Cinema: Novielli nella commissione per la classificazione delle opere

Maria Roberta Novielli, Direttrice del Ca’ Foscari Short Film Festival è stata nominata dal Ministro della Cultura, Dario Franceschini, componenete della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, presso la Direzione Generale Cinema del MiC, con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.

La notizia dell’istituzione della commissione segue quella dell’abolizione della censura, che segna un passo significativo nel mondo del cinema. Vari esperti ne faranno parte, dureranno in carica tre anni potendo essere riconfermati una sola volta.

Da cosa nasce questa nomina?

Dopo l'abolizione della censura cinematografica, il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha siglato l'istituzione della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Il compito di tale commissione è soprattutto quello di verificare che i contenuti delle opere siano adeguati a determinate fasce di età, ovvero si riferisce alla tutela dei minori e alla comunicazione sociale. La Commissione è composta da quarantanove componenti: oltre a specialisti di aree pedagogico-educative, giuridiche, di rappresentanza delle associazioni dei genitori e per la protezione degli animali, è stata selezionata una rosa di quattro "esperti di comprovata qualificazione nel settore cinematografico" di cui faccio parte, una nomina di cui sono sinceramente onorata.

Questa notizia arriva in un periodo particolarmente difficile per questo settore, duramente colpito dalla pandemia. Cosa ne pensi?

La riapertura delle sale e dei teatri dopo l'inasprimento a causa del Covid rappresenta per tutti un primo passo concreto verso il ritorno alla normalità, così come la ripresa delle altre attività in presenza. Fruire della cultura attraverso piattaforme in internet è stato un requisito fondamentale nei primi mesi dell'emergenza, ma a lungo andare si è rivelata un'opzione non del tutto positiva. Oggi più che mai è evidente che la visione di un film nel buio di una sala con altri spettatori permette un'empatia magica con la pellicola e si trasforma in un'esperienza particolare nella nostra quotidianità.

Il tuo nome è legato soprattutto al Ca’ Foscari Short Film Festival, festival internazionale del cortometraggio in cui si misurano le scuole di cinema di tutto il mondo e in cui centinaia di studenti nel corso dei dieci anni di vita del Festival, hanno potuto fare stage e imparare.  Il cinema è anche didattica?

Il cinema e le arti multimediali sono sempre più strumenti non solo di intrattenimento, ma anche di comunicazione di ambiti più ampi a cui si riallacciano di continuo e trasversalmente. Basti  pensare alle attività didattiche, oggi sempre più svolte attraverso modalità di videotelling. A Ca' Foscari questi linguaggi sono già da anni valorizzati in vari modi, per esempio attraverso l'esperienza del nostro Ca' Foscari Short Film Festival che non rappresenta solo un evento culturale, ma anche una fondamentale palestra di formazione per gli studenti cafoscarini che ogni anno contribuiscono alla sua organizzazione. Al festival si legano inoltre le attività del nostro Master in Fine Arts in Filmmaking, un percorso professionalizzante per i registi e le figure cinematografiche del futuro, e il corso estivo “Films in Venice and Filming Venice” organizzato dalla VIU, alla cui organizzazione io stessa collaboro. 

Qual è il futuro del cinema, secondo te? 

Il grande regista Peter Greenaway, pochi anni fa anche ospite del nostro Short, sostiene da anni provocatoriamente che il cinema è morto, e allo stesso tempo rinnova sperimentazioni di linguaggio che contribuiscono al progresso della Settima Arte. Il cinema del futuro ritengo sia proprio questo: un’arte sempre più ricca, in grado di ottimizzare i progressi tecnologici in funzione artistica, come sta avvenendo per esempio con l’ultima frontiera della Realtà Virtuale.

Una città come Venezia, spesso ospita produzioni cinematografiche ed è stata scenario di film memorabili. Può essere una prospettiva di sviluppo interessante e magari un’alternativa alla monocultura turistica?

Assolutamente sì. Pare che Venezia dopo Parigi sia la seconda città extra-statunitense per numero di location filmiche internazionali, il che dimostra quale potenzialità il cinema offra già oggi come motore del suo turismo culturale. Alla produzione di film si devono aggiungere gli eventi, a partire dalla Mostra del Cinema, e la formazione, quest’ultimo un ambito a cui il nostro Ateneo  contribuisce in gran parte. Puntare sulle arti per rilanciare Venezia in una chiave alternativa alla monocultura turistica credo sia la migliore strategia che si possa adottare.

Da esperta di cinema, qual è il tuo film preferito?

Più che di un film, citerei il mio regista preferito, Stanley Kubrick, a mio parere il più grande tra gli innovatori fino a oggi, oltre che autore di film assolutamente perfetti.

 

Maria Roberta Novielli, specializzata in cinema presso la Nihon University (Tokyo), insegna Storia del cinema e dell’animazione presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Organizza e dirige il Ca’ Foscari Short Film Festival, il Master in Fine Arts in Filmmaking e il sito cafoscarino AsiaMedia.  Ha collaborato a varie attività cinematografiche presso festival internazionali (Venezia, Tokyo, Locarno, tra gli altri), dove in molti casi ha organizzato rassegne filmiche.

Tra le sue pubblicazioni principali, le monografie Storia del cinema giapponese (Marsilio, 2001), Metamorfosi. Schegge di violenza nel nuovo cinema giapponese (Epika, 2010) e Animerama. Storia del cinema d’animazione giapponese (Marsilio, 2015).

Federica Ferrarin