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Gely Korzhev. Back to Venice agli Spazi Espositivi dal 10 maggio

Torna a Venezia Gely Korzhev (1925-2012), una delle figure più eminenti del panorama pittorico, prima sovietico e poi russo, della seconda metà del Novecento. Il ritorno tra le lagune cade esattamente 57 anni dopo la sua partecipazione alla XXXI Biennale, quando, assieme tra gli altri a Viktor Popkov, risultò, nel padiglione dell'URSS, la voce più convincente del cosiddetto “stile severo” che cercava, nell'alveo ancora quasi inscalfito del realismo socialista, una via espressiva d'uscita dai canoni ferrei dell'epoca staliniana.

La mostra “Gely Korzhev. Back to Venice”- realizzata grazie a un'azione congiunta tra Galleria Tret'jakov, the Institute of Russian Realist Art e il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) in collaborazione  con Intesa Sanpaolo restituisce prima di tutto, con documenti, foto, proiezioni, e inoltre con il ricorso alle Information and Communication Technologies, la concretezza del trittico del pittore russo, la sala Korzhev e altri segni importanti presenti nel Padiglione del 1962. Ma è anche l'occasione – tre anni dopo la grande monografica dedicata a Korzhev dalla Galleria Tret'jakovskaja di Mosca – di presentare al pubblico italiano e internazionale, con oltre 50 dipinti, una consistente ed esauriente sequenza di opere del maestro, che non potranno che fare giustizia degli affrettati giudizi espressi in occasione della XXXI Biennale.

LA MOSTRA

La rassegna non si presenta come una mostra antologica in senso stretto. Procede piuttosto per nuclei tematici ben definiti, focalizzandosi criticamente sugli aspetti che sono stati ritenuti più rilevanti nella vasta produzione dell'artista: davanti agli occhi degli spettatori sfileranno così i monumentali nudi dell'artista, le sue straordinarie nature morte, alcuni altri esempi particolarmente riusciti della sua originale declinazione della pittura realista sovietica; il centro essenziale del percorso si impernia tuttavia sulle immagini dolenti della memoria degli anni della Grande Guerra Patriottica, che è il nome russo della Seconda Guerra Mondiale, che sono anche i capolavori che hanno garantito a Korzhev il maggior riconoscimento internazionale: non casualmente Tracce di guerra (1963-1964) fu prescelto, tra oltre 500 opere esposte, come manifesto per la grande esposizione “Berlino-Mosca Mosca-Berlino” del 2003 al Martin Gropius Bau. La rassegna si conclude con le meditazioni visive del pittore sul collasso del sistema sovietico: sono dipinti a volte di accorato coinvolgimento, altre volte di recisa denuncia sociale, altre ancora grottesche, come nelle degenerazioni ibride dei cosiddetti Tyurlikis e negli scheletri dell'URSS.

L'ARTISTA

Gely Korzhev (nato a Mosca nel 1925) dimostra sin da giovanissimo le sue doti artistiche. Nel 1944 entra all’Istituto d’arte di Mosca al reparto di pittura, dove tra i suoi insegnanti conosce Gerasimov. Nel 1951 lavora al pannello decorativo di Pavel Sokolov-Skalia per il Padiglione n.26 alla mostra di tutte le Unioni dell’Agricoltura. Nello stesso anno Gerasimov gli offre una cattedra alla Scuola d’arte industriale di Mosca, l’attuale Accademia Stroganov. E due anni dopo vi diventa docente.
Nel 1954 entra nell’Unione degli artisti dell’URSS di Mosca. Grazie al suo talento diviene in poco tempo uno dei maggiori artisti del regime; questo gli permise di viaggiare molto, prima in Europa e poi in America. In questi anni partecipa a numerose esposizioni dell’Unione degli Artisti e nel 1957 partecipa alla mostra di tutte le Unioni artistiche per l’anniversario dei 40 anni della Rivoluzione d’ottobre. Nel 1961 vince la medaglia d’oro dall’Accademia delle Arti dell’URSS per il trittico Comunisti e partecipa con Alexander Bubnov a una mostra a Cracovia e Varsavia. Nel 1962 partecipa alla prima mostra fuori dal blocco del Patto di Varsavia esponendo alla 31esima Biennale di Venezia. Viene poi eletto membro della commissione della Federazione russa per i premi di letteratura e arte e, nel 1970, dell’Accademia d’arte russa.
Negli anni successivi Korzhev partecipa alla mostra “5 artisti sovietici” in Bulgaria, Cecoslovacchia e nella Repubblica Democratica Tedesca. Negli anni ’80 l’artista entra in crisi e, deluso dalla situazione politica, decide di ritirarsi a vita privata circondato dalla famiglia e da pochi amici intimi. Nel 2003 riceve il premio Sholokhov per il suo «significativo contributo alla cultura e al mondo russo» e nel 2007 il Museo di arte russa di Minneapolis presenta una sua personale: “Sollevando la bandiera. L’arte di Gely Korzhev”.
Muore a Mosca il 27 agosto 2012 e l’anno successivo l’Istituto d’arte russa di Mosca gli dedica una mostra retrospettiva.

GELY KORZHEV. BACK TO VENICE
Mostra a cura di Faina Balachovskaja, Giuseppe Barbieri, Silvia Burini e Nadezhda Stepanova

PRESS PREVIEW
8 MAGGIO DALLE 10.00 ALLE 18.00
9 MAGGIO DALLE 10.00 ALLE  16.00

9 MAGGIO ALLE 18.00 - INAUGURAZIONE

10 maggio – 3 novembre 2019Orari: da martedì a domenica (chiuso il lunedì)Dalle 10 alle 18Ingresso libero

Organizzazione: Galleria Tret'jakov, Institute of Russian Realist Art, Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca' Foscari Venezia in collaborazione con Intesa Sanpaolo
Media partner:  The Art Newspaper Russia

FEDERICA FERRARIN

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