Scopriamo insieme la fauna del Veneto

Sciacalli, gatti selvatici, scoiattoli, ma anche aironi, fenicotteri, gru, salamandre, lucertole e trote. Sulla varietà della fauna a vertebrati del Veneto  si focalizzerà il ciclo di incontri organizzato dalla BAS, Biblioteca di Area Scientifica e dal Dipartimento di Scienze Ambientali Informatica e Statistica dal titolo “Conversazioni sulla Fauna del Veneto”, in cui i docenti Piero Franzoi e Stefano Malavasi insieme ad Arianna Spada, dottoranda di Ca’ Foscari, dialogheranno con cinque differenti esperti per approfondire le conoscenze, i problemi e le strategie di gestione e conservazione  della fauna a vertebrati del Veneto. 

Gli incontri sono realizzati in collaborazione con l’“Associazione Faunisti Veneti". Dopo il primo appuntamento, che si è tenuto il 23 aprile 2021 con Francesco Scarton (SELC società cooperativa) su “Avifauna del Veneto: stato, andamenti e nuovi arrivi” (qui il  video) questi saranno i prossimi appuntamenti on line:

Programma:

07 maggio 2021 Jacopo Richard (Veneto Agricoltura Agenzia veneta per l'innovazione nel settore primario)

Anfibi e Rettili del Veneto: biodiversità tra necessità di conoscenza ed esigenze gestionali

21 maggio 2021 Paolo Turin (Bioprogramm)

Inquadramento sullo stato attuale della fauna ittica delle acque dolci del Veneto

11 giugno 2021 Mauro Bon (Museo di Storia Naturale G. Ligabue di Venezia)

I mammiferi alloctoni nel Veneto

18 giugno 2021 Luca Lapini (Museo Friulano di Storia Naturale - Comune di Udine)

Conservazione di una specie protetta in fase di forte espansione: lo sciacallo dorato, Canis aureus, nella Regione Veneto

Gli eventi sono aperti a tutti e saranno registrati. 

Qui il link per l’iscrizione  

Per informazioni scrivere a  bibliobas@unive.it

Sui temi delle conversazioni, abbiamo sentito Piero Franzoi, docente di Ecologia presso il Dipartimento di Scienze Ambientali, informatica e Statistica

Gli ultimi anni hanno segnato un crescente interesse per la fauna del territorio da parte di appassionati, adulti e bambini, curiosi e semplici amanti della natura. Le  “Conversazioni sulla Fauna del Veneto” si inseriscono in questo filone?

In effetti negli ultimi anni è aumentato in modo significativo l’interesse per la fauna selvatica, anche se questo interesse è spesso  focalizzato su specie carismatiche, come il lupo, o su specie considerate problematiche, come il cinghiale. Di pari passo, è comunque anche aumentato nel tempo il numero di persone che per passione si interessano di fauna, anche se limitatamente  ad alcuni gruppi di vertebrati, come ad esempio uccelli ed anfibi. Queste "conversazioni" nascono proprio con l'intento di far conoscere ad un ampio pubblico la ricchezza della fauna a vertebrati della nostra regione. Ricchezza faunistica che rispecchia l’elevata diversità di habitat,  dalle lagune costiere fino agli ambienti di alta montagna. Inoltre, uno degli obiettivi di questi incontri è stato quello di portare l'attenzione anche su gruppi e specie meno conosciuti ad un pubblico di non addetti ai lavori,  ma di grande interesse per la conservazione della biodiversità.

Il quadro della fauna nella nostra regione pare essere in grande cambiamento: specie in crescita, specie in contrazione, specie in movimento, specie che stanno scomparendo. Ci dà un'anticipazione di questa variegata situazione che le conversazioni andranno ad indagare per gruppi faunistici, parlando di uccelli, anfibi e rettili, pesci e mammiferi?

Nel primo incontro è stato messo in evidenza, ad esempio, l'elevato numero di specie di uccelli presenti nella nostra regione, scoprendo come se da un lato molte delle specie che frequentano le lagune costiere  sono in aumento, dall’altro quelle tipiche delle aree di pianura sono invece in forte calo, soprattutto a causa  della perdita e frammentazione degli habitat naturali conseguente alla  trasformazione del territorio. Verranno poi affrontate le problematiche che incidono sulla conservazione di altri gruppi di vertebrati, come ad esempio anfibi e  pesci, e come la distribuzione delle  specie si sia ampiamente modificata negli ultimi anni.  Gli incontri saranno inoltre l’occasione per conoscere specie di vertebrati a rischio di estinzione, per le quali sono necessarie misure urgenti di conservazione. Infine verrà affrontato, con alcuni esempi, anche il caso delle specie alloctone, la cui introduzione e diffusione nel territorio rappresenta una minaccia per la biodiversità.

Ci può fare qualche esempio, qualche caso particolarmente emblematico di comparsa di nuove specie o di specie in cui sia importante il tema della conservazione?

Un esempio emblematico è quello della salamandra di Aurora, uno degli anfibi più rari in Europa, che vive solo in una piccolissima porzione di territorio nelle Prealpi Venete. Questa specie si trova ad affrontare un momento molto difficile per la sua conservazione. La tempesta Vaia, che nel 2018 ha colpito estese superfici di bosco nel Nord-Est, ha infatti distrutto o fortemente modificato parte dell'habitat di questa specie.

Quale ruolo possono giocare i semplici cittadini nella conservazione e nel controllo della fauna? Esistono davvero gli "amici delle rane e gli amici dei rospi"?

I cittadini possono giocare un ruolo importante nella conservazione della fauna, possono ad esempio aiutare i ricercatori a raccogliere informazioni sulle specie. Sempre di più infatti sono le persone che collaborano con ricercatori e istituzioni scientifiche nell’ambito di progetti di “citizen science”.  Sempre più persone sono inoltre convolte in azioni attive di conservazione, come ad esempio quelle portate avanti da varie associazioni che si occupano di anfibi. Rane e rospi compiono ogni anno a primavera una vera e propria migrazione verso gli habitat acquatici dove avviene la riproduzione. Durante questo viaggio, si trovano sempre più spesso a dover attraversare delle strade e pertanto a finire schiacciati sotto le ruote delle automobili. Ed è qui che entrano in campo queste associazioni, che durante il periodo riproduttivo raccolgono gli individui in migrazione lungo i bordi delle strade, per poi trasportarli in sicurezza  dall'altra parte e permettergli così di raggiungere incolumi i siti riproduttivi.

Un appuntamento è interamente dedicato allo sciacallo dorato. Cosa ci può dire?

Lo sciacallo dorato è una specie in forte espansione che in pochi anni, a partire da pochi gruppi riproduttivi presenti nel Carso Triestino e Goriziano, è arrivata fino in  Emilia Romagna. Il Dr Luca Lapini ci farà conoscere da vicino questa specie che vive in branchi come i lupi, che comunica attraverso un particolare ululato e che poco alla volta sta colonizzando anche la nostra Regione.

Federica Ferrarin