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Immagine tratta da:“El almohadón de plumas” (disegni di Nelson Luty e sceneggiatura di Luciano Saracino), pubblicato in Saracino, Luciano (2011), De amor, de locura y de muerte, Buenos Aires, Pictus.

Quando il romanzo diventa fumetto. Il caso argentino

Il fumetto talvolta consente di avvicinare la letteratura colta a un nuovo lettore. Nel trasporre un testo narrativo in sceneggiatura e disegni, però, tutto cambia. Cambia il ritmo narrativo e le parole lasciano il posto alle immagini. Non è, come ogni trasposizione, una traduzione fedele: il disegnatore reinterpreta a suo modo e, influenzato dal contesto sociale, adatta, cita dei passi, a volte li riassume con poche parole.

Lo evidenzia la studiosa cafoscarina Alice Favaro in un libro, edito dalla casa editrice Biblios di Buenos Aires, in cui analizza la trasposizione fumettistica di alcuni racconti del genere fantastico scritti da grandi autori argentini.

In ‘Más allá de la palabra. Transposiciones de la literatura argentina a la historieta’ dimostra come l’elaborazione da una parte tolga, dall’altra aggiunga qualcosa al testo originario. La pubblicazione è il frutto di anni di ricerca, iniziati durante il dottorato in Lingue, Culture e Società moderne e realizzati per lo più in Argentina.

“La trasposizione a fumetto - spiega la ricercatrice - contribuisce non solo ad apportare contenuti diversi rispetto al testo di partenza, ma consente anche di leggere il racconto alla luce di una differente temperie culturale raggiungendo un pubblico più esteso e vario rispetto a quello letterario”.

I racconti analizzati sono "El matadero" di Esteban Echeverría, "Aballay" di Antonio Di Benedetto, "Cabecita negra" di German Rozenmacher, "Las puertas del cielo" di Julio Cortázar, "El almohadón de plumas" di Horacio Quiroga.

Il racconto di Di Benedetto è un caso emblematico, perché ha ispirato sia una recente trasposizione cinematografica che una versione a fumetti.

La ricerca permette di riflettere sulle rappresentazioni dell'alterità nel contesto storico, geografico e culturale argentino mediante lo studio delle differenti rappresentazione dell’Altro nel corso della storia. Avendo a disposizione un corpus molto ampio di testi, è stato infatti necessario individuare una chiave di lettura.

La ricercatrice ha scelto di soffermarsi sull’iniziale dicotomia tra civilizzazione e barbarie, in cui l’altro era l’indio, per analizzare poi come si giunga ad un momento in cui l’alterità è rappresentata dal migrante che proviene dall’entroterra del paese e si trasformi infine nel perturbante, motivo ampiamente utilizzato nel fantastico rioplatense.

Alice Favero sarà tra i relatori di “Graphic novel: ricerca e mistero”, appuntamento della Research Communication Week 2018 in cui disegnatori, sceneggiatori e studiosi discuteranno sul fumetto come medium efficace per comunicare la ricerca.

 

Enrico Costa

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