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Uno studio di Ca' Foscari per la nuova Film Commission della Regione Veneto

La nuova Film Commission della Regione Veneto, la cui costituzione è stata deliberata dal Consiglio Regionale alla fine dello scorso anno, nasce anche grazie al contributo scientifico dell’Università Ca’ Foscari. Una convenzione tra i due enti aveva infatti incaricato il Dipartimento di Management ed in particolare il Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura di realizzare una ricerca sulle best practices nazionali e internazionali e soprattutto sull’organizzazione e gestione ottimale della Film Commission.

Lo studio, condotto sotto la supervisione scientifica del Prof. Fabrizio Panozzo, ha preso in esame il contesto produttivo dell’industria cinematografica veneta confrontandolo con quello delle altre realtà regionali in Italia e in Europa. Sono poi state analizzate le diverse modalità organizzative e finanziarie che i governi regionali hanno utilizzato per attivare iniziative di sostegno e sviluppo della produzione cinematografica.

La ricerca si è caratterizzata anche per un approfondito percorso di ascolto e raccolta di suggerimenti dalle diverse componenti dell’industria cinematografica regionale e nazionale, dai produttori ai registi passando per i rappresentanti delle sale cinematografiche e le varie agenzie di promozione territoriale.

Sulla base dell’indagine empirica, Ca’ Foscari ha consegnato alla Giunta Regionale un quadro leggibile, per quanto complesso, che pone la produzione cinematografica e audiovisiva nell’intersezione tra quattro politiche pubbliche: quelle culturali (il cinema come espressione artistica), quelle dello sviluppo economico (il cinema come sistema imprenditoriale), quelle della formazione e del lavoro (il cinema come sistema di conoscenze e capitale umano) e quelle del turismo (il cinema come marketing territoriale).

Il suggerimento alla Regione è stato di costituire una Film Commission che sappia governare queste quattro dimensioni grazie a forti prerogative di coordinamento a base regionale e che soprattutto sia dotata di indiscusse professionalità in grado di dialogare con i mercati internazionali del cinema e dell’audiovisivo riconoscendone le trasformazione economiche e tecnologiche.