Camilla Tabarrini vince lo Stefano Rodotà Award 2020

Nel 2006, il Consiglio d’Europa decise di istituire il ‘Data Protection Day’, da celebrare ogni anno il 28 gennaio, data in cui la convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei dati, nota come “Convenzione 108”, è stata aperta alla firma.

Proprio in questa giornata, lo scorso mese è stato annunciato il vincitore della seconda edizione dello Stefano Rodotà Award, illustre professore universitario ed esponente politico tra i pionieri del settore, un premio assegnato dal Consiglio D'Europa per lavori accademici originali ed innovativi che contribuiscano in maniera rilevante al dibattito in materia di privacy e protezione dei dati personali.

Con il suo articolo “Understanding the Big Mind - Does the GDPR Bridge the Human-Machine Intelligibility Gap?” (versione italiana « Comprendere la "Big Mind". Il GDPR sana il divario di intelligibilità uomo-macchina? » pubblicato in ‘Il diritto dell’informazione e dell’informatica’, 2019), la dottoranda cafoscarina Camilla Tabarrini ha portato a casa il prestigioso riconoscimento ed è stata invitata a presentare il suo lavoro alla sessione plenaria del Comitato della Convenzione 108, che si terrà a Strasburgo dal 1 al 3 luglio 2020.

“L’articolo - spiega Camilla - tratta del diritto ad ottenere una spiegazione per ciò che riguarda le decisioni basate unicamente sul trattamento automatizzato dei propri dati personali.
La mia ricerca mira a innalzare il livello di consapevolezza riguardo i rischi posti dall'intrinseca oscurità delle decisioni assunte con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, specialmente a fronte di un quadro normativo che non garantisce in modo chiaro il diritto dei cittadini di ottenere informazioni specifiche sulla logica che ha portato il sistema a un determinato output.“

Dopo la laurea con lode in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi Roma Tre, Camilla intraprende un percorso di eccellenza che la avvicina al tema delle nuove tecnologie, in particolare a quello dei Big Data e delle loro interazioni col diritto, ed è proprio grazie a questo ambito di ricerca che scopre Ca’ Foscari.

“Ho scelto di candidarmi come dottoranda a Ca' Foscari per la particolare attenzione prestata al tema delle nuove tecnologie da parte del Dottorato in Diritto, Mercato e Persona,  dove venivano bandite due borse di studio specificamente dedicate a futuri dottorandi interessati a sviluppare tesi di dottorato su tematiche attinenti alle macrotematiche di big data e privacy e big data e innovazione finanziaria.”

Dopo essere risultata vincitrice della borsa di studio, Camilla inizia a dedicare interamente le sue ricerche allo studio dei processi decisionali automatizzati, sfruttando il suo background in diritto dei consumatori e diritto bancario per analizzare, in una prospettiva di protezione dei dati personali, come decisioni in materia di valutazione di merito creditizio supportate dall'Intelligenza Artificiale possano andare in conflitto con la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Attualmente, questa brillante dottoranda sta svolgendo un periodo di ricerca all'estero presso la Cardozo School of Law di New York-Yeshiva University, in qualità di vincitrice della prestigiosa borsa di studio Fulbright per gli Stati Uniti nella categoria Graduate Study – Visiting Student Researcher. Camilla terminerà questo periodo di ricerca i primi di luglio, quando si recherà a Strasburgo per presentare le ricerche sin qui condotte.


Il prossimo bando di ammissione al Corso di Dottorato in Diritto, mercato e persona verrà aperto il 13 marzo. Scopri di più sul corso qui.

Francesca Favaro