Acqua di colonia

24 novembre 2017 ore 20.30

Compagnia Frosini-Timpano

Acqua di colonia

testo, regia e interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano
consulenza Igiaba Scego
voce del bambino Unicef Sandro Lombardi
aiuto regia e drammaturgia Francesca Blancato
scene e costumi
Alessandra Muschella e Daniela De Blasio
disegno luci Omar Scala
lo spettacolo è ospitato in collaborazione con l'International Center for the Humanities and Social Change e collegato al Convegno Memorie d'Africa. Tracce coloniali nella cultura italiana - venerdì 24 novembre - ore 15 - Aula Magna - Ca' Dolfin.

Biglietti e contatti 


Il colonialismo italiano. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia già nell'Ottocento, ma che nell'immaginario comune si riduce ai 5 anni dell'Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c'entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall'Italia, l'Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell'Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non c'entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull'autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno.

I nostri spettacoli parlano sempre del presente. Guardiamo la storia dal punto di vista di chi sta qui, adesso, vivo, e cerca di capire in che modo il passato, le scorie che il passato lascia nel presente, lo riguardino. Ci interessa come tra noi e la Storia si frappongano le infinite cortine fumogene delle interpretazioni, racconti, rimozioni e strumentalizzazioni di parte, costruzione di miti ed icone. Per quel che riguarda Acqua di colonia, sappiamo che il Colonialismo italiano non è solo “d’epoca fascista”. Il Colonialismo italiano è durato sessant’anni di cui solo venti quelli “d'epoca fascista”. Rimosso dalla memoria storica del paese, il colonialismo italiano non ha mai fatto parte di un vero dibattito nazionale. Nello spettacolo, parlando del colonialismo italiano, inevitabilmente parliamo di oggi e del drammatico momento d’immigrazione che stiamo vivendo, con le sue implicazioni e le nostre difficoltà nell'affrontarlo. Siamo di fronte a nuove forme di colonialismo culturale ed economico, a volte anche militare. L'Europa ha le sue responsabilità e tutto questo ci riguarda ed attraversa lo spettacolo. D’altra parte il tema vero del lavoro è il nostro apparato immaginario, il sistema di pensiero che è alla base del colonialismo storico come di questa epoca neo-colonialista. È lo sguardo paternalistico che noi occidentali abbiamo su chi non è occidentale. È l'idea che se non fossimo andati là “da loro” sarebbero ancora nella preistoria. È il senso di scontata superiorità, di egemonia culturale, economica e militare che ci portiamo dentro come naturale, che è residente in noi e sopravvive in tutti gli aspetti della nostra vita, nei classici della letteratura, della musica e del teatro, nell’immaginario del cinema, nel linguaggio, nei media, nelle pubblicità come nei discorsi degli intellettuali, anche quelli in buona fede. Anche nei nostri discorsi. [Frosini-Timpano]

Elvira Frosini e Daniele Timpano, sono autori, registi e attori.
I loro lavori sono stati rappresentati in numerosi teatri, festival, e contesti performativi in Italia e all'estero. Con i loro lavori sono stati pubblicati da vari editori e finalisti e vincitori di numerosi premi: Dux in scatola è stato finalista ai Premi Scenario e Vertigine, pubblicato da Coniglio nel 2006 e da Hystrio nel 2008, e con Risorgimento Pop sono stati tradotti e presentati a Parigi per Face à Face. Reperto#01 è stato finalista al Premio VDA nel 2006, e Sì l'ammore no finalista al Premio Dante Cappelletti/Tuttoteatro.com nel 2009. Dux in scatolaRisorgimento Pop e Aldo morto compongono una trilogia edita da Titivillus nel 2012 con il titolo Storia cadaverica d'Italia.
Lo spettacolo Aldo morto è stato candidato al Premio Ubu nel 2012 come migliore novità drammaturgica, ha vinto il Premio Rete Critica 2012 ed il premio NICO GARRONE 2013 per il progetto speciale “Aldo morto 54”.
Nel 2013 hanno realizzato in collaborazione con il Teatro dell'Orologio di Roma e Fondazione Romaeuropa il progetto Aldo morto 54 (54 giorni di repliche dello spettacolo Aldo morto e 54 giorni di autoreclusione di Daniele Timpano in streaming in una cella ricostruita appositamente in teatro. Aldo morto 54 ha vinto il premio Nico Garrone 2013.

Acqua di colonia è il loro ultimo spettacolo, da cui Elvira e Daniele hanno tratto un libro, con la prefazione di Igiaba Scego.

Lo spettacolo è finalista al Premio UBU 2017 nella sezione Miglior nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica.