Da Teatro Ca' Foscari il video "La città deserta", prima visione il 23/03

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Verrà pubblicato in prima visione martedì 23 marzo, alle 17.30 e poi nei giorni 24 e 25 marzo su Youcafoscari, canale YouTube dell’Università Ca’ Foscari, “La città deserta” il video teatrale, frutto del lavoro laboratoriale che Silvia Piovan ha svolto con un gruppo di studenti di Ca' Foscari.
Si tratta del progetto La città deserta, omaggio teatrale alle poetesse russe Anna Achmatova, Marina Cvetaeva e Lidija Čukovskaja giunto a conclusione.

Il progetto, ideato e curato da Silvia Piovan, si è sviluppato attraverso i due laboratori di drammaturgia Mosca-Parigi-Mosca, che hanno coinvolto un gruppo di studenti di Ca’ Foscari. I due laboratori sono stati organizzati da Teatro Ca’ Foscari con l’intento di accompagnare gli studenti in un percorso di formazione a distanza nel periodo del lockdown.

Il lavoro, che Silvia Piovan ha affrontato con gli studenti durante i due laboratori, è stato la base per il successivo breve periodo di prove a porte chiuse. L’attrice e autrice - con il supporto del regista Gaudi Tione Fanelli, del fonico Roberto Barcaro, del filmaker Samuele Cherubini, del fotografo Giovanni Tomassetti - ha lavorato all’allestimento scenico finalizzato a un video teatrale.

Silvia Piovan descrive così il percorso del progetto:
«Ci siamo resi conto che i numerosi materiali prodotti (monologhi, performance e immagini) erano densi di contenuti e suggestioni. Abbiamo dato loro forma arrivando al copione teatrale "La città deserta".
Non essendoci le condizioni per realizzare lo spettacolo dal vivo, ci siamo concessi il tempo di sperimentare. Siamo voluti tornare alle fondamenta: il corpo, la parola, l'oggetto, il luogo. Abbiamo cercato una via per far dialogare la forma teatrale e la performance – che si fondano sul lavoro d'attore – con il linguaggio proprio della visual art e del cinema.
Una domanda tuttavia ci attanagliava, abituati al lavoro “corpo a corpo”: È comunque possibile risvegliare al di là dello schermo qualcosa di profondo nello spettatore, attivandone il sistema nervoso, destandone quelle energie che gli permettono di stabilire un dialogo con sé stesso?
Il Teatro Ca' Foscari si è così trasformato, in tre giorni densissimi, in una vera e propria officina dell'arte. Il teatro, come ogni volta, si conferma opera collettiva dove competenze complementari, attraverso l'intreccio e la fusione di linguaggi differenti, cercano di condensarsi in una forma unitaria. Abbiamo cercato di vedere i luoghi del teatro con occhi nuovi. Senza la possibilità di un pubblico presente, abbiamo comunque cercato di prendere per mano lo spettatore, solo nella propria stanza, portandolo a spasso dalla platea al palco, passando per i camerini fin sopra alla graticcia, dove uno spettatore non potrà mai arrivare.
Quello che si vedrà è la storia di una donna (sintesi espressiva delle tre poetesse) e della sua capacità di trovare la forza di sopravvivere nonostante le continue ingiustizie subite, in una società fortemente dispotica.
Con l'augurio di tornare ad abitare assieme le nostre città, i nostri quartieri, tutti i luoghi di cultura e i teatri, non ci resta che continuare a lavorare e coltivare la bellezza, facendoci trovare pronti quando potremo nuovamente condividere momenti fisici di relazione, socialità e confronto».