Iscrizione, sospensione, rinuncia, certificati

Il dottorando è sottoposto a verifiche almeno semestrali del profitto e dei risultati della sua ricerca.

In base all'esito di tali verifiche, il Collegio dei docenti del Dottorato stabilisce l'ammissione del dottorando all'anno successivo di corso.

Il dottorando, per iscriversi agli anni successivi, è tenuto al pagamento delle tasse e dei contributi di iscrizione secondo le scadenze previste dall'Ateneo, anche se il Collegio dei docenti non ha ancora deliberato in merito alla sua ammissione.

In caso di mancata ammissione all'anno successivo, gli eventuali importi delle tasse pagati per l'anno di riferimento verranno rimborsati.

È ammessa, su domanda, e per non più di 2 volte nella propria carriera, la sospensione dal corso di dottorato, per la durata di 1 o 2 semestri consecutivi, per i seguenti motivi:

    1. maternità, paternità, adozione o affidamento (la richiesta può essere inoltrata dall'interessata/o sino al compimento del 1° anno di vita del bambino);
    2. grave e documentata malattia;
    3. frequenza del Tirocinio Formativo Attivo (TFA) e dei Percorsi Abilitanti Speciali (PAS);

    Al di fuori dei periodi di sospensione la gestante ha diritto di svolgere, su indicazione del Collegio dei docenti, attività formative alternative a quelle ordinarie, quando queste possano mettere in pericolo la propria salute e quella del nascituro.

    Durante il periodo di sospensione per i motivi di cui ai punti a. e b. il dottorando può mantenere, a domanda, il godimento della borsa di studio, che comunque è erogata per la durata massima prevista dal bando.

    Fatte salve tutte le cause e le situazioni di forza maggiore, la domanda di sospensione, da prodursi in marca da bollo da 16,00 euro, dovrà essere presentata personalmente, previo appuntamento, o spedita tramite posta al Settore Carriere Post Lauream nel rispetto delle seguenti tempistiche:

    • se la sospensione viene richiesta per il primo semestre (11/09/2017 – 09/03/2018) o a partire da quest’ultimo: entro il 30/09/2017;
    • se la sospensione viene richiesta per il secondo semestre (10/03/2018 – 09/09/2018) o a partire da quest’ultimo: entro il 31/03/2018.

    La sospensione non può essere richiesta in maniera retroattiva.

    Durante il periodo di sospensione non è consentito effettuare alcun atto di carriera (sostenimento di esami, periodi di ricerca all'estero, etc.).

    Per riprendere gli studi dopo il periodo di sospensione, il dottorando dovrà presentare apposita richiesta al Settore Carriere Post Lauream e procedere con il pagamento del contributo previsto di 100,00 Euro tramite procedura online oppure tramite bonifico bancario oltre ai contributi e alle tasse di iscrizione previsti.

    Le tasse e i contributi da pagare saranno fatturati e visibili nell'Area personale dello studente entro una settimana dal ricevimento della domanda.

    E' possibile presentare domanda di rinuncia al dottorato di ricerca in qualsiasi periodo dell'anno. La rinuncia è irrevocabile, comporta l'annullamento della carriera ma non esclude la possibilità di una nuova immatricolazione anche al medesimo corso, in caso di superamento delle relative selezioni.

    La domanda di rinuncia al dottorato, da prodursi in marca da bollo da 16,00 euro, dovrà essere presentata personalmente, previo appuntamento, o spedita tramite posta al Settore Carriere Post Lauream.

    Il Dottorando deve essere in regola con il versamento delle tasse e dei contributi, comprese eventuali more, dell’ultimo anno accademico di iscrizione. Non è dovuto il pagamento della seconda rata qualora presenti la domanda entro il 28 febbraio dell'anno di riferimento. In particolare:

    • Il Dottorando borsista che rinunci durante il corso dell'anno non dovrà restituire le rate della borsa già ricevute ad esclusione di quelle eventualmente percepite dopo la data della rinuncia agli studi;
    • il Dottorando risultato idoneo, o vincitore, della borsa di studio regionale che rinunci decade dai benefici connessi ed è tenuto a versare le eventuali tasse in sospeso. Per questo dovrà contattare l'Ufficio Diritto allo studio per il calcolo delle tasse da versare e la restituzione degli importi corrisposti per la borsa di studio regionale (se risultato vincitore).

    Le certificazioni rilasciate dalle amministrazioni pubbliche riguardanti stati, qualità personali e fatti sono valide solo nei rapporti tra privati; nei rapporti con le amministrazioni pubbliche i certificati sono sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive (autocertificazione) rese dall'interessato (art. 15 legge 183 del 12/11/2011).

    Possono essere richiesti:

    • certificati di iscrizione;
    • certificati di conseguimento titolo.

    Le certificazioni si possono ottenere:

    • rivolgendosi personalmente, previo appuntamento, al Settore Carriere Post Lauream, muniti di una marca da bollo da 16,00 Euro per ciascun certificato da richiedere;
    • per posta, indicando, in questo caso, il tipo di certificato e l'indirizzo a cui inviarlo. Alla richiesta andrà allegata copia di un valido documento di identità ed una marca da bollo da 16,00 Euro per ciascun certificato richiesto;
    • via mail all'indirizzo  postlauream@unive.it, indicando, anche in questo caso, il tipo di certificato e l'indirizzo a cui inviarlo. Alla richiesta andrà allegata copia di un valido documento di identità e la ricevuta del pagamento, da effettuarsi online, di una marca da bollo da 16,00 Euro per ciascun certificato.

    Per ottenere qualsiasi tipo di certificato bisogna essere in regola con il pagamento delle tasse.

    Nel caso di richiesta del certificato di iscrizione al nuovo anno accademico è necessario aver superato l’esame di passaggio d’anno.

    E' possibile delegare al ritiro dei certificati una terza persona purché si presenti munita di delega scritta e fotocopia di un documento di identità del delegante.

    I certificati possono essere rilasciati, a richiesta, anche in lingua inglese.


    Traduzione e legalizzazione

    Per ottenere la traduzione in altra lingua straniera del certificato è invece necessario rivolgersi o a traduttori giurati, iscritti all'apposito Albo presso i Tribunali, o alle Rappresentanze diplomatiche e consolari del paese di destinazione.

    Per la legalizzazione è possibile rivolgersi alla Prefettura.