Erasmus, a Ca’ Foscari la 'due giorni' dedicata all'internazionalizzazione

Il 13 e il 14 giugno, Ca' Dolfin ha ospitato il seminario europeo “Strategie di internazionalizzazione nell’istruzione superiore”, organizzato da Ca’ Foscari e dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire, in collaborazione con il Ministero dell’Università e con le Agenzie Nazionali Erasmus+ di Francia e Germania.

L’evento, che rientra nelle attività di Cooperazione Transazionale previste dal Programma Erasmus+, si propone di analizzare e migliorare la dimensione internazionale dell’università, per rimuovere gli ostacoli che non consentono il pieno sviluppo delle mobilità e favorire la cooperazione interistituzionale.

La "due giorni" dedicata all’internazionalizzazione ha visto la partecipazione di 130 rappresentanti di istituti di istruzione superiore attivi nel Programma e provenienti da 16 diversi Paesi europei.

"Mi fa piacere poter ospitare nella nostra università questo importante seminario, che fa il punto sul programma Erasmus di mobilità studentesca; - ha dichiarato la Rettrice di Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello - A Ca' Foscari abbiamo sempre creduto nell'internazionalizzazione quale componente imprescindibile della formazione universitaria; i programmi di scambio sono una parte importante di questo processo. Recentemente, le nostre attività  di mobilità internazionale Erasmus sono state valutate dall'Agenzia Indire con un punteggio di 99 su 100, un risultato che ci rende orgogliosi e ci spinge a fare ancora di più per offrire il maggior numero di opportunità di questo tipo. Siamo felici di poter dare il nostro contributo anche sul piano della ricerca e dello studio di questi aspetti per approfondire un tema che deve restare fra le priorità dell'istruzione e dell'esperienza accademiche".

“Con questo seminario vogliamo approfondire una dimensione fondamentale del Programma, fortemente raccomandata dalla Commissione europea, che riguarda le strategie di internazionalizzazione nel settore dell’istruzione superiore – dichiara Flaminio Galli, Direttore Generale dell’Agenzia Erasmus+ INDIRE –. Lo faremo anche analizzando gli esiti di una ricerca sui flussi Erasmus, realizzata dall’Università Ca’ Foscari insieme alla nostra Agenzia, che mette in relazione la dimensione accademica con quella commerciale e turistica dei vari territori”

LO STUDIO DI CA’ FOSCARI E INDIRE

Durante il seminario sono stati presentati anche i risultati principali della ricerca europea “Does students’ international mobility share Similarities With Other Flows? A Network Analysis Perspective”, commissionata a Ca’ Foscari da INDIRE. Lo studio è stato realizzato dal professor Giancarlo Corò, Delegato della Rettrice alla cooperazione internazionale e politiche di sviluppo, e da Sebastiano Cattaruzzo, assegnista del Dipartimento di Economia.

Dallo studio, condotto sui dati degli ingressi e delle uscite di studenti Erasmus dal 2014 al 2018, emerge una forte crescita nel periodo.
In particolare, i flussi in uscita degli studenti italiani sono aumentati del 32%, mentre gli studenti europei arrivati in Italia sono saliti del 20%.

La ricerca ha inoltre messo in luce che le scelte fatte dagli studenti Erasmus rispetto alle destinazioni delle mobilità non ricalcano la rete di cooperazione europea sviluppata a livello accademico: sono le regioni leader a livello commerciale, turistico e accademico che tendono ad attrarre un alto numero di studenti Erasmus.
Inoltre, gli Istituti di istruzione superiore che offrono soggiorni più lunghi e con un’offerta diversificata sul campo e a livello geografico attraggono maggiormente gli studenti.

Tuttavia, il numero di crediti riconosciuti nel sostenere gli esami non è un fattore determinante nella scelta della destinazione. Ciò potrebbe suggerire il fatto che gli studenti Erasmus cercano un'esperienza formativa completa e più ampia, che potrebbe non rientrare nella semplice esperienza accademica in un ateneo europeo.

Infine, gli Istituti di istruzione superiore che si trovano all'interno di una regione urbana, metropolitana o in zone di confine attirano maggiormente gli studenti. Anche la qualità delle istituzioni e fattori legati all'innovazione (ad esempio la quota di lavoratori della conoscenza o dei brevetti nei settori di frontiera) sono determinanti positive dei flussi di mobilità Erasmus.

IL PROGRAMMA ERASMUS IN ITALIA

Dall'inizio del programma (1987) fino ad oggi, gli studenti universitari italiani complessivamente coinvolti in mobilità per studio o tirocinio sono stati oltre 600mila. Dopo l’invito a presentare candidature del 2018 (ultima call non compromessa dal Covid) l’Italia è salita al 3° posto per studenti in mobilità per studio verso destinazioni europee.
Se si guarda all’accoglienza, 185.189 studenti hanno scelto l’Italia per l’esperienza Erasmus (tra studio e tirocinio) tra il 2014 e il 2020. Il rapporto tra gli studenti che arrivano in Italia in mobilità Erasmus e le partenze degli italiani in Erasmus all’estero è pari a 72 studenti ospitati su 100 partiti.

La seconda Call del Programma 2021-2027 mette a disposizione 105.745.514,00 euro (+42%) per finanziare le borse di mobilità destinate a 40.164 studenti, il 39% in più rispetto all’anno precedente, e a 5.017 tra docenti e staff.

Francesca Favaro