Millennials cinesi alla scoperta del Veneto: Nicola Farronato racconta VCNY

Nicola Farronato è un imprenditore ed esperto di marketing, una passione nata proprio a Ca’ Foscari, durante gli anni come studente di Commercio Estero. Le sue capacità come venditore e l’amore per i viaggi, lo hanno portato a girare il mondo come export manager per ben dieci anni. Nove anni fa la decisione di lanciarsi nel mondo delle start-up, prima come consulente e poi come vero e proprio fondatore e CEO. I suoi ultimi progetti lo hanno riavvicinato alla realtà cafoscarina, aprendo collaborazioni con Science Gallery, Alumni e Ciset. Scopriamo assieme in cosa consiste la sua ultima idea imprenditoriale, VCNY.

Com’è stata la sua esperienza di studente a Ca’ Foscari? 

Molto positiva devo dire. Ricordo con estremo piacere le lezioni a Venezia e Treviso, quando facevo parte di una delle prime classi del corso in Commercio Estero. La cosa più bella è che, dopo una decina d'anni dalla mia laurea, ho riattivato i contatti con l'Ateneo, a vario livello e con delle evoluzioni decisamente positive. Vorrei menzionare in particolare i progetti condivisi e sviluppati assieme a Ca' Foscari Alumni, guidata da Marco Cosmo in maniera determinata e pro-attiva, le collaborazioni con il Ciset e, ultimo ma non ultimo, il recente coinvolgimento in Science Gallery Venice, di cui vi parlerò meglio dopo.

Quali sono state le tappe più importanti della sua carriera e come è nato il suo interesse per il marketing innovativo?

Ho scoperto sui banchi dell'università la mia passione per il marketing, ed in particolare mi sono affezionato ad una sua definizione fuori dal comune: 'il marketing parte dalle radici dell'ascolto, da cui ogni comunicazione che non voglia essere unilaterale, nasce.' 
E così, per prima cosa ho ascoltato il mio desiderio di bambino, andare in giro per il mondo con la valigetta. Mi sono inserito nel contesto lavorativo veneto in settori manifatturieri - gioielleria, tecnologia per mobili e outdoor. Ho partecipato in dieci anni a duecento missioni commerciali in Paesi EU, Medio Oriente, Asia e America. Poi ho avuto un paio di brevi esperienze in spin-off Italiani biotech, dove mi sono appassionato di start-up e ho lavorato ad alcuni progetti di imprenditoria innovativa, sempre con il marketing al centro. Il principale, B-sm@rk, mi ha portato a vivere quasi otto anni a Dublino, e da lì sono riuscito a sviluppare ricerca e innovazione su temi come marketing emozionale, profilazione del consumatore e travel technology. In Irlanda ho avuto la possibilità di inserirmi nel sistema innovazione di Enterprise Ireland, uno dei principali acceleratori di progetti start-up tecnologici in Europa. 

In cosa consiste il suo nuovo progetto VCNY? 

A Dublino ho collaborato con il Dublin Chinese New Year Festival, che da dieci anni attrae quasi diecimila persone ad ogni edizione. Da lì mi è venuta l'idea di portare il format in Veneto, visto che né a Venezia né a livello regionale è presente una progettualità che stimoli il turismo cinese, specialmente dei millennials, nel periodo del Capodanno Cinese, cioè tra gennaio e febbraio, un periodo che normalmente sarebbe considerato di bassa stagione.
Siamo partiti con grande ambizione, per cominciare a dare una regia di fondo capace di far convergere attori pubblici e privati sul focus principale del tema, ossia la commistione virtuosa di turismo, cultura e business. Ne abbiamo parlato ampiamente a Treviso venerdì 15 febbraio, durante un convegno co-organizzato con il nostro partner Ciset. La strada è ancora lunga ed il percorso è appena iniziato, ma l’idea mi affascina molto, perché la vedo come una delle curve di crescita più interessanti nel mercato turistico Italiano incoming.
Il 19 Gennaio 2018, è stato inaugurato proprio a Venezia l’anno del turismo Europa-Cina. Tra la linee di cooperazione individuate vi è anche quella del turismo sostenibile con l’intento di valorizzare destinazioni alternative ai tradizionali circuiti turistici. Questa ricerca di esperienze uniche e autentiche è una tendenza tipica dei millennials asiatici, che non si accontentano più di un turismo mordi-e-fuggi, come testimoniato anche dalle statistiche di CTrip, il più grande tour operator cinese. Venezia diventerà quindi una sorta di ariete, il brand riconosciuto a livello internazionale che ci aiuterà ad aprire la strada a pacchetti di esperienze – enogastronomiche, artistiche o culturali - che abbracceranno tutto il Veneto, proponendo itinerari meno conosciuti e contrastando quindi anche il sovraffollamento del centro storico. 

Attualmente è un membro del Leonardo group di Science Gallery Venice, il gruppo di professionisti con la volontà di stimolare creatività e innovazione nell’incontro tra arte e scienza. Come è nata questa collaborazione? 

Anche in questo caso sembra esserci un fil rouge tra Dublino e Venezia, a cavallo della mia esperienza personale di studente (prima), imprenditore (poi), e ora tra i due Paesi con alcune iniziative di turismo, cultura e business.
Ho conosciuto Science Gallery proprio a Dublino, e ci ho avuto a che fare in occasione di alcuni eventi qualche anno fa, per i quali abbiamo raccolto dati e profilato il pubblico di alcune esposizioni. La proposta di entrare a far parte di un advisory board, il gruppo Leonardo appunto, mi ha dato molta gioia e voglia di contribuire a questo ambizioso progetto.

Francesca Favaro