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Ricerca sociale nell'era digitale, intervista a Matthew Salganik

Lo scorso 25 marzo, Ca’ Foscari ha avuto l’onore di ospitare Matthew Salganik, Professore di Sociologia alla Princeton University, all’interno del ciclo di seminari organizzato dal Dipartimento di Economia - EcSeminars. Nel suo intervento, il Professor Salganik ha parlato di come l’era digitale abbia trasformato i modi in cui i ricercatori possono studiare il comportamento sociale e di quali nuove opportunità si prospettino dalla combinazione di scienze sociali e data science. 

Cosa è emerso dallo studio dei big data sul comportamento di massa? Potrebbe indicarci qualche trend che ha osservato? 

I big data hanno cambiato il modo in cui interpretiamo alcune delle vecchie domande della ricerca, ed ha creato delle questioni completamente nuove da analizzare. Per esempio, Hank Farber, un economista di Princeton, ha utilizzato i registri digitali dei taxi per studiare quante ore le persone decidono di lavorare in rapporto al loro stipendio. Questo tipo di domanda non è recente, ma i big data hanno permesso al Prof. Farber di comprendere il tema in una nuova prospettiva.
Le fonti dei big data creano anche dei quesiti di ricerca interamente nuovi. Ad esempio, molti ricercatori stanno attualmente cercando di capire come i social media contribuiscano alla diffusione di fake news e disinformazione. 

Uno dei trend più rilevanti che ho avuto modo di notare è la maggior collaborazione tra ricercatori, aziende e governo. Molte delle fonti più preziose di big data sono detenute da aziende e istituzioni pubbliche; allo stesso tempo, molti ricercatori hanno idee che possono aiutare la collettività ad imparare di più da questi dati. Questo genera importanti opportunità di collaborazione che possono aiutare progresso scientifico e società, portando a migliori programmi sociali e aziende più innovative. 

Quali nuove possibilità e/o sfide sono state generate dall'avvento dell’era digitale, specialmente per quanto riguarda la ricerca?

Penso che l’era del digitale abbia portato con sé molte possibilità entusiasmanti per i ricercatori. Al giorno d’oggi, possiamo misurare moltissimi fattori riguardanti il comportamento sociale, in modi molto più accurati, economici e veloci. In pratica, possiamo fare cose che nessun ricercatore è mai stato in grado di fare prima. Nonostante ciò, avere a disposizione queste nuove possibilità non significa dover ignorare le modalità con le quali gli scienziati sociali hanno condotto la ricerca fino ad ora. E’ necessario piuttosto trovare il modo di modernizzare questi approcci tradizionali

I pericoli più grandi che vedo per la ricerca sociale nell’era digitale sono di tipo etico. Attualmente possiamo osservare il comportamento di milioni di persone senza il loro consenso e senza che loro se ne accorgano, possiamo farli prendere parte a esperimenti enormi, di nuovo, senza consenso e senza che lo sappiano. I ricercatori hanno più potere che mai, e vanno quindi sviluppati degli approcci che ci aiutino ad assicurare che questo potere venga esercitato in maniera responsabile

Il suo ultimo libro “Una finestra sul futuro: come fare ricerca sociale nell’era digitale” verrà pubblicato a breve in italiano. A chi si rivolge questo libro? Quali argomenti vengono affrontati?

“Una finestra sul futuro: come fare ricerca sociale nell’era digitale” è per gli scienziati sociali che vogliono lavorare di più con la data science, per i data scientists che vogliono sapere di più sulle scienze sociali e per tutti coloro interessati alla combinazione di questi due ambiti. E’ per studenti e professori universitari, per ricercatori in aziende e istituzioni pubbliche che vogliono portare avanti e capire la ricerca sociale attraverso l’uso di big data e di fonti digitali

Il libro è strutturato attorno a 4 modi diversi di fare ricerca: osservare il comportamento, fare sondaggi, realizzare esperimenti e organizzare una collaborazione di massa. Queste modalità di ricerca sono già state utilizzate dagli scienziati sociali nel passato e verranno tutte utilizzate nuovamente nel futuro. Ma la maniera in cui i ricercatori nelle scienze sociali possono impiegare queste modalità può essere trasformata e migliorata grazie alle capacità dell’era digitale. 
Ho dedicato anche un intero capitolo all’etica. Ci sono moltissime nuove questioni etiche create dall’introduzione dei big data e delle sperimentazioni di massa e credo che i ricercatori, siano essi nell’università, in un’azienda o in un’istituzione pubblica, debbano riflettere attentamente su come andrebbero usate le nostre nuove capacità. 

"Una finestra sul futuro" verrà pubblicato a breve in italiano da Il Mulino. Un estratto dell’edizione italiana è già disponibile qui, mentre chi volesse sapere di più sul libro può visitare http://www.bitbybitbook.com  

Francesca Favaro

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