Conosci le professioni

Il Settore Placement di Ca' Foscari ti mette a disposizione strumenti e iniziative per conoscere da vicino professioni e carriere: incontri con professionisti, testimonianze, video e pratiche guide da consultare on line per conoscere e approfondire le professioni presenti nel mercato. 

Career Talk. Lavorare in un’agenzia di assicurazione: i profili richiesti e le opportunità di carriera

14 novembre 2017, ore 14.30
Campus Economico, San Giobbe (aula 5A)

A chi si rivolge
Studenti e Laureati triennali e Magistrali di Area Economica

Programma

  • 14.30 Allianz, la casa di chi sa osare
  • 15.00 Il ruolo del consulente assicurativo
  • 15.30 il ruolo del consulente finanziario
  • 16.00 Testimonial
  • 16.30 Consegna CV e colloqui conoscitivi

È obbligatoria la registrazione online.

Contatti e prenotazioni
Documenti allegati

A TUxTU con cafoscarini di successo

Dalla collaborazione fra Servizio Placement d’Ateneo e Ca' Foscari Alumni nasce un nuovo ciclo di eventi rivolto a studenti e neolaureati per conoscere da vicino grandi protagonisti del mondo imprenditoriale, manageriale o istituzionale laureatisi proprio a Ca' Foscari.

Grazie a questo nuovo format torneranno in Ateneo cafoscarini che hanno costruito una carriera internazionale raggiungendo i massimi vertici nel proprio campo professionale o settore industriale. Gli incontri con questi ospiti d’eccezione saranno occasioni uniche per scoprire come partendo da Ca’ Foscari si possano avviare brillanti percorsi professionali.

Questo nuovo format di incontri è pensato come momento di scambio dinamico e prevede un dialogo aperto fra l’ospite e il pubblico che avrà quindi la possibilità di confrontarsi e interagire direttamente.

 
 

A TU x TU con...
Leandro Francesco Bovo, Area Manager Nordest Italia per Banca Generali

venerdì 6 ottobre 2017, ore 14.00
Aula Magna Guido Cazzavillan - Campus Economico San Giobbe

Per partecipare, iscriviti gratuitamente.


Alumni in carriera e Videomecum

Nella serie di incontri Alumni in Carriera cafoscarini di successo portano al pubblico le loro diverse esperienze di vita e professionali.
L’iniziativa, pensata da Alumni e studenti e dedicata agli stessi, Alumni, studenti e neolaureati, rappresenta un momento di incontro informale e formativo tra il mondo del lavoro e i giovani, i quali avranno modo di scoprire i percorsi che hanno permesso ai Cafoscarini di successo di arrivare dove sono.

Videomecum è una raccolta di video-clip, organizzati per settore professionale o area tematica, in cui gli Alumni rivelano quali sono i percorsi e le esperienze che li hanno avvicinati ad un certo contesto o professione. In particolare scopriremo gli studi, le esperienze pregresse, le competenze richieste e i canali di accesso a professioni e paesi.


Appuntamenti trascorsi

ico26-27/10/2017 - Cultural Innovation Days. Trasformazioni e nuove professioni nel mondo della cultura1.1 M

La guida alle professioni dell’Università Ca’ Foscari, realizzata dal Settore Placement, è stata concepita per studenti e laureati con l'intento di offrire una panoramica delle principali professioni alle quali si può accedere dopo aver completato un percorso di studio presso l'Ateneo, e di illustrare i legami tra formazione accademica e attività professionali.

Consulta la guida online

Nella guida vengono rappresentati in modo chiaro gli sbocchi occupazionali possibili sulla base delle competenze acquisite durante il percorso formativo universitario.

Le professioni descritte sono tutte riconducibili ai corsi di Laurea e Laurea Magistrale attivati presso l’Università Ca’ Foscari Venezia

Le oltre 200 professioni sono organizzate in schede che descrivono il profilo professionale e forniscono indicazioni sulle competenze necessarie e sul percorso di studio più adeguato per intraprendere una determinata attività.


ISFOL - gruppo "Professioni"

E' stato pubblicato il portale professionioccupazione.isfol.it, progettato e realizzato da Isfol (Gruppo "Professioni"), su incarico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l'obiettivo di creare un Sistema nazionale di osservazione permanente delle professioni e dei relativi fabbisogni.Il cuore pulsante del portale è costituito dall'analisi e dal linguaggio delle professioni. Conoscenze, skills, attitudini, compiti svolti, valori, stili e condizioni di lavoro e ancora tante altre informazioni.Per ogni professione, in particolare, è possibile consultare informazioni relative a:

  • rappresentazioni dei contenuti professionali
  • aspetti evolutivi e di fabbisogno dei contenuti professionali nel breve e nel medio termine
  • previsioni di occupazione a medio termine a livello nazionale e regionale
  • previsioni sugli andamenti dell'economia e dell'occupazione settoriale dei prossimi anni

Il portale è di concreto sostegno a giovani in cerca di lavoro per conoscere le potenzialità esistenti per la professione di interesse e per capire su quali nuove conoscenze e competenze puntare per inserirsi nel mercato del lavoro e per tutti gli altri soggetti interessati alle professioni e alle tematiche ad esse correlate.

Area economica

Rudy Battagliarin (Economia e Finanza)

Battagliarin Rudy

Età: 31 anni
Ruolo: Dirigente, area revisione, PricewaterhouseCoopers SpA  

In cosa si è laureato e dove?
Laurea Triennale in Economia e Finanza conseguita a Cà Foscari nel 2004. 

Qual è stato il suo percorso di carriera? 
Subito dopo la laurea ho iniziato uno stage in PwC al termine del quale sono stato assunto, acquisendo e maturando fino ad oggi le competenze necessarie per intraprendere il percorso interno di carriera che mi ha portato nel 2013 alla nomina di Dirigente. 

Quali sono le mansioni principali legate al suo ruolo? 
In PwC mi occupo di revisore dei conti, tuttavia le mansioni che ho svolto in questi anni sono cambiate molto in relazione ai diversi ruoli che ho ricoperto (da assistente, a senior, a manager fino all'attuale ruolo di senior manager) diventando di volta in volta sempre più sfidanti. Attualmente mi viene richiesto di gestire completamente il processo di revisione del bilancio del portafoglio clienti che mi è stato assegnato, ovvero di coordinare i team di lavoro e di pianificare in modo efficiente i vari progetti dei quali sono il responsabile. Mi rapporto quotidianamente con i diversi clienti e con i colleghi al fine di analizzare e rivedere le poste tecniche del bilancio del cliente acquisendo tutte le informazioni necessarie all'emissione della nostra relazione. Inoltre mi occupo di alcune attività specifiche di gestione dell'ufficio di Padova come ad esempio il processo di selezione delle nuove risorse per l’ambito della revisione (stage / assunzione).   

Come si svolge la sua giornata tipo? 
Principalmente si svolge presso il cliente e in qualità di senior manager ho più clienti e progetti da gestire contemporaneamente. Sulla base della pianificazione dei lavori, la mattina mi reco dal cliente con l'agenda dei "to do" che solitamente ho preparato nei giorni precedenti, condivido con il senior, il responsabile operativo del lavoro, i punti da trattare nella giornata. Poi si inizia a sviluppare i vari punti della lista e a condividere con il cliente le risultanze del nostro lavoro e ad organizzare le giornate successive sulla base delle diverse priorità. 

Quali sono le competenze che è importante avere per intraprendere questo tipo di carriera? 
E' molto importante avere una buona formazione generale in materie economiche e contabili. E’ fondamentale avere voglia di imparare, crescere e mantenersi costantemente aggiornati ed informati. 
Una buona dose di flessibilità è un elemento quasi indispensabile. 

Quali consigli darebbe a chi vuole svolgere una professione come la sua? 
Il nostro lavoro richiede di esser preparati e concreti. Consiglio di coltivare alcune caratteristiche fondamentali per diventare un bravo professionista, quali la voglia di imparare, di aggiornarsi e di mettersi in gioco ma soprattutto metterci sempre passione e motivazione.

Ilenia Gioppato (Amministrazione e Controllo)

Gioppato Ilenia

Età: 35
Ruolo: Addetta Servizio Pianificazione Strategica Banca Ifis

In cosa si è laureato e dove?
Mi sono laureata a Ca’ Foscari a luglio 2007, Laurea specialistica in Amministrazione e Controllo, indirizzo imprese industriali e dei servizi, voto 110/110 con lode.

Qual è stato il suo percorso di carriera?
Da maggio 2006 a maggio 2012 ho svolto il ruolo di Revisore Legale presso la filiale PwC Spa di Treviso. Da giugno 2012 mi occupo di Pianificazione Strategica presso Banca IFIS Spa.

Quali sono le mansioni principali legate al suo ruolo?
Le mie mansioni prevalenti sono finalizzate alla gestione del processo di pianificazione strategica del Gruppo Banca IFIS nel suo complesso, con lo scopo di assicurare il coordinamento tecnico complessivo e predisporre i relativi documenti di previsione e di verifica, in linea con gli obiettivi definiti dall’Alta Direzione.

Come si svolge la sua giornata tipo?
Nel quotidiano le mie mansioni si concretizzano nello sviluppo del Business Plan (cadenza annuale) e sua periodica analisi per la valutazione degli andamenti e degli scostamenti di periodo, anche nell’ottica di proporre e apportare eventuali aggiornamenti al Budget. Predisposizione tempestiva di documentazione a supporto delle decisioni on-going da parte dell’Alta Direzione. Svolgo, inoltre, attività finalizzate allo sviluppo e supporto della Rete Commerciale Italia.

Quali sono le competenze che è importante avere per intraprendere questo tipo di carriera?
Oltre alla preparazione tecnica, è necessario essere lungimiranti, avere un approccio proattivo, riuscendo ad essere trasversali nelle diverse aree operative ed avere una forte propensione all’analisi critica. 

Quali consigli darebbe a chi vuole svolgere una professione come la sua?
Di essere curioso ed intraprendente, pronto ad accettare nuove sfide, di sviluppare un proprio punto di vista, sapendolo interpretare nei diversi contesti. 

Rudy Girardo (Marketing e Gestione d’Impresa)

Rudy Girardo

Età: 32 anni
Ruolo: Assuntore ramo cauzioni nell'unità rischi finanziari – Generali Italia

In cosa si è laureato e dove?
Nel 2004 ho conseguito la laurea triennale in Marketing e Gestione d’Impresa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e nel 2008 ho conseguito la laurea specialistica in Direzione Aziendale presso l’Università di Bologna.

Qual è stato il suo percorso di carriera?
Dopo la laurea triennale ho preso una pausa di 2 anni dagli studi durante la quale, oltre ad un periodo di stage all’estero, ho lavorato per un anno presso una società del gruppo Generali operante nel Ramo Vita. Dopo alcuni mesi dalla laurea specialistica sono stato assunto ed inserito all’interno di Generali Italia con il ruolo che occupo attualmente.

Quali sono le mansioni principali legate al suo ruolo?
Il rilascio di polizze fideiussorie ai clienti della Compagnia implica una preventiva valutazione dell’affidabilità del cliente da un punto di vista economico-patrimoniale ed un’approfondita analisi del rischio che ci viene richiesto di garantire; pertanto le attività principali sono la raccolta e la valutazione della documentazione a supporto della richiesta, nonché la costruzione di un’offerta su misura nel caso si decida di rilasciare la fideiussione (oggetto di trattativa con i vari attori coinvolti: cliente, beneficiario della garanzia, agente o altro intermediario).

Come si svolge la sua giornata tipo?
Per prima cosa si cerca di dare riscontro alle mail relative a trattative già in corso, poi si passa ad affrontare le nuove richieste che ci pervengono con una frequenza quotidiana. 30-40% del tempo a disposizione è impiegato nell’analisi documentale, 10-20% al telefono, 20-30% alla costruzione delle offerte (con particolare riferimento alla redazione dei testi di polizza), 20% al confronto con i responsabili per l’avvallo delle azioni da intraprendere.

Quali sono le competenze che è importante avere per intraprendere questo tipo di carriera?
Sicuramente occorre avere una buona preparazione in materia di bilanci e delle buone basi di diritto commerciale, diritto privato e contrattualistica. Per chi dovesse occuparsi anche di contrattualistica internazionale, come nel mio caso, è fondamentale la conoscenza della lingua inglese.

Quali consigli darebbe a chi vuole svolgere una professione come la sua?
Al di là di ripassare le materie di cui sopra prima di un eventuale colloquio, direi che occorre dimostrare uno spirito di approfondimento molto marcato. In questo tipo di professione ciò che fa la differenza è la capacità di cogliere il dettaglio, l’informazione aggiuntiva.

Area linguistica

Davide Montorio (Lingue e istituzioni economiche e giuridiche dell’Asia Orientale)

Età: 27 anni
Formazione: Laurea triennale in Lingue e istituzioni economiche e giuridiche dell’Asia Orientale
Ruolo: Junior Development Manager in Italsempione SpA

Come è avvenuto il primo contatto con Italsempione?
Dopo la laurea ho svolto uno stage presso una società di spedizioni internazionali e successivamente, sempre attraverso uno stage, ho avuto la possibilità di trasferirmi a Tangshan, nella provincia cinese dello Hebei, dove ho lavorato come assistente al plan manager e interprete per un’azienda italiana.
Nel marzo del 2007, rientrato in Italia, ho risposto all’annuncio di Italsempione che ho ricevuto tramite il Servizio Placement dell’Università. Dopo un paio di colloqui, ho accettato la proposta di stage retribuito da parte di Italsempione e mi sono quindi trasferito a Vittuone, alla periferia di Milano, per un anno di formazione on the job nella sede dell’azienda.

Cosa ha influito sulla scelta di questa opportunità lavorativa?
Ho accettato la proposta di Italsempione perché mi è subito sembrata molto interessante: una grande azienda mi offriva la possibilità di intraprendere una carriera internazionale in Cina investendo su di me in termini di formazione, senza richiedere una consolidata professionalità nel settore, assicurandomi inoltre un trattamento economico adeguato e la disponibilità gratuita di un alloggio nelle vicinanze dell’azienda.
Durante la formazione, Italsempione mi ha riservato l’opportunità di essere seguito da una società di consulenza in un percorso di valutazione, consapevolezza e sviluppo delle mie capacità manageriali ed organizzative. 
Terminato il periodo di formazione, ad Aprile del 2008 mi sono trasferito a Shanghai dove ho raggiunto un collega che risiede qui da oltre 5 anni, per occuparmi insieme a lui di sviluppare le relazioni commerciali di import/export, offrire assistenza alla nostra clientela, curare i rapporti con le compagnie aeree e marittime e mantenere i contatti con le nostre sedi in Italia. 

Di cosa ti occupi?
Durante questo anno, ho lavorato nei diversi reparti della Divisione Overseas che si occupa delle spedizioni via mare e aerea in tutto il mondo: seguito dai colleghi più esperti ho imparato a gestire le attività necessarie per l’import e l’export delle merci e per fornire assistenza commerciale ed operativa alla clientela. 
Il progetto di espansione internazionale di Italsempione prevede, nei prossimi mesi, l’apertura di nuovi uffici di corrispondenza sul territorio cinese: ho perciò accettato di spostarmi a Pechino per seguire da vicino questo progetto.
Attualmente lavoro presso uno spedizioniere internazionale corrispondente di Italsempione e mi sono perfettamente ambientato in questo nuovo contesto lavorativo senza particolari difficoltà, grazie ai contatti quotidiani con i colleghi in Italia e soprattutto grazie al fatto di avere alle spalle un’azienda solida e strutturata presente in Cina da diversi anni, apprezzata e stimata nel settore. 
Sono l’unico occidentale presente all’interno della struttura di Pechino e, a volte, il diverso approccio al lavoro dei colleghi cinesi rappresenta uno stimolante ostacolo da superare; fortunatamente, la conoscenza della lingua cinese mi aiuta notevolmente a capire il modo di pensare dei miei colleghi e soprattutto riesco a comunicare loro il mio punto di vista.
Il mio lavoro consiste nell’organizzare il trasporto delle merci ma anche nel risolvere i problemi che possono sorgere tra le varie parti chiamate in causa nel commercio internazionale (venditore, compratore, ufficio doganale, compagnia marittima o aerea): di sicuro la presenza di personale italiano in Cina rappresenta un ponte di collegamento e una mediazione tra le due diverse culture.

Quali sono le competenze indispensabili per svolgere la tua professione?
E’ necessaria una buona resistenza allo stress e una predisposizione al problem solving; inoltre una solida base di conoscenze tecniche che si acquisiscono “sul campo” durante gli anni. 
E’ un lavoro che permette di entrare in contatto con realtà diverse e che offre la possibilità di apprendere nozioni che in futuro potranno essere utili anche in altri ambienti lavorativi, soprattutto per chi decide di intraprendere una carriera all’estero e si deve confrontare con figure professionali altamente competenti.

Alessandra Padovan (Traduzione tecnico-scientifica)

Età: 28 anni
Formazione: Laurea triennale in Traduzione e Interpretariato; Laurea specialistica in Traduzione tecnico-scientifica
Ruolo: R&D Manager in Morellato & Sector Cina

Come sei entrata in Morellato? 
Il mio primo contatto con Morellato ha avuto luogo grazie a Ca’ Foscari nel 2006. L’azienda era allora alla ricerca di un giovane laureato in lingue orientali che fosse disposto al trasferimento in Cina, dove si apprestava ad aprire una nuova sede che facesse da tramite tra l’ufficio di Hong Kong, già operativo da dieci anni, l’Italia e il centro di controllo qualità di Dongguan. 
Dopo due colloqui e un training alla sede centrale di Fratte, sono così partita alla volta di Shenzhen ed è iniziata la mia avventura nel mondo della pelletteria e del gioiello, ma anche e soprattutto un importante viaggio nel dinamico universo economico del Guangdong, una tra le zone industriali più attive della PRC. 

Chi è l’R&D manager e di che cosa si occupa? 
R&D è l’acronimo inglese di Research and Development. Ricerca e sviluppo sono dunque le parole chiave intorno a cui ruota il lavoro dell’R&D manager, una figura che si estende su di un’area piuttosto vasta i cui confini sono di volta in volta definiti dagli obiettivi dell’azienda, dalle capacità e dall’iniziativa del singolo, nonché dalla risposta del mercato. 
Il compito principale di chi si occupa di ricerca è reperire contatti, ovvero fornitori di materia prima o prodotto finito, ma in altri casi anche di servizi, a seconda delle necessità delineate dalla logistica al momento della stesura del piano ordini, nonché dal comitato prodotto che si riunisce al lancio di ciascuna collezione. 
Si può dunque ricercare un gioiello, una pelle con una particolare fornitura, oppure una tipologia di finitura da applicare al metallo. Gli esempi sarebbero innumerevoli, così come molteplici possono essere gli obiettivi: il reperimento di un materiale tipicamente europeo in un mercato maggiormente competitivo come quello asiatico, il miglioramento della qualità dei manufatti, il contenimento dei costi, la sostituzione di una risorsa produttiva che non risulta più proficua, l’estensione del parco fornitori ai fini della riduzione dei rischi che si corrono nell’affidare la produzione ad un numero ridotto di fabbriche. Numerose sono anche le fonti cui attingere e vanno da internet, alle fiere sia locali che internazionali, alle visite presso le fabbriche stesse, indispensabili per comprendere l’organizzazione e l’affidabilità di un’azienda. 
Alla fase della ricerca fa seguito quella dello sviluppo, che ha inizio nel momento in cui, dopo un primo sopralluogo, si seleziona tra la varie alternative quella più consona al progetto e si inizia il rapporto di collaborazione con la fabbrica. E’ questo il momento in cui vengono creati i primi campioni, seguiti da quelli definitivi, da un primo lotto di prova e, infine, dalla vera e propria produzione. 

Quali sono le competenze indispensabili per svolgere la tua professione? 
Affidabilità, concretezza, propensione a risolvere problemi e proporre soluzioni alternative, duttilità, intuito e creatività, completati da uno spiccato senso di responsabilità. La missione dell’R&D manager non termina con l’approvazione del primo impianto: la sua responsabilità di fronte all’assetto logistico continua fino al consolidamento della relazione con la nuova azienda da lui proposta.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua professione? 
Essendo solo all’inizio del mio iter lavorativo, più che dare consigli vorrei condividere una riflessione. Nello specifico, quando si opera nella ricerca o più in generale in aree a stretto contatto con la creatività, le quali, per natura, sono più vicine alla sfera dell’astratto che a quella molto concreta della produzione, è facile incorrere nel rischio di allontanarsi dal percorso principale e mancare l’obiettivo finale. E’ dunque fondamentale per l’R&D manager saper pianificare il proprio lavoro, fissare delle scadenze, avere sempre chiaro in mente il punto di arrivo del proprio percorso ed essere consapevole della direzione in cui si sta procedendo e delle conseguenze che ciascuna decisione possa comportare in termini di qualità produttiva, date di emissione ordini e consegna del prodotto finito. Più in generale, ritengo che essere umili, lavorare sodo, mettersi continuamente in discussione ed acquisire consapevolezza dei propri limiti, per superarli, siano dei requisiti indispensabili in questa come in qualsiasi professione. 

Area scientifica

Valentina Beghetto (Chimica e Tecnologie sostenibili)

Beghetto

Mi chiamo Valentina Beghetto e sono nata a Viareggio nel 1969. Per motivi familiari, sino ai tredici anni d’età, ho viaggiato molto in Italia ma soprattutto all’estero permettendomi di conoscere stili di vita diversa e soprattutto di acquisire un’ottima conoscenza della lingua inglese. Imparare le lingue mi è sempre piaciuto soprattutto perché sono uno strumento fondamentale per comunicare e conoscere in modo approfondito culture diverse. Perciò decisi che da grande avrei fatto il traduttore simultaneo e frequentato la scuola per interpreti di Trieste. Sfortunatamente, o forse no, non ho mai passato l’esame d’ammissione. Così, in alternativa, mi sono iscritta a chimica industriale, un salto in un’altra direzione.

 Le materie scientifiche mi sono sempre piaciute e avendo in famiglia un piccolo esercito di ingegneri ho pensato che un chimico avrebbe portato un po’ di novità! L’idea nacque in questo caso dal mio amore per la natura e ho pensato che per tutelare l’ambiente fosse importante conoscere la chimica perché solo un chimico avrebbe potuto cercare di rimediare ai danni dell’inquinamento.

Mi sono quindi laureata in Chimica Industriale nel 1994. All’epoca infatti era ancora forte l’interazione tra il polo chimico di Marghera e l’Università di Venezia. Il corso di Laurea in chimica industriale era nato proprio per creare le competenze e i chimici che un domani sarebbero andati a lavorare anche presso il polo di Marghera.

Quando mi sono laureata la situazione della chimica Italiana cominciava ad essere un po’ incerta e la maggior parte delle industrie chimiche erano ormai a Milano. Comunque il 1994 era un momento difficile per trovare occupazione come chimico e le possibilità di fare ciò per cui eravamo stati formati piuttosto limitate. Questo mi ha convinto a rimanere all’Università e proseguire i miei studi con un Dottorato in Chimica.

L’esperienza del dottorato è stata piuttosto impegnativa ma mi ha dato la possibilità di capire che non solo studiare ma anche insegnare agli altri mi piaceva moltissimo e che probabilmente la carriera accademica era la scelta migliore per me. La fortuna mi ha aiutata e pochi mesi dopo la fine del dottorato ho vinto un concorso per Ricercatore a tempo indeterminato presso L’Università Ca’ Foscari dove ancora lavoro.

Negli anni ho lavorato a molte diverse ricerche nel settore della chimica organica industriale e più in particolare della chimica fine, ma solo negli ultimi tempi sono finalmente riuscita a indirizzare la mia ricerca verso ciò che mi ero proposta sin dai primi anni dei miei studi: studiare i processi industriali e migliorarli per salvaguardare l’ambiente.

Tutto è nato un po’ per caso. Qualche anno fa mi è stato chiesto di diversificare la mia offerta didattica e così non sapendo cosa insegnare ho studiato la cartina geografica del Veneto per vedere quali fossero i comparti industriali più significativi presenti sul territorio per proporre un corso che avesse un legame con il tessuto industriale locale. E’ così che è nato il corso di Chimica conciaria. Dopo poco tempo mi sono trovata a collaborare scientificamente a un entusiasmante progetto di mia invenzione con una delle più grandi multinazionali del settore e da lì sono sfociate molte altre collaborazioni con industrie anche di differenti settori manifatturieri. La ricerca ha avuto risultati molto promettenti e in meno di tre anni ho depositato tre brevetti.

A settembre 2014 la mia idea è diventata uno spin off “Crossing”, iscritto al registro delle Start up innovative. Crossing nonostante la sua giovane età ha già avuto svariati riconoscimenti: vincitore alla Start Cup Veneto (Ottobre 2014), selezionato tra le migliori Start up dell’anno alla Start Cup Nazionale (Dicembre 2014), classificato tra i migliori business plan dalla Global Social Venture Competition  (Febbraio 2015), selezionato da Italiacamp per partecipare ad Expo Milano (Marzo 2015), vincitore come miglior idea Green al primo congresso italiano di chimica verde (planet green chemistry, Aprile 2015).

L’idea d’impresa all’origine della Start Up Crossing prende vita dallo studio e dalle conoscenze sviluppate dal mio gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, relativamente ad una specifica classe di molecole impiegate come agenti attivanti di “cross-linking” (ACL) da cui il nome dello Spin Off. Ad oggi è presente sul mercato un unico ACL in quantità limitate e a costi insostenibili per le applicazioni industriali. L’idea centrale che anima Crossing nasce dall’intuizione di poter applicare gli ACL per la produzione manifatturiera su larga scala, possibilità attuabile esclusivamente grazie all’innovativa tecnologia sviluppata da Crossing che abbatte radicalmente i costi di produzione e moltiplica il numero di ACLX che in futuro saranno disponibili sul mercato.

Un aspetto particolarmente importante è che questi attivatori agiscono senza lasciare traccia; probabilmente questo aspetto può non sembrare a prima vista rilevante, tuttavia in molti settori questo approccio è di grande importanza e totalmente rivoluzionario. Gli ACL permettono di “accoppiare” tra loro matrici o composti diversi producendo materiali innovativi ad alta sostenibilità. I materiali di partenza sono nella maggior parte dei casi matrici naturali (collagene, cellulosa, carta, polisaccaridi, ecc.) in alcuni casi ottenuti dagli scarti dell’industria manifatturiera.

Attualmente Crossing dispone della tecnologia per l’impiego degli ACL nel settore della concia e sta verificando le possibili applicazioni del proprio protocollo su una vasta gamma di matrici di partenza quali cellulosa, tessuti sintetici, filati, polimeri, ecc. per la produzione di materiali antibatterici, imballaggi auto conservanti, antivegetativi di nuova generazione, coloranti ad alto fissaggio, additivi biodegradabili per polimeri, ecc.I protocolli vengono selezionati con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale del processo di produzione impiegato.

Crossing è nata al fine di offrire la possibilità di trasferire competenze sviluppate in ambito universitario nel mondo dell’impresa, garantendo l’opportunità a studenti e ricercatori universitari di scegliere una via alternativa e stimolante alla carriera accademica continuando a sviluppare gli interessi di ricerca. Attualmente Crossing collabora in modo stabile con svariate aziende oltre che con gruppi di ricerca di altri Atenei sia Nazionali che Stranieri.

(Intervista pubblicata da Ca’ Foscari Alumni)

Angela Bernardi (Scienze chimiche per la conservazione e il restauro)

Età: 24 anni
Formazione: Laurea triennale in Scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro; Attualmente iscritta a Laurea Magistrale in Scienze chimiche per la conservazione e il restauro
Ruolo: Collaboratore Restauratore in Ar.Co. Snc di Padova 

Come sei entrata in Ar. Co. Snc? 
Il mio primo contatto con Ar. Co. ha avuto luogo per mezzo di Ca’ Foscari; sono stata assunta in ditta dopo avervi intrapreso lo stage previsto dal corso di studi.

Chi è il collaboratore restauratore e di che cosa si occupa? 
La ditta in cui lavoro si occupa del restauro di materiale archeologico, in alcuni casi anche di materiale lapideo; occasionalmente vengono eseguiti interventi in situ oltre che allestimenti museali. 
I materiali su cui lavoro sono manufatti fittili, in vetro, osso, ambra e metallo (ferro e/o bronzo). Per quanto concerne le ceramiche l'attività da svolgersi prevede una prima fase di pulitura (meccanica a bisturi e per via umida), consolidamento ove necessario, ricerca degli attacchi per la ricomposizione delle forme ed incollaggio (con un collante in alcool, chimicamente un polivinilbutirrale). 
Nei casi in cui sia necessario, per ridare stabilità ai manufatti vengono reintegrate le parti mancanti con integrazioni realizzate con gesso e terre colorate. Molto spesso, poi, sono necessarie operazioni di microscavo archeologico che anticipano tutte le operazioni sopradescritte e prevedono la stesura grafica di pianta ed alzato dei vasi ceramici che sono oggetto di scavo.
Nel caso degli oggetti in vetro, invece, la pulitura può avvenire per immersione in acqua con aggiunta di tensioattivo oppure con una soluzione di acqua ed alcool applicata a tampone, per via meccanica con spilli di diversi diametro e dimensione. Seguono l'eventuale ricerca di attacchi e l'incollaggio con collante cianoacrilico.
Quelli che ho riportato sono due esempi di materiali molto diversi che sono di frequente, nel mio campo, oggetto di intervento. E' evidente che al di là della tipologia di materiale il parametro da considerare per orientare nel modo più corretto l'intervento di restauro è lo stato di conservazione dei manufatti stessi. 

Quali sono le competenze indispensabili per svolgere la tua professione? 
Per svolgere questa professione è indispensabile una grande manualità ma sono altresì necessarie conoscenze nel campo della storia dell'arte e delle scienze chimiche, fondamentali per avere consapevolezza delle operazioni che vengono svolte sul campo.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua professione? 
L'unico consiglio che mi sento di dare a chi volesse intraprendere questa professione è quello di credere e fare appello alla propria passione e al grande amore per l'arte che sono in qualche misura necessari per svolgere questo mestiere.

Ambra Ceccato (Informatica)

Età: 30 anni
Formazione: Laurea Vecchio Ordinamento in Informatica               
Ruolo: Software Development Support Specialist – Research in Motion (BlackBerry) Londra

Come sei entrato in Research In Motion?
Sono approdata in RIM dopo 5 anni di impiego presso una ditta di servizi informatici di Scorzè (VE), dove ho lavorato come sviluppatrice su piattaforma IBM Lotus Notes and Domino. Mio marito – altro laureato in Informatica a Ca’ Foscari - e’ stato assunto in RIM nel giugno 2007 e di conseguenza ci siamo trasferiti in Inghilterra. Quando anch’io ho iniziato a cercare lavoro, il suo responsabile mi ha candidata per una posizione in un altro team - Software Development Support, quello in cui sono tutt’ora.
Un’alternativa più consueta e valida per cercare lavoro in Inghilterra e’ il Web; la rete offre numerosi siti dove è possibile consultare centinaia di offerte aggiornate quotidianamente (Monster, LondonJobs, TotalJobs).
Inoltre, negli stessi siti e’ possibile pubblicare il proprio curriculum. Le agenzie di collocamento (recruiter) fanno riferimento a queste banche dati on line per trovare i candidati richiesti dalle aziende che commissionano la ricerca del personale. 
Per quello che ho potuto constatare, le offerte che si ricevono attraverso questi canali sono solitamente pertinenti alla propria esperienza professionale; il primo contatto avviene via mail o via telefono con il recruiter, che presenta sommariamente il lavoro e si informa sulla effettiva disponibilità del candidato, aspettative professionali e remunerative etc. A questo seguono uno/due colloqui (interview) coi responsabili dell’azienda, come da prassi anche italiana.

Chi è il Software Development Support (SDS) Specialist e di cosa si occupa?
SDS è il team che in RIM funge da interfaccia tra il Supporto Tecnico - che offre assistenza diretta ai clienti (intese come aziende e carrier: Vodafone, Telecom, Orange…) - e gli sviluppatori dei prodotti BlackBerry. 
Offriamo assistenza ai vari team di cui è composto il Supporto Tecnico per individuare le cause dei problemi che i clienti ci segnalano.  Lavoriamo sui casi che richiedono analisi e revisione del codice; valutiamo la fattibilità implementativa di nuove funzionalità. 
Al tempo stesso, ci occupiamo di progetti legati allo sviluppo di nuove soluzioni BlackBerry e di produrre documentazione interna legata alla realizzazione e alle scelte implementative delle nostre soluzioni. 

Quali sono le competenze indispensabili per svolgere la tua professione?
Ricordo che quando ho letto i requisiti richiesti per la posizione che mi stavano offrendo, ho pensato cercassero un informatico perfetto e poliedrico! Idealmente, una persona candidata a ricoprire il mio stesso ruolo dovrebbe: sapere risolvere casi di importanza critica in tempi celeri, avere ottime capacità di troubleshooting e problem solving, spiccata attitudine alla comunicazione, abilità di lavorare in un contesto estremamente dinamico e in continua evoluzione.
Realisticamente posso dire che la formazione di base necessaria per fare questo lavoro è legata ad una delle tre piattaforme di posta elettronica su cui la soluzione BlackBerry si poggia (Microsoft Exchange, IBM Lotus Domino, Novell GroupWise). In aggiunta a questo, non è solo il proprio bagaglio di conoscenze a fare la differenza, ma piuttosto la capacità di apprendere e di gestire situazioni nuove. 
Il mondo dell’informatica è di per sé in costante cambiamento, e quanto mai questo ruolo richiede di essere versatili e pronti a destreggiarsi tra strumenti e nozioni diversificati; ne è’ prova il fatto che il colloquio per entrare nel mio team spesso verte sia su conoscenze tecniche che su domande di logica matematica.
Con questi presupposti, la capacità di analisi metodica e precisa, ma anche la “fantasia” per ipotizzare da dove un problema derivi sono doti certamente innate, ma in buona misura abilità che si possono acquisire con l’esperienza.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua professione?
Il consiglio di massima che credo di poter suggerire è di sfruttare al meglio gli anni universitari per acquisire conoscenze, capacità e metodo di lavoro; mi pare che in questo senso i corsi di laurea in Informatica offrano molti spunti e di interesse.
Nello specifico, negli ultimi mesi la situazione economica dell’Inghilterra ha risentito della crisi mondiale forse in modo ancora più drammatico che in Italia, per cui potrebbe non offrire molte possibilità di impiego in questo momento.
Ma, a vantaggio di un lavoratore straniero, va detto che l’Inghilterra è abituata a contesti professionali eticamente molto vari e non sempre la preparazione universitaria inglese può competere con quella italiana.
Una buona conoscenza della lingua è titolo utile, ma non indispensabile per un lavoro come quello dell’informatico.
Ultima nota, nel momento in cui doveste scegliere un lavoro è bene sappiate che i salari offerti in centro a Londra e in primis nella City sono nettamente più elevati che nel resto della Paese, ma allo stesso tempo i costi di case, bar, ristoranti, trasporti e servizi in genere sono esponenzialmente più alti. Quindi, a conti fatti, un lavoro pagato un po’ meno può risultare più remunerativo.

Area umanistica

Patrizia Pierazzo (Conservazione beni culturali)

Complici i media che in Italia - ogni giorno - bombardano con notizie dal Regno Unito, Londra è diventata la meta preferita degli emigranti italiani. Ce ne sono tantissimi: arrivano, molti restano in media un paio d’anni, si divertono, lavorano duro e imparano molto, fanno esperienze di vita e poi tornano in Italia.

La mia storia è diversa: io a Londra ci sono arrivata a 28 anni, stremata da una ricerca di lavoro faticosa e inutile, perche fare l’archeologo in Italia è un’impresa impossibile. Nessun valore a laurea, esperienza di lavoro sul campo, tesi di ricerca impegnativa. L’unica cosa che mi permetteva lavorare e mantenermi era la conoscenza delle lingue e la mia naturale propensione a lavorare con il pubblico. Tanti anni di studio buttati via (temevo…).

Cosi sono partita, in tasca un posto da volontario Assistente Curatore presso il Museum of London, ottenuto dopo mesi di contatti e un colloquio, e pochi risparmi sufficienti per vivere a Londra per 3 mesi. Il trasferimento è stato molto duro, passare da Venezia a Londra un salto sicuramente enorme tuttavia correre rischi spesso è la scelta migliore che si possa fare. Un cambiamento che ha migliorato la mia vita e ha favorito enormemente la mia crescita umana e culturale. Qui ho imparato una professione e ho imparato ad usare le mie competenze, anche se tra mille difficoltà: la lingua prima di tutto e poi la mia scarsa conoscenza di storia e archeologia inglese ai tempi del trasferimento, è stato un po' come prendere una seconda laurea e ricominciare da zero.

Il settore dei beni culturali qui funziona, è tutto molto organizzato, tutelato dalla legge e non esistono i cantieri bloccati per anni che, comprensibilmente, spaventano i costruttori in Italia. C’è un budget, un tempo limite e si lavora finche i mezzi meccanici demoliscono o costruiscono l’edificio in questione. Non è facile… tuttavia il sistema funziona e il settore si autofinanzia e sopravvive bene.

Infatti dopo quasi 9 anni sono ancora qui, la mia vita e la mia carriera sono naturalmente cambiate ma faccio ancora un lavoro che mi appassiona ogni giorno e che purtroppo l’Italia, nella sua complessità, mi ha negato e immagino continuerà a negarmi anche in futuro. Dall’archeologia di cantiere alla consulenza, la mia carriera negli ultimi tempi si è evoluta, sempre all'interno dello stesso settore. Dopo più di otto anni nella più grossa compagnia archeologica del paese sono stata assunta da un'azienda che si occupa di ingegneria integrata alla conservazione dei beni culturali. Non l’ho nemmeno cercato questo lavoro, sono stata ‘head-hunted’ in un momento in cui non pensavo neppure di cercare lavoro nuovo considerato che ero già incinta della mia seconda figlia. Nel mio lavoro ho il lusso di avere un contratto a tempo indeterminato con contributi vari (come la pensione). Inoltre, ho la possibilità di migliorare attraverso corsi, pagati e incoraggiati dal mio datore di lavoro. Fantascienza per l’Italia. Un peccato, considerando che la nostra formazione universitaria è (o almeno lo era) il fiore all’occhiello d’Europa.

Fa parte del mio ruolo fornire consulenze a costruttori, architetti e ingegneri che vogliano costruire in un cantiere che contenga dei beni culturali o alterare/estendere il patrimonio storico attraverso nuove costruzioni. La filosofia dell’azienda è molto interessante, c’è commistione tra le specializzazioni e spesso mi trovo a dover imparare elementi di ingegneria - che non mi sarei mai aspettata - ma che mi permettono di poter avere una visione più completa del progetto e quindi di giudicare meglio gli interventi.
Certo non smetterò mai di sognare di poter avere un lavoro che mi soddisfa e la mia famiglia in Italia (come donna so che è ancora un sogno difficile) poiché è un paese che amo ancora molto, soprattutto per il suo patrimonio storico e architettonico e per la migliore qualità della vita. Magari in futuro.

(Pubblicato da Ca’ Foscari Alumni l'11 dicembre 2014)

Sebastiano Pedrocco (Lettere)

Età: 31 anni
Formazione: Laurea Vecchio Ordinamento in Lettere
Ruolo: Organizzatore Eventi presso Cancelleria Servizi Culturali in Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia

Come sei entrato in Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti?
La mia esperienza in Istituto Veneto ha avuto inizio tramite invio del curriculum vitae, colloquio conoscitivo e periodo di prova.

Chi è l’organizzatore eventi e di cosa si occupa?
Difficile sintetizzare in poche righe. 
Principalmente mi occupo dell’organizzazione e della promozione di eventi culturali (convegni, seminari, presentazione di nuove pubblicazioni); inoltre, seguo, assieme ai colleghi, le ordinarie attività accademiche promosse dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti come ad esempio le riunioni dei soci  e tutte le attività di segreteria, curando anche i rapporti con l’esterno.

Quali sono le competenze indispensabili per svolgere la professione?
Oltre alle conoscenze comuni a tutte le professioni impiegatizie (conoscenze informatiche, linguistiche), direi che risulta molto utile anche la propensione al lavoro di gruppo e alla collaborazione. 
Fondamentale è la capacità di pianificazione e organizzazione del lavoro a breve e a lungo termine, tenendo presente che la preparazione di un convegno inizia mesi prima. 
E’ infine indispensabile l’aggiornamento continuo in merito alle nuove tecnologie applicate al mondo dei beni culturali.
si tratta di un'attività che richiede una buona capacità di problem-solving e spirito d'iniziativa, oltre che una spiccata propensione al multi-tasking.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua professione?
Consiglierei di approfondire le conoscenze relative alle competenze a cui ho accennato qui sopra; è inoltre importante tenersi sempre aggiornati sulle novità del settore e sulla concorrenza e spirito di intraprendenza.