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L’udienza ‘Berlusconi vs Italia’ vista dai dottorandi cafoscarini

Una delegazione di studiosi di diritto cafoscarini ha assistito all’udienza della Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso ‘Berlusconi contro Italia’. Per i dottorandi in Diritto, Mercato e Persona un’occasione unica per vedere il ‘diritto in azione’ e approfondire tematiche di grande attualità.

Con il loro contributo, vi raccontiamo l’udienza, cosa fa la Corte e di cosa si occupa il dottorato cafoscarino.

L’udienza del caso Berlusconi vs Italia

Lo “storico” caso sottoposto all’esame dei giudici di Strasburgo prende le mosse dalla decadenza dalla carica elettiva dell’allora onorevole Silvio Berlusconi e della sua incandidabilità, alla luce del decreto Severino, per aver riportato in sede penale una condanna definitiva a quattro anni di reclusione per frode fiscale.

In relazione a tale vicenda, i legali di Berlusconi invocano una responsabilità dello Stato italiano per aver adottato retroattivamente, mediante la decadenza dall’ufficio parlamentare e l’applicazione del regime dell’incandidabilità, una sanzione avente natura sostanzialmente penale, attuata da un organo non imparziale e priva di un autentico mezzo di impugnazione.

Nel corso della discussione, in un’aula affollatissima, ha riferito prima il Governo italiano – rappresentato, tra gli altri, da Maria Giuliana Civinini (nella foto con la delegazione di Ca’ Foscari) – contestando dettagliatamente le censure mosse dai legali di Berlusconi.

Quanto invece alle doglianze relative alle libere elezioni, sono state anche ampiamente richiamate le osservazioni della Commissione di Venezia: gli esperti di diritto costituzionale membri della commissione hanno sottolineato come misure analoghe al decreto Severino siano presenti nella maggior parte dei Paesi europei.

Hanno preso poi la parola i legali del ricorrente (Avv. E. Fitzgerald QC, Prof. Avv. B. Nascimbene e Prof. Avv. A. Saccucci), riproponendo le censure mosse già nell’atto introduttivo del giudizio. Successivamente, le parti del giudizio sono state chiamate a rispondere alle domande e alle richieste di chiarimenti formulate dai giudici, in un breve spazio dedicato a repliche e controrepliche. Da ultimo, il collegio si è riservato ed è ora attesa la decisione in tempi alquanto lunghi (almeno sei mesi).

La Corte

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è un organo giurisdizionale internazionale, composto da un giudice per ogni Stato membro del Consiglio d’Europa che ha ratificato la Cedu (47 Stati) e che siede a titolo individuale, non rappresentando il Paese di provenienza. La Corte vigila sul rispetto da parte delle Parti contraenti dei diritti sanciti all’interno della Convenzione, tra i quali il diritto alla vita, ad un equo processo, al rispetto della vita privata e familiare, la libertà di religione e la tutela della proprietà privata.

Ogni anno vengono presentati circa 50.000 ricorsi, la maggior parte concernenti asserite violazioni del giusto processo (Art. 6 Cedu). Di questi, solo in un numero limitato di casi (30 all’anno) si svolge un’udienza pubblica davanti alla Camera (7 giudici) o alla Grande Camera (17 giudici). Importanti sono state le decisioni sul caso Lautsi contro Italia (2011) sulla possibilità di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche; la sentenza Hirsi contro Italia (2012), ove il Governo è stato sanzionato per il respingimento in mare dei migranti libici; il caso Torreggiani contro Italia (2013) che ha condannato lo Stato italiano per trattamenti inumani e degradanti negli istituti penitenziari.

Le principali pronunce della Corte relative all’Italia sono reperibili nella sezione Osservatorio sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo predisposta dalla Camera dei Deputati, consultabile online al sito camera.it.  

L’esperienza di Strasburgo e il dottorato

Oltre all’udienza, nei tre giorni a Strasburgo i cafoscarini hanno partecipato a una serie di seminari al Consiglio d’Europa, organizzati in collaborazione con Amaya Úbeda de Torres dello European Commitee of Social Rights.

Durante i seminari si sono alternati giudici della Corte EDU, come Luis Lopez Guerra e Peter Paczolay, e giuristi del Consiglio. I quali hanno trattato argomenti che riguardavano la tutela e l’implementazione dei diritti umani, la funzione e l’attività del Consiglio d’Europa e della Commissione Venezia.  Come da tradizione di Ca’ Foscari, alle lezioni sono seguiti interventi degli accademici veneziani e dei dottorandi stessi.

Il tema dei diritti umani, come pure quello dei relativi meccanismi di tutela, rappresentano un fil rouge all’interno del Dottorato in Diritto, Mercato e Persona, coordinato dalla professoressa Carmela Camardi. Del resto, la cifra economica della realtà odierna non può non andare di pari passo con una progressiva apertura verso i principi fondamentali, in un effettivo raccordo tra le logiche mercantili e i valori insopprimibili della persona, connubio attuato sotto il segno del diritto e dei diritti.

Ne sono testimonianza alcuni degli argomenti di ricerca dei dottorandi del corso, che coprono, tra gli altri, il tema della tratta di esseri umani, della libertà religiosa e dell’obiezione di coscienza e della tutela dei dati personali nell’era di internet.