Stefano Pagin
Stefano Pagin

'Sulla strada maestra', Čechov. Lab teatrale con Stefano Pagin

Il Teatro Ca' Foscari organizza dal 12 al 15 novembre 2019 un laboratorio preparatorio di selezione in vista di un progetto di residenza artistica condotto dal regista Stefano Pagin, sul testo di Anton Čechov, Sulla strada maestra. Il laboratorio è rivolto a candidati che abbiano già maturato qualche esperienza in campo teatrale.

Al laboratorio potranno essere ammessi non più di 20 candidati. La scadenza per le iscrizioni è fissata al 25 ottobre 2019.

A conclusione del laboratorio, verrà selezionato il gruppo che parteciperà alla residenza artistica finalizzata alla messinscena dello spettacolo Sulla strada maestra, che sarà presentato al Teatro Ca' Foscari martedì 4 e mercoledì 5 febbraio 2020.
Il calendario dettagliato della residenza verrà comunicato successivamente al gruppo selezionato, al termine del laboratorio.

Questo laboratorio, come tutte le altre attività del Teatro Ca’ Foscari, è rivolto principalmente agli studenti dell’Ateneo, ma è aperto a studenti di altre Università, Accademie e Conservatori, giovani attori e a chiunque sia interessato a partecipare.
Le attività si svolgono presso il Teatro Ca’ Foscari.
Per iscriversi occorre inviare la candidatura con i dati personali, i recapiti, una lettera di motivazioni e un curriculum aggiornato all'indirizzo  teatro.cafoscari@unive.it (nell’oggetto dell’email inserire il titolo di uno o più laboratori ai quali si è interessati).
Verranno prese in considerazione ai fini della selezione soltanto le domande dei candidati che abbiano presentato tutta la documentazione richiesta.
La partecipazione è gratuita.
Per ulteriori informazioni scrivere a:  teatro.cafoscari@unive.it o visitare la pagina web dei Laboratori

Sulla strada maestra (1884) nasce dal racconto giovanile D'autunno (1883). Ci racconta di un'umanità miserabile e smarrita: pellegrini, alcolizzati, avventurieri, affollano nottetempo una bettola, lungo una strada maestra appunto, in attesa che passi un violento temporale. Una strada maestra che porta non si sa dove, ma di sicuro a un posto importante.
Ci parla di un tempo e un luogo lontani, ma come capita spesso con Čechov potrebbe parlarci esattamente di oggi, dell'Italia o di qualsiasi parte in questo mondo. Ci mostra un'umanità impaurita o sbruffona, incline allo scontro frontale, ma pronta a coalizzarsi velocemente se si rintraccia il nemico necessario e a rincorrerne un altro se scoperto più debole. Forse ci dice che lasciati soli nella tempesta saremmo capaci di tutto. [Stefano Pagin]

Stefano Pagin
Nasce a Venezia e qui si diploma attore presso la scuola del Teatro a L’Avogaria. Come interprete viene diretto da numerosi registi tra cui: Lindsay Kemp in Flowers da Jean Genet in Midsummer Night Dream di Shakespeare; Carlo Boso in Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni e Il Mercante di Venezia di Shakespeare; Maurizio Scaparro ne L’Enfant e le Sortilège di Maurice Ravel; Benno Besson ne L’Amore delle Tre Melarance di Sergej Sergeevič Prokof'ev. Come regista firma, tra gli altri, i seguenti lavori: La Cameriera brillante di Goldoni per Pantakin da Venezia; Le Massere e Il Quartiere fortunato di Goldoni e Mamole e Buli di Giovanni Poli per il Teatro a l’Avogaria; La Serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi per il Festival Galuppi di Venezia. In occasione del 35° anniversario della nascita del Teatro a l’Avogaria porta in scena La venexiana e quasi contemporaneamente con la compagnia Questa Nave La distruzione di Kreshev, di Isaac Singer. Nell’ambito della 38°edizione del Festival Internazionale del Teatro de La Biennale di Venezia dirige La buona madre di Carlo Goldoni per il Gruppodacapo, coronato, a partire dalle repliche dello scorso luglio, da un successo di pubblico e critica. Nel 2009 dirige per il Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni La base de tuto di Giacinto Gallina e nello stesso anno per il 40° Festival internazionale del Teatro de La Biennale di Venezia porta in scena Orlando di Virginia Woolf. Sue sono le regie di Uomini e topi, produzione del Teatro Ca’ Foscari (2014) e di E serbi un sasso il nome, spettacolo frutto di un progetto coordinato da Francesca Bisutti in occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Ca’ Foscari (2018).

Federica SCOTELLARO

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