CafoscariNEWS

Andrea Segre ospite di 'Writers in conversation'

Martedì 12 dicembre alle ore 17.00 presso il Teatro Ca' Foscari a Santa Marta, all'interno del ciclo Writers in conversation, si terrà un incontro con il regista Andrea Segre, che converserà con Gianfranco Bettin a partire dal suo ultimo romanzo, La terra scivola (Marsilio, 2017). Introduce la prof.ssa Ricciarda Ricorda.

Seguirà la proiezione di Ibi, un film documentario di Andrea Segre con le immagini di Ibitocho Sehounbiatou (64’, 2017).

Ingresso libero

Andrea Segre (Dolo, 6 settembre 1976) è un regista italiano di cinema documentario e di finzione. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Sociologia della Comunicazione presso l'Università di Bologna, dove ha insegnato fino al 2010 come esperto di analisi etnografica della produzione video e di pratiche e teorie di comunicazione sociale, in particolare nell'ambito della solidarietà internazionale. Il suo primo documentario, Lo sterminio dei popoli zingari, è datato 1998; da allora ha lavorato sempre a opere sulla marginalità di etnie, popoli e culture: l'Albania (Ka Drita?, A metà - storie tra Italia e Albania, L'Albania è Donna) e l'Africa in particolare (Dio era un musicista, presentato nel 2005 nella sezione "Giornate degli Autori" a Venezia). Nel 2008 dirige insieme a Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene il documentario Come un uomo sulla terra, che apre uno squarcio sulle responsabilità italiane ed europee nella gestione delle politiche di contrasto all'immigrazione clandestina dall'Africa (tra i finalisti del David Di Donatello come miglior documentario, vince decine di premi e riceve una Menzione speciale al Bari International Film&Tv Festival Bif&st). Nel 2009 firma Magari le cose cambiano con cui è in concorso al Torino Film Festival. Nel 2010 dirige il film Il sangue verde, presentato alla 21ª edizione del Festival del cinema africano, d'Asia e America Latina di Milano. Nel 2011 esordisce nel cinema di finzione con il suo primo lungometraggio Io sono Li, con cui è il primo autore italiano a vincere il Premio Lux del Parlamento Europeo. Nel 2013 è in selezione ufficiale sia al Festival di Locarno, con il documentario Indebito scritto insieme a Vinico Capossela, sia alla Mostra di Venezia con il suo secondo lungometraggio La Prima Neve. Nel 2014 firma insieme a Marco Paolini, Stefano Liberti e Giuseppe Battiston il film-teatrale Come il Peso dell'acqua, nella cinquina del Nastri d'Argento come miglior documentario. Nel 2015 torna al festival di Locarno con il documentario I sogni del lago salato, girato in Kazakistan, anche questo finalista ai Nastri d'Argento. Collegato al film anche il libro Fuorirotta (ed. Marsilio) nel quale il regista ha raccolto i suoi diari di viaggio scritti tra il 2000 e il 2009. Nel 2017 dalla collaborazione con Matteo Calore e il sostegno di Open Society Foundations, nasce Ibi: film documentario frutto dell’auto-narrazione di una donna del Benin immigrata in Italia. Sempre del 2017 è L’ordine delle cose, lungometraggio presentato alla 74. Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia tra le Proiezioni speciali - sulle condizioni esistenziali di chi migra e di chi coinvolto dal fenomeno si trova a mettere in crisi ‘l’ordine delle cose’. A novembre 2017 esce per Marsilio il suo primo romanzo, La terra scivola.

La terra scivola

Un grande buco, una voragine, si apre una notte, silenziosamente, in una strada di Torpignattara, a Roma, proprio di fronte al condominio dove abitano Francesca e Yasmine. Francesca viene da Padova e occupa l’appartamento di sua zia Ada, che sta male ed è in ospedale: è scesa a Roma per poterla finalmente conoscere, prima che sia troppo tardi. Yasmine, moglie e madre, è arrivata anni prima dal Bangladesh. Le due si incontrano, si parlano, diventano amiche. Il grande buco intanto rimane lì, sotto la loro casa. Gli abitanti del quartiere ci guardano dentro, cauti: ma che cosa ci sia sotto, ma dove porti, non si capisce. All’inferno? Dall’altra parte del pianeta? Francesca e Yasmine provano a capirlo insieme. Nella vita di entrambe ci sono dei vuoti, delle mancanze, dei buchi. Qualcosa si svelerà, non tutto. Anche la voragine là fuori, in strada, non racconterà tutti i suoi segreti. Ma le vite troveranno un nuovo e un ulteriore senso.
Con una voce straordinariamente affettuosa, e straordinariamente coinvolgente, Andrea Segre racconta una storia delicata e difficile. L’intero quartiere di Torpignattara, una folla di personaggi che provengono da tutto il mondo, e tutto il mondo ricreano a Torpignattara, è convocato: quasi come un coro, infimo e sradicato, ma dal canto potente.