Unione Europea, anche un cafoscarino nella proposta di revisione

Nell’era della Brexit ha ancora senso parlare di Europa unita? E come si può rispondere all’euroscetticismo diffuso che mai come oggi riscuote successo in molti Paesi dell’Unione?

A questa e altre domande risponde The Rome Manifesto, ambizioso progetto di revisione dell’Unione Europea scritto da 18 giovani accademici e professionisti europei, presentato lo scorso 23 marzo a Roma in coincidenza con i festeggiamenti per i 60 anni del Trattato di Roma. Gli autori, provenienti da sette diversi Paesi e tutti tra i 25 e i 40 anni, sono equamente divisi tra mondo accademico e impresa, e sono stati selezionati da due partner d’eccezione: Villa Vigoni, centro italo-tedesco per l’eccellenza europea e United Europe, organismo pro-europeo con sede ad Amburgo.

Tra i firmatari anche il cafoscarino Matteo Scotto, dottorando in scienze politiche presso l’Università di Bonn, con una laurea magistrale in English and American Studies (con specializzazione in Relazioni Internazionali) ottenuta nel 2013 a Venezia,  a cui è seguito un Master in governance dell’Unione Europea.

“Nel corso dei quattro mesi di stesura del manifesto – ci racconta – non siamo partiti dal concetto di identità europea, perché questa è per natura plurale e cosmopolita, ma abbiamo cercato di definire un contenitore comune, un insieme di valori condivisi da tutta la popolazione europea: democrazia, diritto, libertà”.

“Le istituzioni europee sono deboli perché eccessivamente burocratiche e incomprensibili” – continua Scotto. “Inoltre, non sono state in grado di rispondere a una crisi economica che sta avendo conseguenze gravissime tra le giovani generazioni”.  Al centro del manifesto c’è quindi la proposta di trasformare l’attuale Unione Europea in Unione Federale Europea, con una profonda redistribuzione delle competenze tra  il governo centrale e gli Stati membri: l’Unione deciderà nel campo degli affari esteri e dell’immigrazione, dell’anti-terrorismo e della difesa, del mercato interno, della concorrenza, del commercio e dello sviluppo; tutte le ulteriori competenze (comprese quelle, ad esempio, legate all’agricoltura) verranno invece affidate ai singoli Stati.

Dal punto di vista delle istituzioni, è prevista la fusione di Consiglio Europeo e Consiglio dell’Unione Europea in un unico organismo chiamato Senato Europeo, che agirà come camera "alta" degli stati e condividerà con il Parlamento Europeo il potere legislativo. Le leggi verranno approvate a maggioranza semplice nella camera bassa e a maggioranza qualificata nella camera alta. “Infine” – ci spiega Scotto- “il potere esecutivo verrà affidato a un Presidente Europeo unico, eletto direttamente dai cittadini”.

Il Rome Manifesto verrà presentato con una serie di appuntamenti in alcune prestigiose università europee: il primo incontro sarà proprio a Ca’ Foscari il 9 maggio, dove, in occasione della Festa dell’Unione Europea, si terrà un seminario organizzato dal Prof. Antonio Trampus, nell’ambito della Staff Training Week di ateneo. Alla fine di questa serie di appuntamenti, verrà sottoposto all’attenzione di alcuni governi dell’Unione all’interno del Parlamento Europeo.


Giorgio Bonomi