LIGI Gianluca

Qualifica Professore Associato
Telefono 041 234 6322
E-mail ligi@unive.it
SSD DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE [M-DEA/01]
Sito web www.unive.it/persone/ligi (scheda personale)
Struttura Dipartimento di Studi Umanistici
Sito web struttura: https://www.unive.it/dsu
Sede: Malcanton Marcorà

Dati relazione

Periodo di riferimento 01/02/2014 - 31/08/2017
Afferenza Dipartimento di Studi Umanistici
Ruolo Ricercatori universitari

Attività didattica

A.A.InsegnamentoCodice Voto (max 4)Voto medio area (max 4)
2013/2014ANTROPOLOGIA CULTURALELT25803.73.1
2013/2014ANTROPOLOGIA SOCIALE SP.FM00093.63.2
2014/2015ANTROPOLOGIA CULTURALE, INTRODUZIONEFT00033.53.3
2014/2015ANTROPOLOGIA CULTURALE, STORIAFT00043.73.3
2014/2015ANTROPOLOGIA SOCIALE SP.FM00093.43.3
2015/2016ANTROPOLOGIA CULTURALE, INTRODUZIONEFT00033.63.3
2015/2016ANTROPOLOGIA CULTURALE, STORIAFT00043.83.3
2015/2016ANTROPOLOGIA SOCIALE SP.FM00093.63.3

Tesi

Anno solareTipologiaTesi RelatoreTesi Correlatore
2014Corso di laurea magistrale65
2015Corso di laurea2
2015Corso di laurea magistrale64
2015Corso di laurea specialistica1
2016Corso di laurea magistrale75
2016Corso di laurea specialistica1

Ricerche sviluppate e in corso

  • Antropologia del rischio. Analisi comparata dell'efficacia del concetto di 'vulnerabilità sociale' in differenti contesti di ricerca.
  • Costruzione fisica e ideologica del territorio e identità culturali fra Anatolia orientale e Transcaucasia nel IV-III millennio a.C.
  • Temi e problemi di storia della Lapponia (Scandinavia settentrionale). Fonti, questioni linguistiche, mutamento sociale, approcci narrativi, etnografia saami.
  • Testo etnografico e testo letterario. Analisi del mutamento delle pratiche descrittive fra antropologia e letteratura. Dalla crisi del funzionalismo alle correnti post-moderniste contemporanee.

Pubblicazioni realizzate nel triennio

  • Ligi, Gianluca (2016), Lapponia. Antropologia e storia di un paesaggio. , Milano, Unicopli, vol. 1 (ISBN 978-88-400-1722-8) (Monografia o trattato scientifico)
  • Ligi, Gianluca (2016), Disastri e percezioni sociali di rischio in Ligi Gianluca, Percezioni di rischio. Pratiche sociali e disastri ambientali in prospettiva antropologica, Padova, Cleup, pp. 7-27 (ISBN 978-88-6787-618-1) (Articolo su libro)
  • Ligi, Gianluca (2016), Narrazioni e memoria , Il riflesso del tempo. Strategie della memoria nei contesti di conflitto e di pace, Torino, Giappichelli, pp. 1-25 (ISBN 978-88-921-0665-9) (Articolo su libro)
  • (a cura di) Ligi, Gianluca (2016), Percezioni di rischio. Pratiche sociali e disastri ambientali in prospettiva antropologica. in Ligi Gianluca, Padova, Cleup (ISBN 978-88-6787-618-1) (Curatela)
  • Ligi, Gianluca (2014), Paradossi del relativismo in antropologia culturale in FILOSOFIA E TEOLOGIA, vol. 1, pp. 54-74 (ISSN 1824-4963) (Articolo su rivista)

Pubblicazioni in corso di stampa

  • Ligi, Gianluca L'arcobaleno nell'orizzonte culturale tradizionale saami , Miti e simboli dell'arcobaleno (Quaderni di Studi Indo-Mediterranei), Alessandria, Edizioni dell'Orso (Articolo su libro)
  • Ligi, Gianluca Lo sciamanismo saami , Cosmo sciamanico, Milano, Franco Angeli (Articolo su libro)

Partecipazione a comitati editoriali di riviste/collane scientifiche

- Membro del Comitato scientifico della collana "Lo Scudo di Achille", Milano:Unicopli.

- Membro del Comitato scientifico della collana "Etnografie", Padova: Cleup.

Descrizione dell'attività di ricerca svolta nel triennio e gli obiettivi futuri

Due anni e mezzo circa del triennio in esame sono stati dedicati alla stesura di un ampio volume monografico, di circa 300 pagine, dal titolo “Lapponia. Antropologia e storia di un paesaggio”, pubblicata da Unicopli nella collana “Early Modern”. La ricerca etnografica, i cui risultati sono oggetto della monografia, riguarda temi di storia della Lapponia (Svezia settentrionale): in particolare il ruolo dell’istituzione di distretti di tassazione fiscale (“lappskatteländer”), prima metà del XVIII sec., nella riorganizzazione nativa dei pascoli e nei fenomeni di transizione sociale dalla forma di famiglia estesa verso la nuclearizzazione, per le comunità saami di Kiruna (Norrbottens län, Svezia). Nel quadro dell’etnologia dell’Europa, questo tema è parte di un progetto più articolato di analisi delle forme di colonizzazione, mutamenti ambientali e stratificazione sociale su cui sto lavorando da alcuni anni. L’attività di ricerca si è concentrata: a) sull’analisi delle fonti storiche missionarie di area scandinava sulla Lapponia, fra Cinquecento e fine Seicento (Olaus Stephani Graan, Pehr Högström, Johan Eric Jessen, Knud Leem, Olaus Petri Niurenius, Samuele Rheen, Johannes Jonae Tornaeus, ecc.), inquadrate nel più ampio contesto dei contributi classici di osservatori, studiosi e viaggiatori europei e scandinavi in Lapponia (Olao Magno, Saxo Grammaticus, Johannes Scheffer, ecc.); b) sull’analisi filologica delle prime tre fonti storiche di area scandinva sulla Lapponia, nel quadro letterario della Scandinavia altomedievale (il racconto di Ottar di Hålogaland, in sassone, e inserito nella traduzione dell’”Historia Adversus Paganos” di Paolo Orosio, diposta dal re Alfredo il Grande del Wessex alla fine del IX secolo; la “Egils Saga” (la Saga di Egill Skallagrímsson), in norreno, e la Saga di Harald Hárfagri, contenuta nell’”Heimskringla” di Snorri Sturluson, anch’essa in antico nordico, testimonianze fondamentali delle intense relazioni già in atto fra il mondo norreno dei Germani settentrionali e quello balto-finnico dei Saami; c) sull’analisi delle fonti parrocchiali (“kyrkoböcker”) relative in particolare alle comunità degli skogssamer nei comuni di Arvidsjaur, Jokkmokk, Kiruna (Lapponia svedese), contenuti presso il Länsarkivet di Härnösand e in copia su microfilm presso il Forskningsarkivet dell’Università di Umeå (Svezia). Riassumendo molto in breve, la ricerca ha cercato di indagare, in particolare nell’area del comune di Kiruna, gli effetti concreti sull’organizzazione tradizionale dello spazio di alcuni dei principali fattori che hanno determinato il processo di sedentarizzazione e l’evoluzione delle forme di economia tradizionale. Il più importante capitale saami, cioè la gestione tradizionale dello spazio, è stato via via eroso e consumato, a partire dalla costituzione degli stati nazionali, per effetto di reiterate suddivisioni del territorio di pascolo e ridefinizione dei confini regionali, comunali, di contea, decise dai governi delle società inclusive. La geografia del sistema territoriale precoloniale (“sii’da”), con i limiti delle proprietà e le aree di influenza di ogni gruppo di famiglie, è stato trasformato in una pervasiva e capillare rete di distretti di riscossione fiscale (detti “lappskatteländer”), origine istituzionale e giuridica dell’attuale istituto dei “saamebyar”. L’economia pastorale nativa, scarsamente meccanizzabile e fondata in origine sul libero movimento dei branchi in un territorio vastissimo, ha subito una drastica contrazione. Il passaggio dall’economia della mungitura (“mjölkproduktion”) all’economia intensiva della vendita e macellazione della carne (“köttproduktion”), con l’apertura delle miniere di ferro e la massiccia introduzione dello snowmobile, hanno modificato le tecniche di gestione delle renne e le rotte di mobilità, attivando un fenomeno di forte stratificazione sociale. Nell’arco di poche generazioni, la società saami egualitaria e basata sulla parentela (“kin-ordered society”) è diventata una società individualizzante e competitiva basata sul profitto (“tributary society”). In anni recenti, infine, il disastro nucleare di Brorskanken (Norvegia), l’alcolismo e la lotta per la dichiarazione di popolo aborigeno, condotta con fatica nella selva di apparati giuridici e legislativi diversi nei vari stati nazionali scandinavi, hanno riportato in primo piano il tema dell’identità etnica in Lapponia, ponendolo però in forme contraddittorie e problematiche.
Uno sviluppo futuro della ricerca, che si estenderà al prossimo triennio, riguarda l’avvio di un’opera di catalogazione e studio delle strutture abitative tradizionali saami, che si possono suddividere nelle tre titpologie “kåta”, “timmerkåta” e “torvkåta”, nel comune di Kiruna (Svezia settentrionale), a seconda dei materiali costruttivi (legno, pelli, torba) e del loro uso secondo il tipico modello di mobilià pastorale saami (i Saami non adottano il modello a transumanza ma si spostano per tutto l’arco dell’anno lungo una rete di pascoli posti a quote diverse anche a grande distanza fra loro, seguendo le dinamiche etologiche naturali della renna), al fine di analizzare i principali agenti di mutamento dello spazio domestico saami intervenuti a seguito della riorganizzazione dei confini tradizionali (“sii’da system”) e della progressiva industrializzazione dell’area, soprattutto nell’ultimo quarto dell’Ottocento. In questo quadro si potrà ipotizzare anche un’analisi sull’efficacia antropologica di alcuni recenti progetti di musealizzazione, come quelli messi in atto ad esempio dal museo saami “Ajtte Museum” di Jokkomokk (Svezia).

Altri prodotti scientifici

Pubblicazione In preparazione:
G. Ligi, “Antropologia dei sensi e tecniche del corpo fra i Saami della Lapponia”, in S. Crippa (a cura di), “Poikilia”, Bologna, Pendragon.

Relazioni invitate presso convegni o workshops

- Relazione al Convegno internazionale "Paesaggi Futuri", presso Ateneo Veneto, Venezia, 10 febbraio 2016.

- Relazione al Convegno internazionale "Geografie del rischio e della vulnerabilità tra conflitti ambientali e buone pratiche", presso Fondazione Benetton, Treviso, 27 maggio 2016.

- Relazione al Convegno internazionale "Idiomi del tempo: costrutti, concetti e percezioni", Università degli studi di Padova, Dip. di Psicologia generale, Padova, 24 febbraio 2017.

- Seminario dal titolo "Antropologia dei sensi e tecniche del corpo fra i Saami" nel ciclo "Poikilia", DSU, Università Ca'Foscari, 10 maggio 2017.

- Seminario dal titolo "Elementi di antropologia del morire", nel ciclo LAB DEA (Laboratorio Dea), DSU, Università Ca'Foscari, 6 luglio 2016.

- Seminario dal titolo "Percezioni di rischio", nel ciclo LAB DEA (Laboratorio Dea), DSU, Università Ca'Foscari, 2 ottobre 2017.

Altre attività scientifiche

- Peer review per il volume P. Saitta (a cura di), “Fukishima, Concordia e altre macerie”, della collana “Antropologia per la società”, Firenze, Editpress, 2015.

- Peer review per il saggio “No al carbone. Inquinamento, salute e patrimonializzazione in Puglia”, nel dossier “Salute e ambiente” per la rivista semstrale “Antropologia”, Milano, Ledizioni.

- Peer review per il saggio "Contaminazione ambientale ed elaborazione del rischio sanitario: i costi dell'incertezza. Una ricerca antropologica sul gass radoon nel quartiere Tamburi (Taranto)" per la rivista Archivio Antropologico Mediterraneo.

- Peer review per il saggio "Human, Water and Stones", per la rivista "Semestrale di Studi e Ricerche di Geografia".

- Peer review per la tesi di Dottorato della dott.ssa R. Ciccaglione, "Spazi di desiderio. Adolescenza nel post-sisma aquilano", Dottorato di ricerca in Storia, Antropologia, Religioni (curriculum in Antropologia), Università di Roma "La Sapienza".

Partecipazione alle attività di valutazione della ricerca

- Membro della commissione d’esame finale di Dottorato (31/5/2017) Dottorato di Ricerca in Scienze Psicologiche, Antropologiche e dell’Educaizone - XXVIII ciclo - Università di Torino, Dip. di Culture, Politica e Società.

-Supervisione tesi di dottorato - Dott.ssa V. Bonello Dottorato in Scienze Storiche e Antropologiche (Università Ca’Foscari, Università di Padova), XXVII ciclo - esame finale 24 febbraio 2017.

- Supervisione tesi di dottorato - Dott.ssa Olivia Casagrande Dottorato in Scienze Storiche e Antropologiche (Università Ca’Foscari, Università di Padova), XXVII ciclo - esame finale 26 maggio 2014.

Componente di Collegi didattici, Comitati e Commissioni di Dipartimento, Commissioni di Ateneo

- Coordinatore del Collegio didattico del CdS Magistrale in antropologia ACEL dal 2017.

- Referente per stage e tirocini del Collegio didattico del CdS in antropologia ACEL dal 2005.

- Referente per stage e tirocini del Collegio didattico del CdS in storia 2015-2017.