Daderot, CC0, via Wikimedia Commons - Exhibit in the Etnografiska museet, Stockholm, Sweden

A Ca’ Foscari il primo corso in Europa di lingua ainu

"Due fratelli cacciatori cercano uno stratagemma per impossessarsi della carne di un grande tricheco, senza attaccarlo direttamente. Il primo fratello inganna il tricheco proponendogli di aiutarlo a togliersi di dosso i pidocchi. In questo modo, ne preleva la carne, prende con sé il bottino, ma lo ringrazia prima di lasciarlo andare via. Il secondo fratello invece usa lo stesso inganno, ma si prende gioco del tricheco. La mancanza di rispetto sarà punita con la morte".

Questa storia dal titolo Etaspe Komuy è solo un esempio dei molti racconti di folklore in lingua ainu, una lingua che veniva parlata da un gruppo etnico nel Giappone settentrionale, in particolare nell’isola di Hokkaidō (la più settentrionale del Giappone), nelle isole Curili, nella parte nord di Honshū, e nella metà meridionale dell’isola russa di Sachalin. La variante Ainu di Sachalin ad oggi si può considerare estinta, mentre quella di Hokkaidō sopravvive. 

Racconti e leggende venivano tramandati oralmente dagli anziani del villaggio, che custodivano la memoria della cultura orale ainu. Se consideriamo che gli Ainu erano cacciatori di mammiferi e che gli animali selvatici erano divinità, da questo racconto emerge l’importanza di un rapporto armonioso tra gli uomini, gli dei e la natura, legata a una concezione animista del cosmo. La mancanza di rispetto verso le proprie prede viene infatti punita.

Ca’ Foscari, che conta circa 1.000 studenti di Giapponese, è oggi la prima Università in Europa ad offrire un vero e proprio corso curricolare di lingua ainu, tenuto dal docente Elia Dal Corso, ex cafoscarino, laureato in lingua giapponese. Per la collana "Japanese Studies" di Edizioni Ca' Foscari, Dal Corso pubblicherà a breve un manuale di lingua ainu dal titolo "Materials and methods of analysis for the study of the Ainu language”.

Attualmente i parlanti dell’ainu sono soprattutto bilingue giapponese-ainu, che hanno acquisito quest’ultima come seconda lingua, soprattutto in ambito familiare. Dagli anni ‘50, infatti, l’ainu ha smesso di essere tramandato, anche per ragioni legate a oppressioni politiche di questa minoranza etnica, la cui cultura è stata progressivamente assorbita da quella giapponese.

Le generazioni più longeve di parlanti madrelingua sono arrivate fino agli anni 2000, ma si trattava comunque di persone che utilizzavano prevalentemente il giapponese nella loro quotidianità. Anche se recentemente sono stati elaborati progetti di rivitalizzazione linguistica dell’ainu, essa - fuori dall’ambito di insegnamento e del privato - non è utilizzata in Giappone e non viene insegnata a nessun livello dell’istruzione obbligatoria.

Studiare la lingua e la cultura del 'popolo degli orsi' e delle 'donne tatuate' aiuta gli studenti e le studentesse di lingua e cultura giapponese a tenere a mente un’immagine linguisticamente e culturalmente stratificata del Giappone. Il corso è aperto anche agli studenti dei curricula Cina e Corea.

Prof. Dal Corso, come sono iniziati i suoi studi nella lingua Ainu e cosa l’ha affascinata?

Mi sono interessato alla popolazione Ainu a seguito di un corso magistrale di storia del Giappone: mi affascinava la diversità della lingua e della grammatica di questa etnia nel contesto giapponese. Ho approcciato la lingua ainu per curiosità, studiando una grammatica che c’era in BALI (Biblioteca di Area Linguistica). Poi la curiosità si è trasformata in una vera e propria passione: ho iniziato a consultare alcuni testi accessibili in archivi giapponesi online e ho svolto il mio dottorato in linguistica sulla lingua ainu.

Qual è la provenienza dell’etnia Ainu?

La provenienza dell’etnia Ainu non è certa e al riguardo ci sono diverse teorie. Secondo quella più avvalorata, si tratta di popolazioni dell’Asia centrale o addirittura del Caucaso arrivate attraverso flussi migratori fino all’arcipelago giapponese. Altre teorie sostengono possa trattarsi di un caso di migrazione di ritorno dal continente americano settentrionale.

Quali sono le caratteristiche linguistiche dell’Ainu e quanto si differenzia dal Giapponese?

L’origine della lingua è molto antica e si tratta di una lingua isolata che non ha parentele con altre lingue della zona e in generale del mondo. É una lingua molto diversa dal Giapponese, non fa parte neppure della stessa famiglia linguistica. Lo ricorda per alcune strutture (soggetto-complemento - verbo alla fine), ma ha una struttura sillabica diversa: in ainu possono esserci consonanti a fine sillaba, mentre in Giapponese no. 

Si compone di un lessico più quotidiano e di un lessico più particolareggiato (come quello legato alla caccia e i riti sciamanici o di purificazione), che a seconda del periodo dell’anno diventava tabù, e poteva essere utilizzato soltanto in alcune circostanze da persone che ricoprivano specifici ruoli (ad esempio gli sciamani).

Secondo lei, perché uno studente di Giapponese dovrebbe studiare la lingua Ainu?

Da un punto di vista linguistico, il Giappone si compone di numerosi dialetti oltre che delle lingue parlate nelle isole Ryūkyū e della lingua ainu. Queste sono state considerate per molto tempo alla stregua dei dialetti e ciò ha comportato anche la situazione precaria della lingua ainu oggi. La realtà linguistica giapponese è, dunque, estremamente variegata, non solo per quanto riguarda i dialetti ma anche rispetto a realtà linguistiche non imparentate con il Giapponese come, appunto, la lingua ainu. È importante, per chi è interessato alla realtà linguistica giapponese, avere presente questo aspetto che contrasta e arricchisce l’immagine, che vige all’interno del Giappone stesso, di un paese perfettamente monolingua, incentrato sul giapponese standard della Capitale.

Quali sono le fonti attraverso cui si può studiare la lingua?

L’ainu è una lingua soprattutto orale a cui si è aggiunta una lingua scritta successivamente, elaborata dagli studiosi (prima Giapponesi e poi anche dagli Europei). Inizialmente si scriveva sotto dettatura, ma in alcuni casi abbiamo anche delle registrazioni. Le testimonianze riguardano soprattutto racconti di folklore trascritti dal ‘900 in poi, ma purtroppo sono molto poche le registrazioni e trascrizioni di conversazioni quotidiane.

Quali aspetti affascinano maggiormente gli studenti di giapponese che decidono di studiare questa lingua?

Al momento, tra studenti e studentesse presenti a lezione, e quelli che seguono in modalità duale possiamo contare circa una quarantina di iscritti. L’ainu è una lingua isolata e non imparentata alle altre lingue conosciute. Gli studenti sono, dunque, affascinati dall’idea di riuscire già in poco tempo (due semestri) a capire il funzionamento di una lingua che per loro è completamente nuova e di conoscerne la cultura. Cerco di coinvolgerli anche usando un approccio all’insegnamento molto attivo: gli studenti vengono guidati a svolgere un lavoro autonomo di analisi del testo per capire da soli il funzionamento della lingua e questo dà loro soddisfazione. Il corso si propone di essere un laboratorio interattivo, che si basa sulla fruizione di materiali testuali e audio e incentiva il confronto diretto tra studenti nel processo di comprensione delle fonti.

Federica Biscardi