Vinicio Capossela a Ca' Foscari per le 'Illusioni notturne'

Doppio appuntamento tra parole e musica con Vinicio Capossela, ospite di Science Gallery Venice per la programmazione collaterale della mostra ILLUSION, aperta fino al 4 aprile all’Università Ca’ Foscari Venezia. Entrambi gli eventi si svolgeranno mercoledì 26 febbraio all’Auditorium Santa Margherita (Dorsoduro 3689).

L’evento serale con Capossela rientra nelle Illusioni notturne, ciclo di proiezioni cinematografiche curate dal professor Marco Della Gassa che accompagnano la mostra.

Tutte le attività di Science Gallery Venice sono gratuite. Programma completo degli eventi e informazioni su venice.sciencegallery.com

Il Bestiario d’amore

Nel pomeriggio, alle 15.30 (prenotazioni), il tema delle illusioni emergerà dal dialogo tra Vinicio Capossela e Francesco Zambon, professore emerito di Filologia Romanza presso l’Univeristà di Trento, traduttore del testo di Richard de Fournival dal quale Vinicio Capossela ha tratto ispirazione per il suo ultimo album. L’evento verrà introdotto da Stefano Riccioni, docente di Storia dell’arte medievale presso l’Università Ca’ Foscari Venezia.

Riccioni lavora da tempo sulla rappresentazione del mondo animale nell’arte monumentale pubblica e privata, tema di un corso specifico e di numerose pubblicazioni. In questo ambito il professor Riccioni ha elaborato il progetto Il Bestiario Veneziano. La rappresentazione del mondo animale a Venezia e nel suo territorio.

Il focus del dialogo saranno le illusioni, gli inganni e le maschere presenti nel Bestiario di Fournival. I bestiari medievali erano opere che presentavano ai lettori gallerie di descrizioni di animali, veri o fantastici, seguite da interpretazioni allegoriche che ne facevano delle figure di insegnamenti morali o di verità della fede.

Richard de Fournival, medico del re di Francia Filippo Augusto, astrologo, alchimista e poeta, e alquanto singolare intellettuale del XIII secolo, attinse a questo patrimonio scientifico-religioso per per convincere la donna amata ad amarlo a sua volta. Il tentativo fu vano.

Come scrive Francesco Zambon: “In questo modo il galante innamorato si diverte a indossare – e a far indossare alla dama – le pelli degli animali più strani e bizzarri: questi amanti cantano come galli, come cigni o come sirene, ragliano come asini selvaggi, saltano come scimmie, mimano il castoro che si evira e il coccodrillo che piange, si spennano, covano o sono covati, si vedono spuntare becchi, artigli, ali e code, in una sorta di buffa e sorridente mascherata, di spettacolo carnevalesco”.

L’intero meccanismo amoroso è analizzato in maniera scientificamente impossibile – scrive Capossela - Come un indagatore del moto perpetuo, Fournival prova a codificare le incodificabili ed eppure certissime leggi che governano questa mascherata perenne che è la commedia amorosa”.

In fin dei conti, spiega Stefano Riccioni, “il mondo animale, reale e fantastico ricopre da sempre un ruolo fondamentale nel percorso di (auto)conoscenza e (auto)rappresentazione dell’uomo. La rappresentazione degli animali nelle opere d’arte, e in particolare sui monumenti architettonici, è una costante nella storia culturale dell’umanità e rientra nel vasto campo dell’interpretazione dei simboli, che non possono essere compresi se non all’interno della storia dei popoli e dei territori che essi abitano”.

Illusioni in Bestiario d’amore

Durante l’appuntamento serale, alle ore 20 (prenotazioni), Capossela tornerà sul tema tra brani del nuovo album e l’interpretazione in chiave cinematografica, affrontando un confronto tra le maschere del Bestiario Amoroso di Furnival e le rappresentazioni simboliche, visionarie e oniriche della Bella e la Bestia di Jean Cocteau.

La Belle et la Bête di Cocteau è il primo vero adattamento cinematografico della fiaba del 1757 di M.me Leprince de Beaumont, revisionatrice, a sua volta, di un'antica versione già nota nella tradizione orale e precedentemente trascritta da M.me Gabrielle-Suzanne de Villeneuve.

La trama è nota a tutti: Belle è una ragazza buona e generosa, che vive con le sorelle intriganti e invidiose e che accetta di prendere il posto del vecchio padre, rimasto imprigionato nel castello della Bestia. Con il passare del tempo si rende conto che quest'ultimo non è così terribile come sembra a prima vista.

Di particolare interesse è il concetto di dualismo Uomo-Animale nella versione della Bella e La Bestia di Cocteu, il quale viene accentuato non solo dal fatto che l’attore Jean Marais interpreti con grande enfasi sia Splendore (Gaston nella versione Disney) che la Bestia, ma anche dal fatto che proprio del primo il mostro assuma le sembianze una volta liberato. In questo turbinio di maschere, in cui la Bestia non è solo una Bestia e l’amore ‘svelato’ di Belle per la Bestia è complesso, amandone sia il lato bestiale e umano. Quando si dice illusioni d’amore.

Enrico Costa

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