartina Bazzanella, Maddalena Bignù, Giulia Bolgan, Nora BorchgrevinkLisa Dal MonteLorenzo D'EsteLucia Lancellotti, Agnese SartorLaura Semenzin, Sam UrsidaGiorgia Velluti, Elena Vivan, Yoko Yamada

regia Marcello Chiarenza
contributi musicali Carlo Cialdo Capelli

assistente alla regia Nicola Lamberti Scarpa

luci Cristiano Colleoni

foto di scena Giovanni Tomassetti

Lo spettacolo è frutto di una residenza artistica con studenti e giovani attori diretti da Marcello Chiarenza 


Il risveglio all’indomani del disastro nucleare di Černobyl': uno spettacolo sull'uomo e la Natura e sulla possibilità che l’uomo stesso ha di guastare irrimediabilmente questo rapporto.  

Guasto parla del risveglio di alcune persone all’indomani dell’esplosione del reattore della centrale nucleare di Černobyl'. Lo spettacolo si concentra sul rapporto fra l’uomo e la Natura e sulla possibilità che l’uomo ha di guastare questo rapporto. La vita dell’uomo dipende dal rapporto di simbiosi con la Natura. L’uomo stesso è Natura, ma è anche lʼessere dotato delle capacità di esprimerne la poetica.  Gli uomini sanno guardare oltre i limiti della materia. In un granello di sabbia o nella grande montagna, in una goccia di rugiada o nellʼimmensità del mare, gli uomini percepiscono le grandi immagini, lʼinvisibile che li avvicina al mistero.

L’idea
Il progetto di messa in scena prende le mosse  da un'importante esperienza che Marcello Chiarenza realizzò trenta anni fa, quando fu incaricato dal leader dei Verdi al parlamento europeo di Strasburgo, di progettare uno spettacolo ispirato a un romanzo di Christa Wolf (Guasto), con un gruppo numeroso di studenti. Fu un successo. Chiarenza ha pensato di approfondire e riproporre oggi quella bella avventura, consapevole che il tema è, purtroppo, sempre attuale.

Il soggetto  
L'argomento tratta della malattia di un uomo, il fratello della scrittrice e della malattia della natura, che riguarda la collettività, causata dalla fusione del reattore nucleare della centrale di Černobyl'.

Lo spettacolo 
Teatro di coralità, senza ruoli da protagonista, per studenti e giovani attori. Una scenografia leggera e dinamica pensata per l'azione: soprattutto oggetti di natura simbolica. Non è previsto l'uso di musiche registrate. La musicalità dello spettacolo è il frutto di un  lavoro sulla coralità degli attori: voce, percussione di oggetti e qualche strumento musicale. Il regista si è avvalso della consulenza del musicista Carlo Cialdo Capelli (esperto compositore di musiche per il teatro) a cui è affidata l'orchestrazione delle voci e dei suoni.

Intervista a Marcello Chiarenza
L'esperienza che propongo è quella di un teatro povero e ricco allo stesso tempo. Un esempio di teatro corale in cui il testo non consiste solo nelle parole da recitare, in quanto la scrittura complessiva sarà il prodotto orchestrato di parole, voci, movimenti, immagini, suoni e luci. Aspirando così, sia pure in piccolo, a una forma di teatro sinfonico. [Marcello Chiarenza]

Last update: 18/07/2018