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16 Gen 2020 15:00

Le interpretazioni del fascismo nel Giappone degli anni Trenta

Sala A, Palazzo Vendramin dei Carmini, Dorsoduro 3462, Venezia

Le interpretazioni del fascismo nel Giappone degli anni Trenta
Filippo Gradi  (Princeton University)

Introduce
Toshio Miyake 

Abstract 
“Fascismo” è un concetto instabile. La storiografia del dopoguerra ha utilizzato in modi diversi il concetto di fascismo in ambito europeo, giapponese e globale. In particolare, continua ancora oggi il dibattito storiografico riguardo l’utilità o meno del concetto di “fascismo giapponese” per analizzare il periodo che va dalla fine degli anni Venti al 1945. In questa presentazione, tuttavia, non si risponderà a questo dibattito, ma si analizzerà invece come gli intellettuali giapponesi degli anni Trenta intendessero il concetto di fascismo. Saranno presi in considerazione i punti di vista di intellettuali di diversa estrazione: liberali, socialisti, marxisti, nazionalisti, e anche economisti. Mentre alcuni affrontavano il tema in maniera più dogmatica, altri erano riusciti a fornire, già nella prima metà degli anni Trenta, sofisticate teorie del fascismo che anticipavano per molti versi la storiografia del dopoguerra. Tra i molti intellettuali analizzati, alcune figure chiave del pensiero politico giapponese della prima metà del Novecento come Miki Kiyoshi, Tosaka Jun, Kawai Eijirō.

Biografia
Filippo Gradi sta svolgendo un PhD in storia giapponese presso la Princeton University. Le sue ricerche si concentrano sulla storia delle idee tra XVIII e XX secolo. Ha conseguito la laurea magistrale presso l’Università Ca’ Foscari e ha studiato anche presso l’Università di Tsukuba.

Immagine: Fuchikami Hakuyō, Treno in movimento, 1930

Organizzatore

Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (Toshio Miyake)

Allegati

Locandina 1921 KB

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