DAD e didattica inclusiva. Ne parliamo con Fabio Caon

Ai tempi del COVID-19, l’importanza della didattica a distanza (DAD) è diventata lampante. Per quanto, però, insegnanti e studenti si siano dovuti adattare rapidamente alle esigenze del distanziamento sociale, vi sono delle categorie di discenti che sono rimaste escluse o che vengono penalizzate dai sistemi di apprendimento a distanza adottati finora. Si tratta degli studenti con bisogni educativi speciali (BES), che si trovano in difficoltà per motivi linguistici, culturali ed economici. Come dimostrato da un’indagine di INDIRE, questi studenti sono quelli più a rischio quando si tratta di esclusione dall’istruzione a distanza, con numeri particolarmente alti nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado.

A parlarci delle sfaccettature e dei problemi legati alla DAD è il professor Fabio Caon, in un video realizzato per la rubrica #fattixconoscere. Il prof. Caon è un esperto nel campo della didattica relativa ai BES, con una particolare attenzione proprio a quanto attiene alla dimensione linguistica in cui si trovano ad apprendere coloro che non abbiano l’italiano come lingua madre, e ci offre quindi una prospettiva specifica sulla DAD che finora non ha avuto particolare risalto nei media italiani.

Nell’indagine di INDIRE, si è analizzato anche come i docenti italiani abbiano cercato di far fronte alle conseguenze della DAD in questo genere di casi, per esempio adattando i piani di apprendimento o adottando strumenti digitali specifici per i discenti con disabilità. Il prof. Caon, però, sottolinea come sia essenziale un’altra tipologia di misura per fronteggiare i rischi di esclusione di studenti con BES: la sinergia tra scuola e territorio. In altre parole, soprattutto nel caso di studenti i cui bisogni educativi speciali siano legati a lingua e cultura, l’intervento di mediatori linguistico-culturali permetterebbe di creare un collegamento e un incontro proficuo tra scuola, territorio e famiglia degli studenti. Anche le associazioni del privato sociale offrirebbero un supporto fondamentale.

Oltre a queste misure, importante è anche un approccio specifico alla didattica a distanza che cerchi comunque di favorire l’interazione tra studenti e di mantenere saldo il rapporto con il docente. Bisogna quindi non tralasciare il lavoro a coppie o di gruppo e fornire feedback costanti, che tengano presenti anche i BES e vadano ad agire capillarmente per prevenire l’esclusione, con anticipazioni, adattamenti, rinforzo ove necessario.

Sui punti cardine della didattica inclusiva che si concentra il Master di I livello diretto dal prof. Caon, Educazione Linguistica Inclusiva ed Accessibile, attivo presso la Challenge School di Ca’ Foscari da gennaio 2021. Il master si concentra proprio sul fornire e sviluppare le competenze funzionali alla gestione efficace degli studenti con BES, e soprattutto punta a fornire conoscenze di approcci e metodi glottodidattici che facilitino l’insegnamento sia delle discipline linguistiche, sia di quelle non linguistiche.

Rachele Svetlana Bassan