Viaggio intorno all'arte armena

L’interesse per l’arte armena nel nostro ateneo ha una lunga tradizione che rivive ora con un appuntamento di grande significato culturale e di ricerca che vede insieme il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali (cattedra di Storia dell'arte medievale) e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (cattedra di Lingua e Letteratura armena).

“Il rapporto tra Venezia e gli Armeni è intenso e fecondo. Nel corso dei secoli gli Armeni hanno vissuto nella città lagunare come mercanti, pellegrini, monaci, stampatori, artigiani e artisti. – ci spiega Aldo Ferrari, docente di lingua e letteratura armena a Ca’ Foscari - Non a caso il primo libro armeno a stampa è stato pubblicato proprio a Venezia, nel lontano 1512. Nel 1717 la Serenissima concesse alla congregazione monastica dell’abate Mechitar di  insediarsi nell’isola di Lazzaro e di iniziare così una straordinaria avventura che sta alla base della rinascita culturale del popolo armeno. Sempre a Venezia venne creato il collegio Moorat Raphael dove, sino alla fine del XX secolo, ha studiato buona parte dell’élite culturale armena”.

Dal 1976 esiste a Ca’ Foscari una cattedra di lingua e letteratura armena che promuove attivamente anche gli studi sull’arte armena.

L’arte armena è in effetti di un patrimonio straordinario che entusiasma tutti coloro che ne vengono a conoscenza. "Già nel 1988 - sottolinea Stefano Riccioni, docente di storia dell'arte medievale - il prof. Levon Zekiyan organizzò un fondamentale Convegno Internazionale sull’Arte Armena. Un anno dopo il prof. Adriano Alpago Novello iniziò a tenere a Ca’ Foscari il corso di Arte e Architettura Armena. Nel 1991 lo stesso Alpago Novello trasferì da Milano a Venezia, presso la Loggia del Temanza, il Centro Studi e Documentazione sulla Cultura Armena. Ancora oggi questo Centro, sotto la direzione di Minas Lourian, organizza numerosi eventi sull’arte armena, spesso in collaborazione con Ca’ Foscari e con la Biennale di Venezia. Tra le attività del centro sono anche da segnalare le “Manukian Lectures” organizzate in collaborazione con un altro importante studioso recentemente scomparso, il prof. Gianclaudio Macchiarella".

L’interesse sempre vivo per l’arte armena è testimoniato anche dai Seminari sull’Arte Armena che da cinque anni vengono organizzati da Stefano Riccioni, Aldo Ferrari e Marco Ruffilli all’interno del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea.

Questi stessi studiosi hanno adesso organizzato un nuovo convegno internazionale, intitolato The Armenian art. Critical history and new perspectives, che si svolgerà presso l’Auditorium Santa Margherita il 21 e 22 febbraio. Un evento che vedrà la partecipazione di alcuni tra i migliori specialisti del settore, provenienti da Armenia, Francia, Italia, Germania e Repubblica Ceca.

 

 

Gli interventi di questi studiosi forniranno un quadro approfondito della ricerca più avanzata sui vari campi dell’arte armena, dall’architettura alla miniatura, dalle caratteristiche croci di pietra alla pittura. Si parlerà anche di "vishap", le famose pietre presitoriche caratteristiche dell'Armenia, già oggetto del progetto cafoscarino Dragon Stones Archaeological Project. Verrà anche affrontato un tema scottante quale la preservazione del patrimonio artistico armeno in Turchia e Azerbaigian.

Si tratta quindi di un evento di grande significato culturale, che conferma l’importante ruolo di Ca’ Foscari negli studi armeni. Il convegno è organizzato in collaborazione Centro di Studi e Documentazione sull’arte armena e con l’AIEA (Association Internationale des Études Arméniennes).

QUI IL PROGRAMMA

 

FEDERICA FERRARIN