Pari e dispari

Una didattica innovativa per la lingua italiana, in Italia e in Francia

Conoscere in modo appropriato la lingua italiana, per chi vive in Italia, è una necessità sempre più stringente. Il nuovo decreto sicurezza e immigrazione – per esempio - richiede il livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento delle lingue (QCER) per chi fa domanda di cittadinanza. Pensando anche ai recenti fenomeni migratori, come ci si può comportare con classi che sono fortemente motivate all’apprendimento, ma estremamente differenziate al loro interno, spesso con la presenza di studenti bassamente scolarizzati?

La ricerca svolta dall’Università Ca’ Foscari, e in particolare dal  Laboratorio di comunicazione interculturale e didattica LABCOM e dal suo direttore Fabio Caon (docente di didattica delle lingue e di didattica della comunicazione interculturale), è da anni in prima linea su questi temi, in particolare sullo sviluppo di una didattica efficace della lingua che tenga conto delle differenze presenti tra i membri di una classe.

Il volume Pari e dispari. Italiano L2 per adulti in classi ad abilità differenziate ( Livello Pre A1), scritto da Fabio Caon e Valeria Tonioli con Alessandro Borri e Fernanda Minuz ed edito da Loescher, è fra i progetti vincitori del Label europeo delle lingue 2018 nel settore istruzione.

Il Label europeo delle lingue è un riconoscimento della Commissione Europea che punta a incoraggiare nuove iniziative nel campo dell’insegnamento e dell’apprendimento delle lingue, premiare nuove tecniche per la didattica, diffondere la consapevolezza dell’esistenza delle lingue e promuovere le buone pratiche.
Il volume è rivolto ad adulti che vivono e lavorano in Italia e usano l’italiano in una varietà di situazioni pubbliche, private, occupazionali ed educative. Attraverso attività multilivello e cooperative supporta gli insegnanti nell’organizzazione flessibile della classe.

“Siamo particolarmente soddisfatti dell’attenzione europea per questo volume che si concentra sull’apprendimento dell’italiano come lingua seconda per una fascia di studenti particolarmente vulnerabile” afferma Caon; “gli studenti analfabeti e bassamente scolarizzati infatti vivono situazioni spesso frustranti in quanto vengono inseriti in classi con studenti alfabetizzati ma hanno necessità specifiche di apprendimento che spesso non trovano spazio nella didattica tradizionale”. “Ci auguriamo – conclude Caon – che, anche grazie a questo riconoscimento, la nostra ricerca su analfabeti e bassamente scolarizzati, tema sul quale ho appena pubblicato anche un volume di ricerca teorica insieme all’assegnista Annalisa Brichese per Bonacci/Loescher ndr, possa offrire nuovi spunti di riflessione per la ricerca e la didattica in Europa, visto che le problematiche d’insegnamento a queste tipologie di studenti sono sentite anche fuori dall’Italia”.

Guardando oltreconfine, Fabio Caon sta per recarsi in Francia - dove il governo di Macron ha appena dimezzato i posti per insegnare l'italiano - per continuare un progetto di ricerca e didattica che porta avanti dal 2006, con lo scopo di avvicinare gli studenti alla lingua italiana attraverso il gioco del calcio.

Caon si recherà in alcune scuole primarie e secondarie di primo grado, qualche volta in contesti disagiati, a Nizza, Parigi e Mentone. Introdurrà gli studenti all'interesse e allo studio dell'italiano attraverso lo sport. L’iniziativa negli anni ha prodotto ottimi risultati, a quanto rileva il ricercatore. Puntare sulle passioni, come quella per lo sport, sembra essere un'importante carta vincente per chi si occupa di didattica. Nel caso del calcio, durante l’attività fisica si favorisce l’utilizzo della lingua straniera – utilizzando formule mutuate dal linguaggio sportivo, come ‘andiamo in campo’ ‘passa la palla’ ‘para’ ‘tira’ – e il coinvolgimento degli studenti meno inclini a esporsi. In aula l’acquisizione della grammatica viene favorita dal recupero dell’esperienza sportiva.

Federica SCOTELLARO