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Al Campus si sperimenta coltivando piante rare e ortaggi “bio”

La terra è stata preparata, aiuole e irrigazione disegnate, palizzata eretta a delimitare l’appezzamento. Tutto è pronto per la creazione della prima sperimentazione di “Orto in Campus”, un progetto tra sostenibilità e formazione che debutta al Campus Scientifico di Ca’ Foscari con un giardino per la biodiversità, in cui verranno piantati esemplari di specie autoctone rare o in via di estinzione, ed un orto sinergico in cui verranno attivate pratiche di orticoltura. Nato nell'ambito del programma Campus Sostenibili, sul “campo” ha  lavorato Ca’ Foscari Sostenibile con il supporto del gruppo di ricerca in Ecologia Vegetale, e dell’Area servizi immobiliari e acquisti dell’ateneo.

Ora tocca agli studenti: saranno direttamente coinvolti quelli del Campus di Via Torino ma non solo. Per gli studenti si aprirà anche l’opportunità di un breve stage formativo al vivaio di Montecchio Maggiore gestito da Veneto Agricoltura, con lo scopo di approfondire gli aspetti legati alla riproduzione delle piante e alle banche del germoplasma.

Inoltre, il giardino-orto sarà strumento di ricerca e divulgazione scientifica per i ricercatori del gruppo di Ecologia Vegetale del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica e sarà organizzata una serie di seminari, aperti alla cittadinanza, sull'orticoltura sinergica e sulla coltivazione delle specie vegetali in via di estinzione, coinvolgendo associazioni che localmente si stanno occupando di orti urbani nel contesto di Mestre e Marghera.

L’avvio dell’orto è previsto in autunno, nel frattempo il lavoro preparatorio ha riguardato una leggera fresatura per rompere lo strato superficiale e migliorarne così il drenaggio, riporto di terreno di campo già miscelato con un 20% di sostanza organica matura, creazione delle aiuole rialzate, predisposizione dell’impianto di irrigazione ad ala gocciolante. A breve verranno posizionati un capanno per gli attrezzi e una compostiera, dove porre a maturare i materiali vegetali di scarto del campus al fine di usarli nell'orto stesso e completare così il ciclo naturale.

L’orto sinergico 
Il concetto di orto sinergico prende spunto dai principi di agricoltura biologica stilati dall'agronomo giapponese Masanobu Fukuoka e dalla coltivatrice spagnola Emilia Hazelip: una forma di coltivazione il più naturale possibile che si affida alla pacciamatura per mantenere la fertilità del suolo nel tempo e che privilegia la non lavorazione del terreno favorendo e accrescendo il lavoro dei microrganismi animali e vegetali del suolo stesso.

Quattro sono gli elementi base:
nessuna lavorazione del suolo;
nessun concime chimico;
nessun diserbo;
nessuna dipendenza da prodotti chimici quali antiparassitari. 

L’orto nel tempo tende a trovare un suo equilibrio naturale, così come saranno naturali i prodotti ottenuti. 

La forma a spirale data all'aiuola rappresenta il legame di tutta la natura con il cosmo, fasi lunari, stagioni e tempo atmosferico da cui tutti dipendiamo, e serve per migliorare la connessione tra le diverse specie coltivate.

L'orto diviene quindi una sorta di laboratorio a cielo aperto, in cui gli studenti, in particolare quelli di Scienze Ambientali, potranno sperimentare e verificare alcuni dei concetti bio-ecologici studiati nei diversi corsi.

Il giardino della Biodiversità 
L’idea di un Giardino della Biodiversità al Campus di via Torino è nata dalla consapevolezza che possiamo avvicinarci alla sostenibilità solo riconoscendo l’esistenza di un “capitale naturale” e cercando di aumentarlo o conservarlo. Distruzione degli habitat naturali, inquinamento, pressione competitiva delle specie esotiche, inquinamento genetico, riscaldamento globale sono solo alcune delle pressioni che hanno portato all'estinzione di più di un quinto delle specie di piante presenti sul nostro pianeta. Le percentuali maggiori si hanno nelle foreste tropicali, ma non solo. In Europa, 650 piante sono considerate estinte o in situazione critica.

Un recente studio ha evidenziato che dagli anni ’80 ad oggi in Veneto sono state perse 48 specie. 1.500 sono a rischio più o meno elevato: il 43% dell’intero patrimonio vegetale regionale. Eppure le piante sono risorsa essenziale per il nostro pianeta e l’uomo dipende dalle piante per ogni aspetto dell’esistenza: cibo, abbigliamento, salute e piaceri.

All'interno del giardino della biodiversità troverà posto una piccola collezione di piante rare o minacciate, tipiche del territorio veneziano, che saranno spunto per educazione ambientale e base per studio e sperimentazione.

 

La Redazione

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