Padre Serafino Jamourlian e Vittoria Dall'Armellina mostrano la spada conservata nel museo dell'isola. Foto di Andrea Avezzù

Spada di 5000 anni fa scoperta da una dottoranda nel monastero armeno

Vittoria Dall’Armellina stava visitando il Museo di San Lazzaro degli Armeni a Venezia quando la sua attenzione venne attirata da una piccola spada, collocata in una vetrina insieme a oggetti di epoca medievale. Agli attenti occhi della dottoranda cafoscarina, quello che aveva catturato la sua attenzione non sembrava un reperto medievale, ma una spada ben più antica, molto simile ad altre già incontrate nei suoi studi.

La sua tesi di Laurea Magistrale e poi il dottorato vertevano proprio sulla nascita e lo sviluppo della spada nel Vicino Oriente antico. La spada infatti risultava tipologicamente molto simile ad alcune armi risalenti a circa cinquemila anni fa rinvenute all’interno del Palazzo Reale di Arslantepe (Anatolia Orientale), ritenute le spade più antiche del mondo.

Successivamente a questa scoperta, divenuta celebre nel mondo archeologico, anche al museo di Tokat (Turchia) era stata riconosciuta una spada della stessa tipologia, proveniente dalla regione di Sivas. Anch’essa presenta notevoli somiglianze con l’esemplare di San Lazzaro.

Appurato che la spada non era presente nel catalogo delle antichità vicino orientali conservate nel museo dell’Isola degli Armeni, d’accordo con Elena Rova, professoressa di Archeologia al Dipartimento di Studi Umanistici e suo supervisore dottorale, Dall’Armellina prosegue l’indagine per verificare la sua intuizione e chiarire i molti punti oscuri della scoperta.

Le analisi scientifiche confermano: la spada è simile a quelle più antiche del mondo, che risalgono al 3000 a.C., non solo nella forma, ma anche nella composizione della lega.

La spada di San Lazzaro

Un’arma anatolica, dunque, riappare del tutto casualmente a Venezia riemergendo dal buio profondo del tempo che l’aveva inghiottita per millenni.

Ma qual è stata la sua storia? Come era arrivata nel monastero e quale poteva essere il legame con la comunità dei Padri Armeni? A chi era appartenuta e in che terre lontane aveva viaggiato? Chi l’aveva brandita? O chi era stato sepolto con essa?

Per rispondere a questi interrogativi, la ricercatrice ha avuto un prezioso collaboratore: Padre Serafino Jamourlian, del Monastero Mechitarista di San Lazzaro degli Armeni, il quale, consultando gli archivi del museo, ha contribuito a svelare una parte di questa lunghissima storia.

Il viaggio della spada

La spada arriva da Trebisonda a Venezia donata da un mercante d’arte e collezionista, tale Yervant Khorasandjian, nella seconda metà dell’Ottocento. Lo attesta una busta contenente un foglietto scritto in armeno, piuttosto rovinato ma copiato da qualcuno su carta moderna, che parla di una donazione (c’è una lista di oggetti) a Padre Ghevond (Leonzio) Alishan. Viene inoltre precisato che i reperti furono rinvenuti vicino a Trebisonda, in una località̀ chiamata Kavak.

Sappiamo che Ghevond Alishan, celebre poeta e scrittore amico di John Ruskin, monaco della congregazione Mechitarista e appassionato studioso di archeologia, morì a Venezia nel 1901. La vicenda quindi si colloca verosimilmente negli ultimi decenni del XIX secolo. Il biglietto d’accompagnamento alla spada è servito da filo di Arianna per ricostruirne il viaggio fino a Venezia, dando alle studiose un’importante informazione sulla provenienza anatolica.

Questo il testo del biglietto:

Il Sig. Yervant Khorasandjian, che abitava a Trebisonda, manda in regalo, a Padre Ghevont (Leonzio) Alishan, tramite Padre Minas Nurikhan, monaco mechitarista, fondatore e direttore del Collegio Mechitarista di Trebisonda (1882-1894), una spada di bronzo, ritrovata nei pressi di Trebisonda, e precisamente a Kavak.

La datazione (3000 a.C. circa) e l'origine della spada

Le analisi sulla composizione del metallo sono state condotte in collaborazione con la professoressa Ivana Angelini e il CIBA (Centro Interdipartimentale di Ricerca Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico-Artistici) dell’Università di Padova.

Analisi sulla spada di San Lazzaro

La spada di San Lazzaro degli Armeni, come del resto gli altri esemplari simili esistenti, è risultata essere di rame arsenicato: una lega frequentemente utilizzata prima della diffusione del bronzo (lega di rame e stagno).

Questo dato e la marcata somiglianza con le spade gemelle di Arslantepe rinvenute in un contesto ben documentato hanno permesso di datare con sicurezza il reperto tra la fine del IV e l’inizio del III millennio a.C. e di confermare la sua pertinenza a una tipologia piuttosto rara.

Allo stato attuale degli studi, quel tipo di spade risultano diffuse in una regione abbastanza ristretta dell’Anatolia orientale, tra l’alto corso del fiume Eufrate e la costa meridionale del Mar Nero. L’analisi degli elementi in traccia potrà precisare ulteriormente la provenienza del metallo da uno specifico giacimento.

La spada, contrariamente ad alcuni degli esemplari da Arslantepe, non presenta alcuna decorazione: non riporta alcuna iscrizione, alcun fregio, alcun segno distintivo.

A causa delle condizioni di conservazione non ottimali non è stato possibile rilevare su di essa nemmeno eventuali tracce di utilizzo. Potrebbe trattarsi dunque sia di una vera arma da offesa, realmente utilizzata, che di un’arma da parata o di un oggetto di corredo funerario.

Un’ipotesi possibile è che fosse stata deposta in una sepoltura, rinvenuta casualmente dagli abitanti di un villaggio locale, il cui corredo sarebbe stato successivamente smembrato, come purtroppo avveniva frequentemente fino a pochi anni fa.

È infatti proprio nell’epoca a cui risale la spada che si assiste in Anatolia orientale e nella vicina regione del Caucaso alla diffusione di tombe che presentano ricchi corredi composti da armi e gioielli, interpretate come evidenza della nascita di una nuova élite di stampo guerriero.

La storia della spada antichissima è dunque ancora avvolta nel mistero che ora sarà compito degli studiosi indagare. Martedì 31 marzo in Aula Baratto a Ca’ Foscari si terrà il convegno “La spada e il leone” organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici durante il quale gli studiosi si daranno appuntamento per approfondire i vari aspetti legati alla scoperta della spada di San Lazzaro degli Armeni. 

Federica Ferrarin